{"id":47222,"date":"2022-01-29T17:47:59","date_gmt":"2022-01-29T15:47:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=47222"},"modified":"2022-02-01T18:07:40","modified_gmt":"2022-02-01T16:07:40","slug":"ancora-un-po-di-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/ancora-un-po-di-tradizione\/","title":{"rendered":"Ancora un po&#8217; di tradizione&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Poche persone conoscono l&#8217;usanza di disfare il <strong>Presepe<\/strong> e i simboli del Natale il 2 di Febbraio -e non subito dopo l&#8217;Epifania che, pronta con i suoi scatoloni conservati amorevolmente a raccogliere tutto quel che dopo dodici mesi riprender\u00e0 vita, ci sollecita quasi affannosamente a sbrigarci, come di consuetudine, a &#8220;portar via tutte le feste&#8221;-.<br \/>\nQuesto \u00e8 infatti quel che il 6 o il 7 di Gennaio, partiti i Re Magi, accade in quasi tutte le case, svestite di colpo -e con un po&#8217; di comprensibile malinconia- degli &#8220;abiti&#8221; congrui al periodo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, secondo un&#8217;usanza quasi dimenticata ma ancora viva, tutto andrebbe tolto il giorno della <strong>festa della Candelora<\/strong> -il 2 di Febbraio appunto-, momento che segna la vera fine del tempo natalizio.<br \/>\nCandele accese, nella liturgica ricorrenza cristiana, per ricordare la presentazione di Ges\u00f9 al Tempio avvenuta esattamente quaranta giorni dopo la sua nascita -la legge Giudaica cos\u00ec imponeva ai primogeniti maschi-.<br \/>\nSicuramente ne avr\u00e0 fatto tesoro e avr\u00e0 obbedito con entusiasmo all&#8217;occasione di tenere ancora in vista le sue preziose statuine corredate di luci il grande <strong>Eduardo De Filippo<\/strong> in quel capolavoro che \u00e8 <strong>&#8220;Il Natale in casa Cupiello&#8221;.<\/strong>&#8230;&#8221;Io faccio il presepe perch\u00e9 quando avevo i figli piccoli, lo facevo&#8230; Sapete, era un&#8217;allegrezza&#8230; E anche adesso che sono grandi, io ogni anno debbo farlo&#8230; Mi sembra di avere sempre i figli miei piccoli&#8230; Sapete&#8230; anche per religione. \u00c8 bello fare il presepio&#8230;&#8221;<br \/>\nGi\u00e0. &#8220;&#8230;un&#8217;allegrezza&#8230;&#8221;&#8230;<br \/>\nQuel sentimento di stupore che spinge ogni anno a costruire con il &#8220;gi\u00e0 dato&#8221; il comunque nuovo, in un rito antico ma sempre uguale.<br \/>\nNella lettera apostolica <strong>&#8220;Admirabile signum&#8221; <\/strong>del 2019, <strong>Papa Francesco<\/strong>, a proposito del significato e del valore del presepe, ci dice che &#8220;\u00e8 come un Vangelo vivo&#8221; e che, contemplandolo, &#8220;siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino&#8221;&#8230;..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 ci teniamo a segnalare -e a suggerire di affrettarsi nel visitarla- una mostra che chiuder\u00e0 il 6 di Febbraio al <strong>Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano.<\/strong><br \/>\n\u00c8 il <strong>Presepe di carta<\/strong> di <strong>Francesco Londonio<\/strong> (1723-1783) che, con i suoi 60 personaggi alti dai 45 ai 60 cm. dipinti su carta o cartoncino sagomati, si apre, in una scenografia commovente e sospesa, agli occhi di chi vi si trovi difronte.<br \/>\nUna grande &#8220;vetrina&#8221; all&#8217;insegna della gioia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gioiello dell&#8217;arte sacra del XVIII secolo milanese, il Presepe del Gernetto -cos\u00ec denominato per la sua provenienza (Villa del Gernetto a Lesmo, in Brianza, per la quale fu realizzato su commissione, con tutta probabilit\u00e0, del conte Mellerio) &#8211; \u00e8 entrato a far parte delle collezioni del Diocesano nel 2018 grazie alla generosa donazione di Anna Maria Bagatti Valsecchi e vanta di essere uno dei pochi presepi settecenteschi lombardi di questo genere.<br \/>\nDunque, in occasione delle celebrazioni per il ventesimo anniversario (2001-2021) di storia del Museo, Nadia Righi e Alessia Devitini, rispettivamente direttrice e conservatrice dello stesso, hanno dato vita alla possibilit\u00e0 di godere di questa meraviglia.