{"id":480,"date":"2008-03-19T19:13:19","date_gmt":"2008-03-19T17:13:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=480"},"modified":"2008-12-16T23:48:43","modified_gmt":"2008-12-16T21:48:43","slug":"benetton-e-timberland-quando-la-moda-si-declina-nellimpegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/benetton-e-timberland-quando-la-moda-si-declina-nellimpegno\/","title":{"rendered":"Benetton e Timberland, quando la moda si declina nell&#8217;impegno"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"general_text\"> <span class=\"summary\"><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"160\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/foto_bentton.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"160\" height=\"119\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi investe nella microfinanza e chi realizza prodotti ecosostenibili: per tutti, grandi marchi e stilisti emergenti, vince lo stile &#8220;etico&#8221;<\/span><\/span><!--more--><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"297\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/africa_works.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"111\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>E&#8217; di moda l&#8217;etica. Dalla realizzazione di prodotti ecosostenibili, alle iniziative a favore della microfinanza, sempre pi\u00f9 spesso grandi e piccoli marchi strizzano l&#8217;occhio alla moda &#8220;responsabile&#8221;. Come Timberland che lancia la nuova scarpa eco-compatibile e Benetton, che punta sul microcredito (strumento di sviluppo economico che permette l&#8217;accesso ai servizi finanziari attraverso un sistema di piccoli prestiti), per sostenere la piccola imprenditoria locale in Senegal. Un pescatore, un imbianchino, un musicista, un gioielliere, una contadina, un sarto: sono in tutto quindici gli uomini e le donne che hanno prestato il volto all&#8217;ultima campagna Benetton. Realizzata da Fabbrica, il centro di ricerca sulla comunicazione nato nel 1994 dal patrimonio culturale del gruppo stesso, alla campagna \u00e8 stato assegnato il nome Africa Works.<br \/>\nGli scatti sono ad opera del fotografo James Mollison, che ha gi\u00e0 firmato altre pubblicit\u00e0 per Benetton: le immagini, che ritraggono i lavoratori su uno sfondo bianco con i loro strumenti professionali, vogliono essere il simbolo concreto di un&#8217;Africa che valorizza le proprie risorse e ridiventa artefice del suo futuro, grazie ai finanziamenti per avviare attivit\u00e0 imprenditoriali personali o familiari.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"198\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/01_senegal_11285-7.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"227\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">il cantante senegalese Youssou N&#8217;Dour<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La campagna, partita lo scorso febbraio, \u00e8 stata realizzata in collaborazione con il cantante senegalese Youssou N&#8217;Dour, fondatore della societ\u00e0 di credito cooperativo Birima, che offre servizi finanziari a piccole e medie imprese, artigiani, professionisti e artisti per l&#8217;avviamento e lo sviluppo autonomo delle loro attivit\u00e0.<br \/>\nIl nome della societ\u00e0, alla quale Benetton ha destinato un solido sostegno economico, non \u00e8 casuale e affonda le radici nella storia del Senegal: Birima era, infatti, un leggendario re che, parlando una sola volta l&#8217;anno, \u00e8 diventato simbolo del valore della parola data. Un codice morale, insomma, che oggi richiama il principio guida della societ\u00e0 fondata da N&#8217;Dour: chi richiede un credito non deve fornire altre garanzie che la sua parola e l&#8217;onest\u00e0 della sua famiglia.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"198\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/africaworks2.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"296\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Con quest&#8217;ultima campagna, insomma, il gruppo di Ponzano sembra abbracciare una politica di comunicazione tutta nuova, virata pi\u00f9 sul senso della responsabilit\u00e0 sociale, che sulla denuncia.