{"id":46196,"date":"2021-03-08T14:18:50","date_gmt":"2021-03-08T12:18:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=46196"},"modified":"2023-11-03T12:33:56","modified_gmt":"2023-11-03T10:33:56","slug":"vincenzo-ferdinandi-un-omaggio-per-non-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/vincenzo-ferdinandi-un-omaggio-per-non-dimenticare\/","title":{"rendered":"Per non dimenticare. Un omaggio a Vincenzo Ferdinandi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Chi \u00e8 stato grande ed ha reso grande qualcosa \u00e8 degno di stima e di ricordo.<br \/>\nConservare la memoria \u00e8 un dovere; \u00e8 il mezzo con cui custodiamo quello che consideriamo prezioso. Quando facciamo memoria, richiamiamo un evento, un fatto, qualcuno che appartiene al passato, lo facciamo perch\u00e9 le sue tracce sono presenti ancora oggi, ed esse ci aprono al futuro perch\u00e9 ci\u00f2 di cui facciamo memoria oggi \u00e8 portatore di senso per il futuro, per una ragione molto semplice: perch\u00e9 il futuro necessariamente prende le mosse dall\u2019oggi. Non esiste un futuro privo di un qualche legame con il passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un discorso retorico? No! Celebrare gli anniversari, ad esempio, aiuta a mantenere la memoria, a onorare chi \u00e8 stato una figura di rilievo e pu\u00f2 offrire ai giovani un esempio da imitare. Niente di strano quindi che lo spunto di un pezzo commemorativo su <strong>Vincenzo Ferdinandi<\/strong>, considerato tra i fondatori dell\u2019<strong>Alta Moda Italiana<\/strong> -nel 2014 il <strong>museo Maxxi di Roma<\/strong> all&#8217;interno della mostra <strong>&#8220;Bellissima&#8221;<\/strong> lo annovera tra i pionieri della Moda Italiana-, sia stato il centenario della sua nascita il 29 novembre 2020.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 25%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-46196 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/atelier-via-Veneto-in-attesa-di-una-sfilata.jpg\" title=\"Atelier di via Veneto in attesa di una sfiata courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/atelier-via-Veneto-in-attesa-di-una-sfilata-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Atelier di via Veneto in attesa di una sfiata courtesy archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46198\"><span class=\"imagecaption\">Atelier di via Veneto in attesa di una sfiata courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Atelier di via Veneto in attesa di una sfiata courtesy archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Emilio-Schubertt-Zoe-Fontana-Vincenzo-Frdinanadi.jpg\" title=\"Con Emilio Schubert, Zoe Fontana, courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Emilio-Schubertt-Zoe-Fontana-Vincenzo-Frdinanadi-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Con Emilio Schubert, Zoe Fontana, courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46202\"><span class=\"imagecaption\">Con Emilio Schubert, Zoe Fontana, courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Con Emilio Schubert, Zoe Fontana, courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Con-Beppe-Modenese-Elsa-Maxwell-e-Lilli-Cerasoli.jpg\" title=\"Con Beppe Modenese, Elsa Maxwell e Lilli Cerasoli courtesy Archivio Ferdinandi \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Con-Beppe-Modenese-Elsa-Maxwell-e-Lilli-Cerasoli-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Con Beppe Modenese, Elsa Maxwell e Lilli Cerasoli Courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46203\"><span class=\"imagecaption\">Con Beppe Modenese, Elsa Maxwell e Lilli Cerasoli courtesy Archivio Ferdinandi <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Con Beppe Modenese, Elsa Maxwell e Lilli Cerasoli Courtesy Archivio Ferdinandi <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Con-Zoe-Fontana-1953.jpg\" title=\"Con Zoe Fontana 1953 courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Con-Zoe-Fontana-1953-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Con Zoe Fontana 1953 courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46200\"><span class=\"imagecaption\">Con Zoe Fontana 1953 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Con Zoe Fontana 1953 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di affrontare lo scritto di questo articolo ho cercato fonti di studio sulla sua figura. La sorpresa \u00e8 stata non trovare il suo nome in un celebre e consultatissimo dizionario sulla moda.