{"id":46772,"date":"2021-07-13T18:58:47","date_gmt":"2021-07-13T16:58:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=46772"},"modified":"2021-07-13T18:58:47","modified_gmt":"2021-07-13T16:58:47","slug":"giu-la-maschera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/giu-la-maschera\/","title":{"rendered":"Gi\u00f9 la maschera!"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La incontro, sempre per coincidenza, all&#8217;ascensore di un palazzo in via Montenapoleone: esile ed elegante nel portamento, castano-rossi i capelli, et\u00e0 indefinibile, un sorriso dolce e coinvolgente, occhi\u00a0grandi indagatori ed elusivi allo stesso tempo. E l&#8217;immancabile Yorkshire Sciusci\u00f9 al guinzaglio.<\/p>\n<div id=\"attachment_46776\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/anna_demina_home.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46776\" class=\"size-thumbnail wp-image-46776\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/anna_demina_home-150x150.jpg\" alt=\"Anna Demina \" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/anna_demina_home-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/anna_demina_home-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/anna_demina_home.jpg 400w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/anna_demina_home-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-46776\" class=\"wp-caption-text\">Anna Demina<\/p><\/div>\n<p>Cos\u00ec ho saputo che <strong>Anna Demina<\/strong> &#8211; questo il suo nome &#8211; \u00e8 di origine russa, vive a Milano &#8211; dove ha anche una figlia ormai grande &#8211; e si interessa di arte, che la porta spesso in giro per il mondo. Fu lei stessa un giorno a dirmi della sua passione per l&#8217;arte africana, che ne ha fatto un&#8217;infaticabile\u00a0 scopritrice di nuove forme espressive.<\/p>\n<p>Tutto inizi\u00f2 in un negozio di antiquariato di Marrakech, dove entr\u00f2 per caso e l\u00ec, in Africa, si innamor\u00f2 della statuetta giapponese di una geisha che spazzolava il cranio di uno scheletro! La compr\u00f2 subito e nacque\u00a0cos\u00ec una raffinata collezionista di arte esotica, che poi si concentr\u00f2 specificamente su quella africana. Nel corso degli anni la Demina \u00e8 venuta a contatto con molti pittori e scultori e mercanti, la sua collezione \u00e8 andata sempre pi\u00f9 ampliandosi e lei stessa \u00e8 diventata un&#8217;artista, abile realizzatrice di schizzi ispirati alla cultura africana e del Sol Levante. Intriganti sono soprattutto i suoi disegni delle varie e complesse capigliature delle donne africane, spesso legate a riti e superstizioni ataviche.<\/p>\n<p>Dell&#8217;arte simbolista del Continente Nero la affascina in particolare la spiritualit\u00e0 profonda e pervasiva che connette creato e umanit\u00e0 per preservare l&#8217;armonia di tutte le cose.<\/p>\n<p>Di quelle opere la colpisce la mancanza di\u00a0prospettiva e profondit\u00e0, l&#8217;abolizione dello spazio che suggerisce l&#8217;esistenza di una dimensione mentale piuttosto che visiva. La semplicit\u00e0 delle forme, la loro capacit\u00e0 di sintesi e immediatezza le parlano con una carica emotiva potente sconosciuta al linguaggio tradizionale della nostra arte che \u00e8 mimesi pi\u00f9 che creazione delle forme, come invece avviene in Africa.<\/p>\n<p>Nell&#8217;arte nera &#8211; espressione di un diverso rapporto tra uomo e natura &#8211; i volumi sono essenziali, modellati secondo geometrie &#8220;cubiste&#8221;, le proporzioni sono astratte e aliene ad ogni\u00a0 proporzione reale, i segni appaiono codificati. Le figure femminili con le loro silhouette accentuate suggeriscono armonia e fertilit\u00e0, mentre quelle maschili o zoomorfe manifestano virilit\u00e0 e forza.<\/p>\n<p>L&#8217;arte africana \u00e8 soprattutto metaforica e procede per simboli; raramente un oggetto viene creato solo per una funzione stilistica, ovvero per essere guardato: la sua bellezza \u00e8 proporzionale al ruolo che svolge nella vita dell&#8217;uomo e al legame con il potere e la religione.