{"id":45799,"date":"2021-01-05T12:33:06","date_gmt":"2021-01-05T10:33:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=45799"},"modified":"2021-01-05T12:41:05","modified_gmt":"2021-01-05T10:41:05","slug":"il-raffaello-degli-animali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/il-raffaello-degli-animali\/","title":{"rendered":"&#8220;Il Raffaello degli animali&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Lo squisito Pittore di Palazzo Lonati Verri, attivo a Milano nella seconda met\u00e0 del XVII secolo e autore dello stupendo <strong>Ciclo di Orfeo<\/strong>, ha ora un nome certo e la sua identificazione definitiva si deve agli studiosi <strong>Gianluca e Ulisse Bocchi<\/strong>, che da poco hanno pubblicato un\u2019eccellente monografia dedicata a \u201cCarl Borrom\u00e4us Andreas Ruthart. Un pittore mitteleuropeo fra Milano, Venezia, Firenze, Roma, L\u2019Aquila e Napoli\u201d (edita per i tipi di Grafiche Step, Parma).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo Ciclo di Orfeo \u00e8 il pi\u00f9 vasto corpus pittorico naturalistico della storia dell\u2019arte europea secentesca, composto di 23 grandi tele di straordinaria potenza stilistica ed iconografica, ospitato sino all\u2019inizio del 2019 nella cosiddetta Sala del Grechetto di Palazzo Sormani a Milano (luogo dove ha sede la Biblioteca Civica). Attualmente trasferito in altra sede dove sar\u00e0 sottoposto a un restauro che si preannuncia lungo e delicato, consiste in un complesso di dipinti di gusto fiammingo di qualit\u00e0 elevatissima, caratterizzato da un\u2019eccezionale resa delle diverse specie di animali (selvatici e non), tale da rasentare l\u2019illusionismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019enigmatica personalit\u00e0 a cui si deve il capolavoro, in termini di regia e di esecuzione delle scene zoologiche principali, \u00e8 ritenuto essere Carl Borrom\u00e4us Andreas Ruthart, pittore tedesco di formazione olandese e origini polacche (nato a Danzica intorno al 1630 e morto a L\u2019Aquila nel 1703), che oper\u00f2 nelle maggiori citt\u00e0 italiane in quegli anni.<\/p>\n<div id=\"attachment_45801\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/002452.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45801\" class=\"size-medium wp-image-45801\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/002452-300x230.jpg\" alt=\"Ruthart- Ciclo di Orfeo- Palazzo Sormani\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/002452-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/002452.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-45801\" class=\"wp-caption-text\">Ruthart- Ciclo di Orfeo- Palazzo Sormani<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La perfezione morfologica della rappresentazione, che pu\u00f2 quasi definirsi miniaturistica, \u00e8 ascrivibile alla mano di un raffinato animalista come lui, cos\u00ec come sono riconducibili a lui la predilezione per i grandi formati e la meticolosit\u00e0 nella raffigurazione paesaggistica, nonch\u00e9 l\u2019energico slancio emotivo a corredo del suo modus operandi. Inoltre \u2013 sembra pi\u00f9 di un\u2019ipotesi &#8211; la grandiosa sequenza di dipinti reca la griffe del medesimo autore nordico che vi avrebbe inserito il proprio autoritratto giovanile (in una tela proveniente dalla collezione dei marchesi Casati Stampa). Evidente il suo passaggio milanese anche nella devozione a San Carlo Borromeo, di cui egli assunse il nome, facendosi poi monaco nel 1672 a Roma col nome di fra\u2019 Andrea. Nel centro ambrosiano egli sarebbe altres\u00ec entrato in contatto con il canonico Manfredo Settala e le sue mirabili Wunderkammer naturalistiche che costituivano una fonte di ispirazione inesauribile per un artista vocato peculiarmente alla riproduzione di caratteri zoologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Ciclo di Orfeo cos\u00ec com\u2019era stato concepito poco oltre la met\u00e0 del secolo al piano nobile dell\u2019antico Palazzo Visconti-Verri in via Monte Napoleone a Milano venne commissionato dal nobiluomo Alessandro Visconti di Carbonara (capocaccia del granduca di Toscana Ferdinando II de\u2019 Medici) anche ad altri pittori stranieri provenienti da Venezia e Firenze, tra cui il polacco Pandolfo Reschi (1640-1696) e il belga Livio Mehus (1627-1691). L\u2019intero ciclo &#8211; che rivestiva le quattro pareti di una grande sala &#8211; narra il mito di Orfeo che col canto ammansisce gli animali, anche i pi\u00f9 feroci: la serie ne dispiega circa 200 di tutte le specie, ritratti in mezzo alla natura con eccelsa abilit\u00e0 esecutiva e fedelt\u00e0 descrittiva, in un\u2019atmosfera spesso colma di pathos e finanche di spiritualit\u00e0.<br \/>\nPalazzo Visconti pass\u00f2 prima ai Lonati (o Lunati) e poi ai Verri. E a fine Settecento cominci\u00f2 a circolare l\u2019attribuzione delle tele, errata ma destinata ad avere fortuna, al genovese Giovanni Battista Castiglione (1609-1664), detto il Grechetto, celebre per i suoi dipinti con animali.<\/p>\n<div id=\"attachment_45802\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/002454.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45802\" class=\"size-medium wp-image-45802\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/002454-300x230.jpg\" alt=\"Ruthart- Ciclo di Orfeo- Palazzo Sormani\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/002454-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/002454.