\u00a0 Non \u00e8 citato tra coloro che presero parte alla sfilata del 22 luglio 1952 nella <strong>Sala Bianca di Palazzo Pitti<\/strong>; \u00e8 nominato invece all\u2019interno di una voce riservata a Oriana Fallaci. Lo ritroviamo tra le righe del pezzo dedicato all\u2019 Italian Fashion Service -organismo nato nel dicembre del 1951 dalla convergenza tra Ente Moda di Torino e Centro Moda di Milano-, quando viene commentata l\u2019accusa rivolta a questo Ente di essere stato ispiratore della nascita del Sindacato Italiano Alta Moda.<br \/>\nFerdinandi, infatti, diede vita nel 1953 assieme ad altri couturier romani (Simonetta, Schuberth, Fabiani, sorelle Fontana, Giovannelli-Sciarra, Mingolini-Guggenheim, Garnet, Veneziani), al <strong>Sindacato Italiano Alta Moda<\/strong> in polemica con le condizioni poste dal <strong>Marchese Giorgini<\/strong> per partecipare alle sfilate della Sala Bianca e perch\u00e9 <em>\u201cRoma vale Firenze\u201d,<\/em> come ebbe a dire Simonetta Visconti, intendendo cos\u00ec rivendicare per Roma il primato di capitale della Moda Italiana.<br \/>\nNon mi azzardo a dare una spiegazione definitiva per questa \u201cdimenticanza\u201d: potremmo forse rintracciarne i segni nel fatto che, con l&#8217;affermarsi del pr\u00e8t-\u00e0-porter, Ferdinandi si era allontanato dal mondo istituzionale della Moda e agli inizi degli anni &#8217;60 addirittura aveva deciso di abbandonare le passerelle per continuare esclusivamente con il lavoro nel suo atelier e fino all&#8217;anno della sua scomparsa. Questo volontario allontanamento potrebbe averlo posto in una zona d\u2019ombra nel mondo scintillante della moda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In relazione alla sfilata della Sala Bianca del 1952, c\u2019\u00e8 un episodio che sollev\u00f2 polemiche e ostracismo nei suoi confronti, e che evidenzia il carattere anticonformista -ma anche la chiaroveggenza-, del couturier romano. In quella sede, sfidando veti e convenzioni dell&#8217;epoca, fece sfilare per la prima volta su di una passerella internazionale una modella di colore, l&#8217;americana <strong>Dolores Francine Rhineey<\/strong>. Oggi sarebbe osannato per la sua \u201cpolitica\u201d di inclusione; per rendersene conto, basta consultare <em><strong>Inclusion and Diversity Manifesto<\/strong><\/em> della <strong>Camera Nazionale della Moda Italiana<\/strong> e\u00a0prestare attenzione a tutte le iniziative e i proclami in tal senso. Rimanendo su questa sua caratteristica di precursore di atteggiamenti e modalit\u00e0 oramai consolidate nei nostri giorni, ricordiamo che fu uno dei primi a capire l\u2019importanza, da un punto di vista di notoriet\u00e0 ed economico, che gli accessori, borse, scarpe, cinture e profumi portassero il nome del brand: oggi gran parte del fatturato di molte maison \u00e8 legato alla vendita degli accessori.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-2 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-46196 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Jo-Patterson-con-un-abito-da-sera-a-pois-...-pendant-col-sof\u00e0-1953.jpg\" title=\"Modella Joe Patterson- abito da sera a pois pendant col sof\u00e0-1953 courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Jo-Patterson-con-un-abito-da-sera-a-pois-...