<br \/>\nNei periodi pi\u00f9 burrascosi delle campagne contestate, infatti, Benetton ha utilizzato la denuncia di un problema sociale allo scopo di rinforzare il brand. Questa volta, invece, l&#8217;approccio \u00e8 positivo, fattivo (non sappiamo quanto sincero e disinteressato, la motivazione dell&#8217;utile non pu\u00f2 non pesare in qualche modo in queste scelte pubblicitarie), di collaborazione dell&#8217;azienda accanto a enti concretamente impegnati nella solidariet\u00e0. Concetti gi\u00e0 evidenziati nel 2001, con la campagna Volunteers in Colors realizzata in collaborazione con United Nations Volunteers per l&#8217;Anno internazionale del Volontariato, ripresi nel 2003 nella campagna Food for Life insieme con World Food Programme, e proseguiti nel 2004 con la campagna per la salvaguardia delle grandi scimmie James &amp; Other Apes. Va comunque detto che da sempre Benetton si \u00e8 distanziata dalla tradizionale comunicazione di moda dove l&#8217;elemento fondamentale \u00e8 la seduzione attraverso il prodotto &#8211; &#8220;tu puoi arrivare ad essere&#8221;- oppure attraverso le atmosfere, gli scenari e i modi di vivere, come potrebbe leggersi nelle pubblicit\u00e0 di altri marchi ad esempio Diesel.<br \/>\nAfrica Works aggiunge un concetto nuovo, quello di valorizzare l&#8217;impegno del singolo come primo ingranaggio per smuovere una intera societ\u00e0. Una sorta di richiamo al principio di sussidiariet\u00e0: solidariet\u00e0 s\u00ec, aiuto s\u00ec, ma la soluzione dei problemi sociali sta nelle mani del singolo.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"201\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/rippler.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"259\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Punta, invece, sul rispetto dell&#8217;ambiente la nuova campagna pubblicitaria Timberland, dedicata al lancio di Rippler, la calzatura eco-compatibile della collezione Timberland Earthkeepers, una serie di scarponcini in edizione limitata.<br \/>\nScarpe esposte come frutti della terra, come fiori che spuntano dall&#8217;erba e l&#8217;headline che recita: &#8220;Leggera. eco-compatibile. riciclata. Rispetta il suolo sul quale cammini.&#8221; Cos\u00ec viene presentata la nuova calzatura Timberland, in canvas di cotone organico al 100% e suola al 30% in materiale di riciclo.<br \/>\nLa campagna che sponsorizza Rippler \u00e8 solo una delle numerose iniziative del gruppo americano, noto per lo spirito ecologista del suo brand. Partir\u00e0 a novembre, infatti, la piantumazione degli alberi sul territorio nazionale, cos\u00ec come previsto dal programma &#8220;Plant one on us&#8221;, che Timberland ha realizzato in partnership con Legambiente: per ogni paio di Earthkeeper venduto, la multinazionale si impegna a piantare un albero. L&#8217;iniziativa \u00e8 stata presentata lo scorso ottobre, in occasione dell&#8217;apertura del nuovo negozio Timberland, a Milano, in via Matteotti 7. Si tratta di uno store eco-compatibile: due livelli, arredati con mobili d&#8217;interno riciclati dal vecchio negozio milanese di corso Venezia e altri acquistati in mercatini dell&#8217;antiquariato britannici.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"200\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/01-relight-up-t-shirt-indoss.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"302\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">una T-shirt della collezione Relight up<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ma la tendenza a creare capi etici non appartiene soltanto ai grandi marchi. Anche sul fronte delle nuove proposte, infatti, c&#8217;\u00e8 chi punta sull&#8217;eco-look: mais, soia, alghe e cotone biologico sono gli ingredienti delle t-shirt ecosostenibili di Relight Up\u00ae, collezioni a tiratura limitata (60 capi per modello) realizzate da due stilisti emergenti, Giovanni Dario Laudicina e Agostino Fiume.<br \/>\nLe T-shirt e le felpe ecosostenibili, nate con l&#8217;intento di avvicinare il mondo delle energie rinnovabili alla vita di tutti i giorni, si potranno acquistare, a partire da aprile, attraverso il sito www.relight-up.it<br \/>\n&#8220;La scelta di realizzare collezioni dalla tiratura cos\u00ec esigua &#8211; spiega Marina Salerno, responsabile marketing di Relight\u00ae &#8211; \u00e8 ispirata simbolicamente alle percentuali obiettivo indicate dell&#8217;Unione Europea per contrastare i cambiamenti climatici entro il 2020: 20% di energia da fonte rinnovabile, 20% di riduzione delle emissioni di gas serra, 20% di aumento dell&#8217;efficienza&#8221;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480?pdf=480\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 chi investe nella microfinanza e chi realizza prodotti ecosostenibili: per tutti, grandi marchi e stilisti emergenti, vince lo stile &#8220;etico&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":210,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-480","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comunicare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/210"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=480"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}