<br \/>\nLe opere africane sono sovente anonime; al limite conosciamo l&#8217;etnia degli autori, ma nulla pi\u00f9.\u00a0 Ne scaturisce una variet\u00e0 di linguaggi tribali che \u00e8 arduo sintetizzare&#8230;<\/p>\n<p>La scultura \u00e8 senza dubbio la forma d&#8217;arte figurativa pi\u00f9 diffusa nei territori sub-sahariani. Le opere sono generalmente in legno, lavorate senza disegni preparatori, n\u00e9 abbozzi. Oggetto delle raffigurazioni \u00e8 spesso la figura umana, che pu\u00f2 rappresentare un antenato o un nume tutelare, quasi sempre isolata.<\/p>\n<p>Anna Demina ha gi\u00e0 contribuito a diverse mostre in Italia e nel mondo, l&#8217;ultima delle quali &#8211; in corso all&#8217;Hermitage di San Pietroburgo sino al 12 dicembre 2021 &#8211; si intitola &#8220;<strong>Transfigurations.\u00a0African Masks of the 19th &#8211; 20th Centuries\u201d<\/strong>, realizzata sulla base della collezioni\u00a0dello stesso Hermitage e del Museo di Antropologia ed Etnografia Pietro il Grande. Questa straordinaria esposizione, a cui lei partecipa come collezionista privata, \u00e8 dedicata alle maschere africane e ne indaga gli aspetti di modernit\u00e0 che ci derivano dalle civilt\u00e0 passate: le statue e le maschere, in ultima analisi, sono i veicoli attraverso i quali gli spiriti e le forze celesti si rendono presenti e visibili nello spazio umano.\u00a0Fortemente stilizzate ed espressive, sono frutto di secoli di tradizione artistica e, se a prima vista possono apparire grottesche, diventano molto importanti e sofisticate se collocate nel loro contesto culturale, poich\u00e8 incarnano la divinit\u00e0 che simboleggiano\u00a0(tanto \u00e8 vero che in molte societ\u00e0 africane vengono indossate solo dagli iniziati). Altre volte le maschere vengono impiegate in manifestazioni collettive, come riti agrari e funerari (per accompagnare il defunto ed offrirgli un passaggio sicuro e sereno verso l&#8217;aldil\u00e0).<\/p>\n<p>Ammirando questi oggetti senza tempo, si percepisce la cura condita di passione con cui Anna li ha scelti, benedendoli con il suo delicato sorriso\u2026<\/p>\n<p>\u201cLa farfalla non conta gli anni, ma gli istanti: per questo il suo tempo le basta\u201d (proverbio africano).<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-46772 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/home.gif\" title=\"Anna Demina Collezione\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/home-150x150.gif\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Anna Demina Collezione\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46777\"><span class=\"imagecaption\">Anna Demina Collezione<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Anna Demina Collezione<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/masks_home05.jpg\" title=\"Anna Demina Collezione\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/masks_home05-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Anna Demina Collezione\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46778\"><span class=\"imagecaption\">Anna Demina Collezione<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Anna Demina Collezione<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/African_Mask_11.jpg\" title=\"Anna Demina Collezione\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/African_Mask_11-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Anna Demina Collezione\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption46774\"><span class=\"imagecaption\">Anna Demina Collezione<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Anna Demina Collezione<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.annademina.art\/\">https:\/\/www.annademina.art\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46772?pdf=46772\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La incontro, sempre per coincidenza, all&#8217;ascensore di un palazzo in via Montenapoleone: esile ed elegante nel portamento, castano-rossi i capelli, et\u00e0 indefinibile, un sorriso dolce e coinvolgente, occhi\u00a0grandi indagatori ed elusivi allo stesso tempo. 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