-pendant-col-sof\u00e0-1953-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Modella Joe Patterson- abito da sera a pois pendant col sof\u00e0-1953 courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46206\"><span class=\"imagecaption\">Modella Joe Patterson- abito da sera a pois pendant col sof\u00e0-1953 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Modella Joe Patterson- abito da sera a pois pendant col sof\u00e0-1953 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/atelier-di-via-Veneto-modella-Joe-Jo-Patterson-abito-da-sera-in-raso-gioielli-Buccellati-1954.jpg\" title=\"Modella Joe \nPatterson- abito in raso-Gioielli Buccellati-1954 courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/atelier-di-via-Veneto-modella-Joe-Jo-Patterson-abito-da-sera-in-raso-gioielli-Buccellati-1954-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Modella Joe Patterson- abito in raso-Gioielli Buccellati-1954 courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46205\"><span class=\"imagecaption\">Modella Joe \nPatterson- abito in raso-Gioielli Buccellati-1954 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Modella Joe Patterson- abito in raso-Gioielli Buccellati-1954 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/atelier-di-via-Veneto-modella-Joe-Jo-Patterson-abito-da-sera-in-velluto-gioielli-Buccellati-1954.jpg\" title=\"Modella Joe Patterson- abito in velluto-Gioielli Buccellati-1954 courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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class=\"gallery-caption\" id=\"caption46210\"><span class=\"imagecaption\">Modella Dolores Francine Rhineey courtesy Archivio Ferdinandi <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Modella Dolores Francine Rhineey courtesy Archivio Ferdinandi <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IMG_3022.jpg\" title=\"Modella Dolores Francine Rhineey courtesy Archivio Ferdinandi \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IMG_3022-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Modella Dolores Francine Rhineey courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46209\"><span class=\"imagecaption\">Modella Dolores Francine Rhineey courtesy Archivio Ferdinandi <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Modella Dolores Francine Rhineey courtesy Archivio Ferdinandi <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Fissiamo meglio l\u2019attenzione sul personaggio prima e poi sul suo stile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vincenzo Ferdinandi<\/strong> nasce a<strong> Newark<\/strong>\u00a0citt\u00e0 dello stato del New Jersey in una famiglia di origine\u00a0napoletana trasferitasi negli stati Uniti agli inizi del \u2018900 dove aveva aperto una sartoria; l\u00ec apprende i segreti del mestiere che da pi\u00f9 generazioni appartiene al suo nucleo familiare.<br \/>\nSi trasferisce a Roma a met\u00e0 degli anni \u201840, lavora nella sartoria di famiglia in via del Babuino dove consolida le sue capacit\u00e0 sartoriali; trascorre un breve periodo presso l&#8217;atelier di<strong> Fernanda Gattinoni<\/strong>, l\u00ec viene apprezzato per il suo estro creativo e l\u00ec affina il suo stile e approfondisce l\u2019arte del taglio.<br \/>\nNel 1949 \u00e8 chiamato da <strong>Christian Dior<\/strong> per una collaborazione stilistica. L\u2019esperienza parigina \u00e8 forte -sono gli anni di Fath, Schiapparelli, Balmain, Chanel- \u00a0e lo segner\u00e0 in modo significativo; e inoltre si stabilir\u00e0 tra i due -Dior e Ferdinandi- una amicizia\/stima reciproca. Dior titol\u00f2 una sua collezione &#8220;Ferdinand&#8221;, il che suon\u00f2 strano all&#8217;epoca. Si trattava di un nome maschile usato per una linea femminile; viceversa, lo vedremo pi\u00f9 avanti, Vincenzo non si adombr\u00f2 quando Dior vinse un Oscar grazie a un suo tailleur.<br \/>\nCon la sicurezza di quanto assimilato a Parigi, si sente forte per aprire un suo atelier di Alta Moda in via Veneto. Nel 1951 sfila a Londra e sigla un contratto per il mercato inglese con la <strong>Clark &amp; Morland Ltd,<\/strong> creando una collezione di stravaganti calzature, elemento accessorio a cui dedicher\u00e0 molta attenzione.