{"id":48141,"date":"2023-11-15T14:12:25","date_gmt":"2023-11-15T12:12:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=48141"},"modified":"2023-11-16T14:06:19","modified_gmt":"2023-11-16T12:06:19","slug":"48141-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/48141-2\/","title":{"rendered":"Un mostra al Met di NY"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Le epoche passate, ma anche il presente, non hanno prestato sufficiente attenzione alle donne che hanno operato nel campo della moda. Eppure, molte di loro hanno segnato una svolta nuova e decisiva nell\u2019approccio alla costruzione dell\u2019abito femminile dimostrandosi fortemente innovative; talvolta hanno rivoluzionato i canoni tecnici e molto spesso quelli estetici; si sono dimostrate creatrici coraggiose di nuovi modi di vestire; hanno saputo intuire la nuova presenza della donna nella societ\u00e0 e su questa intuizione hanno anticipato stili nuovi e forme estetiche adatte ai tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci ha pensato il <strong>MET (Metropolitan Musum of Art)<\/strong> che attraverso una delle sue sezioni, il <strong>Costume Institute<\/strong>, ha annunciato una prossima mostra con cui intende raccontare l\u2019eredit\u00e0 artistica, delle sarte e couturier che hanno lasciato un segno duraturo nella storia della Moda, insieme a personaggi dimenticati, e a voci nuove.<br \/>\nLa mostra, aperta al pubblico dal 7 dicembre 2023 al 3 marzo 2024, porta un titolo significativo &#8220;Women Dressing Women&#8221; \u00e8 organizzata da Melissa Huber, Associate Curator The Costume Institute, e Karen Van Godtsenhoven co-curatrice ospite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un evento -ha affermato Mellissa Huber,che \u201coffrir\u00e0 l&#8217;opportunit\u00e0 di confrontarci con le storie critiche di designer donne innovatrici, che hanno tutte avuto un ruolo fondamentale nella concezione della moda come la conosciamo oggi\u201d. \u00a0D\u2019altro canto, ha sottolineato Karen Van Godtsenhoven definendo l\u2019obiettivo della mostra: &#8220;Il filo conduttore tra diverse generazioni di donne professioniste rivela come le generazioni successive hanno costruito e ampliato l&#8217;eredit\u00e0 dei loro predecessori\u2026. Riflettendo sui dialoghi intergenerazionali\u2026\u2026miriamo a offrire un punto di vista contemporaneo, stimolando ulteriormente la conversazione tra pubblico e studiosi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attingendo ai capi in possesso negli archivi del Costume Institute, la mostra seguir\u00e0 l\u2019evolversi significativo della presenza femminile nel mondo della moda -dagli inizi del \u2018900 agli anni 70 e fino ai nostri giorni- passando dal ruolo di sarta, a quello di couturier, e poi di stilista, infine a quello di imprenditrice alla guida di case di\u00a0\u00a0 produzione di moda<em>.<\/em><br \/>\nSaranno 8o capi, oltre accessori e oggetti, che tracceranno la storia di settanta creatrici. <strong>Jeanne Lanvin<\/strong>\u00a0esempio del passaggio\u00a0da modista -aveva di fatto iniziato la sua carriera confezionando cappelli- a stilista, ma anche imprenditrice che fonda la maison pi\u00f9 antica ancora oggi operante; <strong>Elsa Schiaparelli<\/strong> con le sue visionarie creazioni ispirate all\u2019arte surrealista, attraverso cui la donna elegante e sofisticata dei suoi tempi dimostrava di poter rompere tutte le convenzioni; <strong>Madame Gr\u00e8s<\/strong> colei che insegna a tutte le\u00a0 generazioni future a creare l\u2019abito drappeggiandolo sul manichino o direttamente sul corpo eliminando cos\u00ec cuciture e pence; \u00a0<strong>Madame Vionnet<\/strong>\u00a0 insegna ai couturier e stilisti del suo tempo e a quelli che li seguiranno \u00a0il taglio a sbieco dei tessuti ponendo fine definitivamente all\u2019epoca del corsetto; <strong>Hariette Nigerin Fortuny<\/strong> creatrice, assieme al marito <strong>Mariano Fortuny<\/strong> dell\u2019abito <strong>Delphos<\/strong>, passato alla storia con la paternit\u00e0 del solo Mariano Fortuny; <strong>Coco Chanel<\/strong> rivoluzionaria stilista imprenditrice che ha scandalizzato il suo tempo osando usare tessuti maschili per capi femminili, segna ancora l\u2019eleganza di oggi tra l\u2019altro con il suo imitatissimo <em>petite robe noir<\/em>, colei che ha \u201cdemocratizzato\u201d gli accessori lanciando l\u2019uso di gioielli finti: sono alcuni nomi famosi del passato presenti nella mostra. La minimalista <strong>Rei Kawakubo<\/strong> fondatrice del marchio <strong>Comme des Gar\u00e7ons<\/strong> che stagione dopo stagione lancia la sua personale sfida agli stereotipi di femminilit\u00e0, rompe i canoni della moda e cambia le regole di portabilit\u00e0<strong>; Vivienne Westwood<\/strong> \u00a0la<em> Madrina del Punk<\/em>, con il suo stile stravagante e provocatorio; Miuccia Prada stilista, imprenditrice;\u00a0 la giovane <strong>Simone Rocha<\/strong>\u00a0 tanto osannata come una delle pi\u00f9 talentuose stiliste dell\u2019attuale fashion system sono invece \u00a0alcuni dei nomi rappresentativi della contemporaneit\u00e0. Non mancheranno poi riferimenti a volti dimenticati o a nuove realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si svolge come su quattro tempi con cui sar\u00e0 possibile anche seguire non solo l\u2019evolversi della \u201ccarriera\u201d della donna all\u2019interno dell\u2019universo della moda, ma anche il parallelo evolversi della presenza femminile nella societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48141?pdf=48141\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le epoche passate, ma anche il presente, non hanno prestato sufficiente attenzione alle donne che hanno operato nel campo della moda. Eppure, molte di loro hanno segnato una svolta nuova e decisiva nell\u2019approccio alla costruzione dell\u2019abito femminile dimostrandosi fortemente innovative; talvolta hanno rivoluzionato i canoni tecnici e molto spesso quelli estetici; si sono dimostrate creatrici&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":228,"featured_media":48143,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[11266,11265,11264],"class_list":["post-48141","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi","tag-women-dressing-women","tag-costume-institute","tag-met-metropolitan-musum-of-art"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48141"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/228"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48141"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48141\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48146,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48141\/revisions\/48146"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48143"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}