<br \/>\nCos\u00ec le figure sacre del Bambino, di Maria e Giuseppe, dei Magi, e quelle dei paggi, dei pastori, dei villani, dei fanciulli, degli animali (Londonio era solito raffigurare le scene campestri e bucoliche ammantandole di serenit\u00e0 e di dolce realismo e a lui viene riconosciuto di essere uno dei maggiori artefici di questa tradizione in Italia) sembrano uscire da quinte teatrali per offrirsi nella loro precisa raffigurazione e nella loro ricchezza di particolari -la pittura a tempera su carta e cartoncino magnetizza l&#8217;attenzione e rimanda a oniriche suggestioni-&#8230;.<br \/>\nAl silenzio attorno alla sacralit\u00e0 dell&#8217;evento -e che fa trattenere il respiro-, al rumore della vita che scorre tutt&#8217;intorno -con i suoi movimenti rituali e con i suoi rassicuranti gesti-&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facile intuire che, a partire da opere come questa, la tipologia dei presepi di carta -importante strumento di espressione artistica- si sia diffusa anche a mezzo stampa e abbia successivamente raggiunto ampia fioritura.<br \/>\nUn fascino rimasto intatto per la profondit\u00e0 del suo messaggio e per la leggerezza con cui centra il bersaglio, toccando con semplice e al tempo stesso maestosa narrativa i nodi fondanti del nostro sentire.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-47222 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); 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di Maria all&#8217;Arcangelo Gabriele.<br \/>\nQuesta Annunciazione -una delle cinque del pittore veneto, frutto della sua arte matura-, arrivata dal Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli, risponde all&#8217;iniziativa &#8220;Il Capolavoro per Milano 2021&#8221; giunto alla sua XIII edizione e, come afferma Sylvain Bellenger, direttore del museo partenopeo, &#8220;\u00e8, pi\u00f9 che un&#8217;Annunciazione, una illuminazione&#8221;.<br \/>\nRealizzato intorno al 1560, il dipinto \u00e8 stato commissionato dalla facoltosa famiglia Pinelli per abbellire e ornare la cappella privata dedicata alla Vergine Annunciata fatta edificare da Cosimo Pinelli nel contesto della chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli.<br \/>\nNel quasi labirintico allestimento del Diocesano la curiosit\u00e0 fa da prodromo alla visione.<br \/>\nSi procede adagio adagio fra luci e ombre&#8230;fino a raggiungere la grande tela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli straordinari effetti studiati ad arte consentono di percepire immediatamente la potenza di ci\u00f2 che sta accadendo.<br \/>\nIl gesto perentorio ma garbato dell&#8217;Angelo, l&#8217;eleganza pudica della postura di Maria. Le vesti del Primo scintillanti e intessute di fili aurei -damasco argenteo virante al rosa-, il manto neutro ma abbagliante della Seconda posato docilmente sul blu tempesta della sopravveste e sul rosso cremisi dell&#8217;abito. Bagliori, putti, lampi, squarci di cielo azzurro a corollario del tutto&#8230;<br \/>\nLa colonna sullo sfondo -classico elemento nell&#8217;iconografia dell&#8217;Annunciazione- che lega la terra al cielo, l&#8217;umano al divino&#8230;<br \/>\nSostare in raccoglimento davanti a tanta bellezza diventa automatico. Annullare ogni pensiero ombroso diventa necessario.<br \/>\nCos\u00ec arriva prepotente il desiderio di tornare a vedere la Nativit\u00e0 nella stanza adiacente.<br \/>\nS\u00ec. Perch\u00e9 \u00e8 da quel s\u00ec pronunciato con modesta ma sicura riverenza che pu\u00f2 esistere quella capanna, quella stella, quel prodigio.<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-2 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-47222 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ 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style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Il Presepe di carta di Francesco Londonio<br \/>\n-L&#8217;Annunciazione di Tiziano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Museo Diocesano Carlo Maria Martini.<br \/>\nPiazza Sant&#8217;Eustorgio 3, Milano<br \/>\nFino al 6 Febbraio 2022<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47222?pdf=47222\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poche persone conoscono l&#8217;usanza di disfare il Presepe e i simboli del Natale il 2 di Febbraio -e non subito dopo l&#8217;Epifania che, pronta con i 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