{"id":47837,"date":"2023-06-03T18:18:04","date_gmt":"2023-06-03T16:18:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=47837"},"modified":"2023-06-03T18:44:08","modified_gmt":"2023-06-03T16:44:08","slug":"mosaico-quando-larte-fa-vedere-oltre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/mosaico-quando-larte-fa-vedere-oltre\/","title":{"rendered":"MOSAICO: quando l&#8217;arte fa vedere oltre"},"content":{"rendered":"<p>\u201c\u2026 essere anche noi come tessere del grande mosaico di santit\u00e0 che Dio va creando nella storia\u201d (Benedetto XVI).<\/p>\n<p>La parola mosaico ha un sapore antico ed evoca suggestioni estetiche lontane, ma da qualche tempo questa forma d\u2019arte sta conoscendo una nuova vita come strumento espressivo versatile, con una gamma infinita di materiali e colori da sperimentare, e con una molteplicit\u00e0 di applicazioni nel design\/arredo di pregio, sicuramente di grande effetto. Anzi, proprio grazie alla tecnica del mosaico, si sono aperti nuovi orizzonti di sperimentazione e spazi plurimi di esplorazione per la progettazione architettonica e grafica.<br \/>\nMi piace ricordare, al riguardo, l\u2019eccellenza di un\u2019azienda come Bisazza, che del mosaico ha fatto la sua raison d&#8217;\u00eatre e il suo core business. Radicata da sempre ai valori dell\u2019alta artigianalit\u00e0 sin dalla nascita nel 1956, la societ\u00e0 con sede a Montecchio Maggiore-Alte Ceccato (Vicenza) \u00e8 uno dei marchi del lusso pi\u00f9 noti al mondo nel suo settore, specializzata nella creazione di mosaici in vetro colorato di grande raffinatezza, di utilizzo sia interno che esterno. Nel corso del tempo Bisazza ha differenziato, ampliandole, le sue collezioni grazie anche all\u2019utilizzo di nuovi materiali e la collaborazione con prestigiosi designer, proponendo cos\u00ec innovative soluzioni di design in cui si coniugano talento manuale e somma creativit\u00e0, gusto contemporaneo e cultura classica.<br \/>\nDi grande pregevolezza e pregnanza di valori, notevole interesse e forza di suggestione, \u00e8 quel luogo da fiaba che \u00e8 la <strong>Fondazione Bisazza<\/strong> \u2013 sospesa tra il senso di incanto e stupore di Alice nel Paese delle Meraviglie, lo spirito di ricerca e scoperta del Mago di Oz, la riflessione sul senso della vita e dei sentimenti del Piccolo Principe \u2013 una vasta sede espositiva sorta nel 2012 per volere della famiglia e realizzata su progetto dell\u2019arch. Carlo Dal Bianco, dove il mosaico dialoga continuamente con opere d\u2019arte permanenti e temporanee, spaziando tra foto, sculture, bellezze naturali, su un\u2019area di quasi 8000 mq. La Fondazione, che sin dalle origini si \u00e8 offerta al pubblico sia come scrigno di mostre sia come produttore di cultura a 360\u00b0, vanta un\u2019ampia collezione di installazioni di cui sono autori grandi designer internazionali come Tord Boontje, Aldo Cibic, Sandro Chia, Jaime Hayon, Arik Levy, Alessandro Mendini, Fabio Novembre, Mimmo Paladino, John Pawson, Andr\u00e9e Putman, Ettore Sottsass, Studio Job, Patricia Urquiola e Marcel Wanders, la Maison Emilio Pucci, solo per citarne alcuni.<br \/>\nIl mosaico (letteralmente \u201copera delle Muse\u201d in greco) si svilupp\u00f2 presso le civilt\u00e0 mesopotamiche e conobbe un grande sviluppo nel periodo ellenistico-romano, in cui si standardizzarono diversi procedimenti per pavimentazione e rivestimenti parietali. Ma \u00e8 nel periodo bizantino che l&#8217;arte musiva raggiunse le pi\u00f9 alte finalit\u00e0 espressive: a Bisanzio, a Ravenna, a Roma, a Venezia, in Sicilia, il mosaico conquist\u00f2 vette di assoluto splendore.<br \/>\n<strong>Mario Praz<\/strong> scriveva<em>: \u201cLa fortuna dei mosaici \u00e8 [\u2026] in parte una conseguenza dello stupore che provoca l&#8217;enorme mole di lavoro che sta dietro la realizzazione di ciascun pezzo. I tempi lunghi (talora anni) che esigeva l\u2019esecuzione non scoraggiavano gli artisti (o piuttosto artigiani, dato il carattere prevalentemente manuale del lavoro)\u201d.<\/em><br \/>\nSi tratta di una tecnica che, sfaccettando e moltiplicando le vibrazioni del colore, conferisce alle figurazioni un carattere lucente ed una bellezza irreale, proprio per la natura dei suoi mezzi che negano la plasticit\u00e0 a favore della bidimensionalit\u00e0. Il mosaico, astraendo e immobilizzando cose e persone in un\u2019atmosfera dilatata dalla luce e dal colore, conferisce alle scene una notevole spiritualit\u00e0 e una nobilt\u00e0 preziosa. Alberto Angela visitando le splendide chiese di Ravenna ha commentato che \u201ci mosaici fanno alzare gli occhi al Cielo\u201d.