<br \/>\nAbbiamo gi\u00e0 accennato che il 22 luglio 1952, a Firenze, \u00e8 fra gli stilisti invitati da <strong>Giovanni Battista Giorgini<\/strong>\u00a0per la storica sfilata nella Sala Bianca a Palazzo Pitti e nel \u201853 \u00e8 tra i fondatori del Sindacato Italiano Alta Moda. A partire dagli anni \u201960 abbandona le passerelle e dal \u201963 si concentra esclusivamente nel lavoro creativo per il suo atelier; lavorer\u00e0 come consulente per diverse industrie di abbigliamento in Italia e all\u2019estero. Muore a Roma il 22 aprile 1990.<br \/>\nMolti sono stati i riconoscimenti conferiti alla sua arte e alla sua creativit\u00e0;\u00a0 Vogue Usa nel settembre del 1952 lo defin\u00ec <strong>\u201ca star tailor\u201d<\/strong> non perch\u00e9 i suoi abiti sono stati indossati da molte donne del jet set di allora, ma per la perfezione assoluta dei suoi tailleur. Vest\u00ec tra altre, Ingrid Bergman, Sandra Dee, Rhonda Fleming, Eliette Von Karajan moglie del direttore d&#8217; orchestra, Virna Lisi, Anna Magnani, Gina Lollobrigida, Sylva Koscina, Lucia Bos\u00e8, Ilaria Occhini, Elsa Martinelli, Marta Marzotto, Ljuba Rizzoli, Eloisa Cianni (che fu Miss Italia nel 1952), Simone Bicheron (moglie di Curd Jurgens) e May Britt (moglie di Sammy Davis jr.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lui stesso racconta un significativo episodio legato al cinema che evidenzia la fama e la stima di cui era portatore. <strong>Jennifer Jones<\/strong> indoss\u00f2 un suo tailleur nel film <strong>&#8220;Stazione Termini&#8221;<\/strong> diretto da Vittorio De Sica. Ricorda Ferdinandi,<em> &#8220;Jennifer mi disse che voleva un tailleur che la facesse sentire a proprio agio durante le riprese del film, ma ne aveva gi\u00e0 uno di Dior che gli aveva fornito la produzione. Sottoline\u00f2 che avrebbe per\u00f2 tranquillamente scelto il mio se le fosse piaciuto di pi\u00f9. E cos\u00ec fece. Con quel film Dior vinse l&#8217;Oscar per il miglior costume e &#8211; da vero gentiluomo &#8211; mi confid\u00f2: Vincenzo, a b\u00f2n retour&#8230;&#8221;.\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 la cifra stilistica di Vincenzo Ferdinandi?<br \/>\nLa sua notoriet\u00e0 \u00e8 legata al taglio impeccabile dei suoi tailleurs, alla rigorosa sartorialit\u00e0 della confezione, alla cura quasi maniacale dei dettagli -diceva che in un abito un singolo punto pu\u00f2 fare la differenza-: linee pulite, cuciture quasi assenti, punto vita segnato, spalle piccole appunto senza cuciture e senza imbottiture; una lunga sequenza di bottoni che servono a modellare il tessuto sul busto; il tessuto accompagna il corpo femminile esaltandone le forme senza mai costringerlo. Calza a pennello per i suoi tailleur, sempre comodi ed eleganti, un\u2019affermazione della costumista statunitense -8 Oscar e 35 nomination- <strong>Edith Head<\/strong>: <em>\u201cUn abito dovrebbe essere stretto abbastanza per mostrare che sei una donna e sufficientemente morbido da dimostrare che sei una signora\u201d.<\/em> Il tailleur, quelli di Vincenzo lo sono in modo particolare, pu\u00f2 essere un capo rigoroso, addirittura severo, ma \u00e8 decisamente femminile e seducente.<br \/>\nFerdinandi amava la sobriet\u00e0, il rigore, l\u2019esattezza quasi geometrica non solo nei tailleurs ma in tutte le sue creazioni sempre eleganti e femminili. Non era per\u00f2 minimalista. Sceglie i tessuti migliori che trova sul mercato, in modo che assecondino l\u2019esecuzione perfetta del capo. Le sue creazioni sobrie di dettagli aggiuntivi hanno movimento grazie ad arricciature, incroci del tessuto, ricchezza del collo, ampiezza della manica, sfondi, ecc.<br \/>\nLui che era un estroverso, seppe conferire, a chi indossava i suoi abiti, un guizzo di originalit\u00e0 e \u201cfrivolezza\u201d con originali cappelli da lui stesso disegnati, i celebri<strong> \u201ctamburelli\u201d<\/strong> impreziositi da ciondoli o dettagli in visone, le elegantissime <strong>\u201cpagodine\u201d<\/strong> di velluto e le piccole<strong> \u201ccloches\u201d<\/strong> di feltro fumo di Londra.<br \/>\nAi suoi abiti da sera, indossati da molte donne dell\u2019alta societ\u00e0 italiana e internazionale, aggiunse la ricchezza dei gioielli quando nel 1954 avvi\u00f2 una collaborazione con Buccellati per l\u2019atelier di Roma e di Milano che aveva inaugurato nello stesso anno 1954.