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-45802\" class=\"wp-caption-text\">Ruthart- Ciclo di Orfeo- Palazzo Sormani<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sala chiamata (impropriamente) del Grechetto di Palazzo Verri fu immortalata in alcuni quadri di fine \u2018800, poco prima della sua completa demolizione. L\u2019ultima dei Verri, Carolina, spos\u00f2 Alessandro Sormani Andreani e nel 1877 vendette il palazzo di famiglia, che fu appunto smantellato. Nei primi anni del Novecento, le tele Verri furono rimontate a Palazzo Sormani, il quale in seguito venne acquistato dal Comune meneghino che vi insedi\u00f2 il Museo di Milano (1935) e poi, nel dopoguerra, la Biblioteca Civica (1956). La Sala del Grechetto (priva di alcune tele esposte in un\u2019altra stanza del medesimo edificio) fu riallestita e destinata a sede di conferenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Maestro di Palazzo Lonati Verri, oltre alle 23 tele grandi del ciclo con Orfeo, sono state assegnate dagli storici dell\u2019arte anche altre opere con animali, tra cui due splendidi dipinti provenienti dalla Villa San Martino dei marchesi Casati Stampa ad Arcore (nota anche per essere la residenza di Silvio Berlusconi dal 1974), che i Bocchi attribuiscono ora alla collaborazione fra Ruthart e l\u2019olandese Peter Mulier detto il Cavalier Tempesta.<\/p>\n<div id=\"attachment_45803\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ciclo-di-orfeo-dettaglio-1-ape10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45803\" class=\"size-medium wp-image-45803\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ciclo-di-orfeo-dettaglio-1-ape10-300x216.jpg\" alt=\"Ruthart- Ciclo di Orfeo- Palazzo Sormani\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ciclo-di-orfeo-dettaglio-1-ape10-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ciclo-di-orfeo-dettaglio-1-ape10.jpg 428w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-45803\" class=\"wp-caption-text\">Ruthart- Ciclo di Orfeo- Palazzo Sormani<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il periodo milanese di Ruthart conobbe lunghi secoli di oblio e tutt\u2019oggi non sono stati rinvenuti documenti comprovanti in modo inequivocabile l\u2019identit\u00e0 del talentuoso autore del Ciclo di Orfeo, ma la tesi avanzata da Gianluca e Ulisse Bocchi, avallata da solide testimonianze storiche ed innumerevoli raffronti stilistici, sembra ora avere aperto una breccia nel mistero che circonda questo pittore, il quale si definiva olandese (i toni caldi e la morbidezza del pennello ne denunciano in effetti la matrice fiamminga evocativa di Rubens) e apponeva la sua sigla in tedesco (da notare che nel 1692 venne scoperto a Milano un inventario in cui si citava un pittore \u201colandese\u201d come autore di animali simili a quelli raffigurati nel Ciclo di Orfeo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>\u201cRafaello degli animali\u201d<\/strong>, come lo appell\u00f2 l\u2019abate Pietro Zani, suo biografo nell\u2019800, godette in vita della stima di illustri contemporanei e la sua arte fu contesa dai pi\u00f9 sofisticati committenti, tra cui Cosimo I de Medici e il principe di Liechtenstein. La sua attivit\u00e0 si esplic\u00f2 in vari luoghi, da Anversa a Vienna, Roma e L\u2019Aquila, passando per Milano, Venezia e Firenze, senza dimenticare Napoli (dove vantava ottimi rapporti con il celebrato pittore Luca Giordano), e oggi le sue pregiate nature morte con animali vivi si trovano in alcune delle pi\u00f9 importanti collezioni al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il luogo dove Ruthart forse pot\u00e9 liberare al meglio le sue potenzialit\u00e0 espressive fu quella sala di Palazzo Lonati Verri che non esiste pi\u00f9. Sopravvive, per fortuna, il frutto della sua opera e della sua personalit\u00e0, che grazie ai Bocchi \u00e8 stata ora inquadrata puntualmente, rendendogli piena giustizia.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45799?pdf=45799\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo squisito Pittore di Palazzo Lonati Verri, attivo a Milano nella seconda met\u00e0 del XVII secolo e autore dello stupendo Ciclo di Orfeo, ha ora un nome certo e la sua identificazione definitiva si deve agli studiosi Gianluca e Ulisse Bocchi, che da poco hanno pubblicato un\u2019eccellente monografia dedicata a \u201cCarl Borrom\u00e4us Andreas Ruthart. Un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":45800,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2764],"tags":[10825,10826,10823,10824],"class_list":["post-45799","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mo-d-a-a","tag-carl-borromaus-andreas-ruthart","tag-rafaello-degli-animali","tag-ciclo-di-orfeo","tag-gianluca-e-ulisse-bocchi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45799"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45799"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45799\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45809,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45799\/revisions\/45809"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}