<br \/>\nLe prime testimonianze di un<strong> mosaico a tessere<\/strong> a Roma risalgono alla fine del III secolo a.C., ma fu nel tardo periodo imperiale che tale arte raggiunse il suo apice, come hanno testimoniato i numerosi ritrovamenti archeologici. Nel 1727 venne istituito lo Studio Vaticano del Mosaico, i cui eccellenti artisti\/artigiani disponevano di circa 28mila variet\u00e0 di colore. Il commesso fiorentino, su un altro fronte, \u00e8 una tecnica che riprende l&#8217;antica arte dell&#8217;<strong>opus sectile<\/strong> (lavorazione a intarsio con pezzi di marmo), la cui tecnica venne perfezionata nel 1588 grazie a Ferdinando I de&#8217; Medici con l&#8217;istituzione dell&#8217;<strong>Opificio delle Pietre Dure<\/strong>, dove le tecniche di lavorazione del mosaico sono rimaste invariate dalla fine del XVI secolo ad oggi. Il micromosaico romano\u00a0invece, \u00e8 iniziato nel tardo &#8216;700 ed \u00e8 considerato una forma d&#8217;arte \u201cminore\u201d che utilizza materiali vitrei e lapidei non preziosi. Intorno al 1775 Giacomo Raffaelli e Cesare Aguatti inventarono la tecnica degli <strong>\u201csmalti filati\u201d<\/strong> con i quali vennero realizzati i primi \u201cmicromosaici\u201d, particolarmente apprezzati in gioielleria. Tra la fine del &#8216;700 e la met\u00e0 dell&#8217;800 l&#8217;Italia venne inserita nel Grand Tour, i cui protagonisti, pur di rientrare in patria con un pezzo del nostro Paese, acquistavano e commissionavano micromosaici a profusione. I soggetti pi\u00f9 richiesti erano monumenti dell&#8217;antica Roma, vedute, ricordi di vita di genere, animali, fiori e piante italiane, che affascinavano i viaggiatori per l&#8217;esattezza del disegno, la tonalit\u00e0 dei colori e l&#8217;armonia della composizione. Tra gli innumerevoli artigiani di spicco presenti a Roma a quel tempo si contano le opere della<strong> famiglia orafa Castellani,<\/strong> che si distinse per lo stile innovativo.<br \/>\nIn epoca contemporanea, dunque, il mosaico ha ripreso a godere di una notevole popolarit\u00e0, grazie anche e soprattutto al lavoro di alcuni artisti che gli hanno conferito una nuova dignit\u00e0 coniugando tradizione classica a innovazione in chiave attuale, da Klimt a Gaud\u00ec, da Sironi a Severini, da Fontana a Vedova per arrivare agli esempi pi\u00f9 recenti di architetti come Mendini, La Pietra, Novembre, Sottsass jr., Josa Ghini, Chia, Paladino, Cucchi, Pomodoro, Frigerio, persino Hirst, e tacendo di molti altri che hanno saputo incarnare nelle loro opere il concetto di un mosaico perfettamente integrato nelle logiche della contemporaneit\u00e0.<br \/>\nCome scriveva Honor\u00e8 de Balzac, \u201cun mosaico rivela tutta una societ\u00e0\u201d.<\/p>\n\r\n\t\t<style 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\/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Bisazza-Mosaico-Collection_pattern-ORTENSIA_design-Fornasetti_ph.-Matteo-Imbriani-2-e1685809318911.jpg\" title=\"Bisazza mosaico collection pattern ortensia design Fornasetti ph Matteo Imbriani\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Bisazza-Mosaico-Collection_pattern-ORTENSIA_design-Fornasetti_ph.-Matteo-Imbriani-2-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Bisazza mosaico collection pattern ortensia design Fornasetti ph Matteo Imbriani\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption47840\"><span class=\"imagecaption\">Bisazza mosaico collection pattern ortensia design Fornasetti ph Matteo Imbriani<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Bisazza mosaico collection pattern ortensia design Fornasetti ph Matteo Imbriani<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/BISAZZA_Collezione-STUDIO-KO_MODULO-1-Chiaroscuro-Matt_Ph.-Dan-Glasser-.jpg\" title=\"Bisazza collezione Studio Ko Modulo 1 Chiaroscuro matt. ph Dan Glasse\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/BISAZZA_Collezione-STUDIO-KO_MODULO-1-Chiaroscuro-Matt_Ph.-Dan-Glasser--150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Bisazza collezione Studio Ko Modulo 1 Chiaroscuro matt. ph Dan Glasse\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption47841\"><span class=\"imagecaption\">Bisazza collezione Studio Ko Modulo 1 Chiaroscuro matt. ph Dan Glasse<\/span><br \/>\n<span class=\"imagedescription\">Bisazza collezione Studio Ko Modulo 1 Chiaroscuro matt. ph Dan Glasse<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl 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