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-3 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-3 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-3 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-3 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-3' class='gallery galleryid-46196 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Due-creazioni-con-le-modelle-Loredana-Pavone-e-Loe-Patterson-1.jpg\" title=\"Due creazioni con le modelle Loredana Pavone e Joe Patterson courtesy Archivio Ferdinandi \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Due-creazioni-con-le-modelle-Loredana-Pavone-e-Loe-Patterson-1-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Due creazioni con le modelle Loredana Pavone e Joe Patterson courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46213\"><span class=\"imagecaption\">Due creazioni con le modelle Loredana Pavone e Joe Patterson courtesy Archivio Ferdinandi <\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Due creazioni con le modelle Loredana Pavone e Joe Patterson courtesy Archivio Ferdinandi <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Audrey-Mac-Donald-sfila-nell\u2019atelier-di-via-Veneto-1956.jpg\" title=\"Sfilata nell&#039; atelier di Via Veneto 1956- Modella Audrey Mac Donald courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Audrey-Mac-Donald-sfila-nell\u2019atelier-di-via-Veneto-1956-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Sfilata nell&#039; atelier di Via Veneto 1956- Modella Audrey Mac Donald courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46214\"><span class=\"imagecaption\">Sfilata nell' atelier di Via Veneto 1956- Modella Audrey Mac Donald courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Sfilata nell' atelier di Via Veneto 1956- Modella Audrey Mac Donald courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Ivy-Nicholson-1956.jpg\" title=\"Modella Audrey Mac Ivy Nicholson 1956 courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Ivy-Nicholson-1956-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Modella Audrey Mac Ivy Nicholson 1956 courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46215\"><span class=\"imagecaption\">Modella Audrey Mac Ivy Nicholson 1956 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Modella Audrey Mac Ivy Nicholson 1956 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Janet-Sprague-linea-Arpa-1953.png\" title=\"Linea Arpa 1953 Modella Janet Sprague courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Janet-Sprague-linea-Arpa-1953-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Linea Arpa 1953 Modella Janet Sprague courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46216\"><span class=\"imagecaption\">Linea Arpa 1953 Modella Janet Sprague courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Linea Arpa 1953 Modella Janet Sprague courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Loredana-Pavone-foto-Elsa-Haertter-1955-1.jpg\" title=\"Modella Loredana Pavone ph Elsa Haertter 1955 courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Loredana-Pavone-foto-Elsa-Haertter-1955-1-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Modella Loredana Pavone ph Elsa Haertter 1955 courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46217\"><span class=\"imagecaption\">Modella Loredana Pavone ph Elsa Haertter 1955 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Modella Loredana Modella Loredana Pavone ph Elsa Haertter 1955 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Loredana-Pavone-foto-Elsa-Haertter-1955.jpg\" title=\"Modella Loredana Pavone ph Elsa Haertter 1955 courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Loredana-Pavone-foto-Elsa-Haertter-1955-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Modella Loredana Pavone ph Elsa Haertter 1955 courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46218\"><span class=\"imagecaption\">Modella Loredana Pavone ph Elsa Haertter 1955 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Pavone ph Elsa Haertter 1955 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Luciana-Angiolillo-1952.jpg\" title=\"Modella Luciana Angiolillo 1952 courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/modella-Luciana-Angiolillo-1952-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Modella Luciana Angiolillo 1952 courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46219\"><span class=\"imagecaption\">Modella Luciana Angiolillo 1952 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Modella Luciana Angiolillo 1952 courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tailleur-Rosso-Borbonico.jpg\" title=\"Tailleur &quot;Rosso Borbonico&quot; courtesy Archivio Ferdinandi\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tailleur-Rosso-Borbonico-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Tailleur &quot;Rosso Borbonico&quot; courtesy Archivio Ferdinandi\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46220\"><span class=\"imagecaption\">Tailleur \"Rosso Borbonico\" courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Tailleur \"Rosso Borbonico\" courtesy Archivio Ferdinandi<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl>\r\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p>La\u00a0 <strong>\u201cLinea 1950\u201d<\/strong> segna un punto di partenza verso il successo e la pienezza della sua maestria. Dare nome ad una collezione era di prassi ieri come oggi ed \u00e8 quindi interessante seguire l\u2019evoluzione dello stile di Ferdinandi attraverso i nomi delle sue collezioni perch\u00e9 esprimono e sintetizzano il pensiero che presiede alla creazione ed unisce i vari capi, dando coerenza all\u2019intera collezione. E\u2019 del 1952 la <strong>\u201cLinea Fionda\u201d<\/strong>, il cui filo conduttore \u00e8 la scollatura a V avanti e dietro; la <strong>\u201cLinea Arpa\u201d<\/strong> \u00e8 del 53, morbida e avvolgente come il suono delle corde. La <strong>\u201cLinea Flabello\u201d<\/strong> del 1954 \u00e8 significativa di una nuova creativit\u00e0: la ricchezza del tessuto \u00e8 sul busto e crea talvolta importanti risvolti, talvolta le spalle scendono morbide con taglio kimono. Anche nella collezione <strong>\u201cSfinge\u201d<\/strong> Vincenzo presenta nuove soluzioni: le maniche sono sostituite da mantelline che partendo dal collo scendono sul retro coprendo il braccio.<\/p>\n<p>E veniamo a parlare del colore tanto decantato e a cui era particolarmente affezionato, con molta probabilit\u00e0 per ragioni familiari e non solo estetiche: \u00e8 una tonalit\u00e0 di rosso di cadmio scuro tendente al porpora, denominato borbonico. La storia familiare assicura che fu un avo, sarto alla Corte dei Borbone a Napoli ai tempi del Regno delle Due Sicilie, a dedicare questa particolare nuance ai reali e che perci\u00f2 fu definita <strong>&#8220;Rosso Borbonico&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>Tante le considerazione che si potrebbero fare sul nostro personaggio, importante testimone del tempo d\u2019 oro della moda nel mondo. Tenere viva la memoria di ci\u00f2 che \u00e8 scaturito dalla creativit\u00e0 di\u00a0Vincenzo Ferdinandi \u00e8 un atto dovuto. Farsi carico di questo, arricchisce ulteriormente e induce al desiderio di tramandarne e condividerne la meraviglia.<br \/>\nSi, poich\u00e9 la memoria \u00e8 radice della cultura nel conservare la tradizione di cui la stessa cultura si alimenta. Esse infatti,\u00a0memoria e cultura, sviluppano un senso di appartenenza, instaurano un rapporto tra le generazioni -quelle passate, le presenti, le future-, forniscono all\u2019 individuo e alla comunit\u00e0 i presupposti per definire la loro stessa identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46196?pdf=46196\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 stato grande ed ha reso grande qualcosa \u00e8 degno di stima e di ricordo. Conservare la memoria \u00e8 un dovere; \u00e8 il mezzo con cui custodiamo quello che consideriamo prezioso. 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