{"id":48337,"date":"2024-02-06T18:30:57","date_gmt":"2024-02-06T16:30:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=48337"},"modified":"2024-02-07T13:31:27","modified_gmt":"2024-02-07T11:31:27","slug":"un-club-per-salvare-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/un-club-per-salvare-il-mondo\/","title":{"rendered":"Un club per salvare il Mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Club di Roma<\/strong> \u00e8 un think tank, ovvero un laboratorio di idee, che opera a livello internazionale per promuovere iniziative d\u2019impatto e soluzioni sostenibili per affrontare le sfide globali, in primis quella climatica, dedicando un impegno particolare nell\u2019affrontare questioni complesse come la scarsit\u00e0 di risorse, la povert\u00e0, la crescita demografica, l\u2019emancipazione femminile, la giustizia sociale. Insomma, una comunit\u00e0 di leader di pensiero, scienziati, economisti, uomini e donne d&#8217;affari, attivisti dei diritti civili, dirigenti pubblici internazionali e Capi di Stato di tutto il pianeta, che vogliono generare idee innovative e strategie di trasformazione per migliorare il mondo. Il nome del Club di Roma nasce dal fatto che la prima riunione si tenne appunto nella Capitale d\u2019Italia, presso l\u2019Accademia dei Lincei a Villa Farnesina. Ora la sede dell\u2019associazione, che ha natura non-profit e non-governativa, \u00e8 stata stabilita a Winterthur, in Svizzera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 nato il Club viene spiegato sul suo sito in modo quasi aneddotico: \u201cSu invito di <strong>Aurelio Peccei e Alexander King<\/strong>, circa 30 scienziati, economisti e industriali europei si riunirono a Roma per discutere di problemi globali. L&#8217;incontro fu un flop monumentale. King aveva chiesto a un collega dell&#8217;OCSE, l&#8217;astrofisico Erich Jantsch, di preparare un documento di base per la discussione. Era un saggio brillante, ma troppo astratto, complicato e controverso. A una cena successiva con un piccolo gruppo di partecipanti, concordarono di essere stati \u2018troppo sciocchi, ingenui e impazienti\u2019 e semplicemente di non aver capito abbastanza l&#8217;argomento. Decisero di trascorrere l&#8217;anno successivo educando se stessi e definendo questo circolo di discussione il \u2018Club di Roma\u2019\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi fondi del Club furono investiti in una serie di rapporti sui \u201cdilemmi dell\u2019umanit\u00e0\u201d analizzati scientificamente nelle cause e nelle possibili soluzioni. Le ricerche furono affidate ad un gruppo di esperti del Massachusetts Institute of Technology (Donella H. Meadows, Dennis L. Meadows, Jorgen Randers, William W. Behrens III), che misero a punto un modello computerizzato per prevedere le conseguenze ambientali ed economiche della crescita incontrollata della popolazione e della produzione industriale. Il pi\u00f9 clamoroso risultato di questi studi fu la fondamentale pubblicazione nel 1972 del rapporto sui limiti alla crescita (The Limits to Growth. A Report for The Club of Rome&#8217;s Project on the Predicament of Mankind), che dando sostanza numerica alla critica del consumismo illimitato della societ\u00e0 industriale, suscit\u00f2 un vivace dibattito e la messa in discussione della sua validit\u00e0, naturalmente, da parte di chi confidava in una crescita infinita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa sostiene questo rapporto e qual \u00e8 la sua tesi? Ipotizzando che il trend di crescita continuasse invariato per quanto riguarda i livelli di popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di alimenti, consumo delle risorse naturali, l\u2019umanit\u00e0 avrebbe raggiunto i limiti naturali dello sviluppo entro il secolo seguente. La soluzione proposta: modificare la direttrice di sviluppo e definire una condizione di equilibrio ambientale stabile nel tempo, consentendo a tutti di soddisfare i propri bisogni materiali ma in pratica riducendo al minimo il consumo di risorse e il tasso di sviluppo, perseguendo la \u201ccrescita zero\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu breve il passaggio da qui all\u2019accusa di voler cancellare lo sviluppo industriale sia in Occidente che nel Terzo Mondo e di propugnare il controllo \u201ceugenetico\u201d della popolazione. Solo pochi analisti degli equilibri tra disponibilit\u00e0 e impiego di risorse naturali seguitarono nei decenni successivi ad ispirare il proprio lavoro di indagine al teorema del MIT.\u00a0 Comunque, oltre 50 anni dopo quel Rapporto del Club di Roma, il dilemma che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 chiamata a sciogliere resta drammatico: cambiare rotta o rischiare la catastrofe, tanto pi\u00f9 se si aggiunge a tutto ci\u00f2 il problema dei mutamenti climatici, sempre pi\u00f9 evidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo libro \u201cVerso l\u2019abisso\u201d del 1969 Aurelio Peccei scriveva: \u201cConsiglierei a chi legger\u00e0 o sfoglier\u00e0 questo volume di soffermarsi a meditare sulla visione d\u2019insieme della condizione umana e delle sue alternative nell\u2019era tecnologica che esso tende a dare; e di stabilire nella sua mente un rapporto tra il presente turbolento o incerto che oggi viviamo e gli sviluppi potenziali, positivi o negativi, di cui esso \u00e8 gi\u00e0 gravido. Soltanto cos\u00ec, credo, ciascuno di noi pu\u00f2 essere preparato a contribuire a che le scelte \u2013 che inevitabilmente si dovranno fare nei prossimi anni &#8211; siano fatte con intelligenza e con intendimenti veramente civili, tenendo conto degli effetti che essi avranno negli anni o decenni a venire per noi stessi e per le generazioni che da noi erediteranno i beni naturali e culturali che noi sapremo conservare o creare\u201d. Peccei teorizz\u00f2 quindi, in modo profetico, quello che sarebbe stato definito dalle Nazioni Unite \u201csviluppo sostenibile\u201d nel 1987.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il Club di Roma \u00e8 co-presieduto da <strong>Sandrine Dixson-Decl\u00e8ve<\/strong>,\u00a0esperta di cambiamento climatico e sviluppo sostenibile, e <strong>Paul Shrivastava,<\/strong> docente della Pennsylvania State University, profondo conoscitore dei temi legati alla sostenibilit\u00e0. Del Club sono parte anche alcuni insigni italiani come l\u2019economista Enrico Giovannini, gi\u00e0 Ministro e gi\u00e0 Portavoce dell\u2019Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASViS), l\u2019imprenditore del caff\u00e8 Andrea Illy, gi\u00e0 Presidente di Fondazione Altagamma, Ugo Bardi, docente di chimica ed esperto di economia ecologica, Gianfranco Bologna, Direttore scientifico del WWF Italia e segretario generale della Fondazione Aurelio Peccei, Alberto Gasparini, sociologo fondatore dell\u2019International University Institute of the European Studies (IUIES).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il merito principale di questo Club, che ad alcuni pu\u00f2 sembrare elitario\/apocalittico, resta quello di costringerci a riflettere sempre pi\u00f9 in ottica di sostenibilit\u00e0 sociale, ambientale ed economica per vincere la crisi sistemica che minaccia il pianeta, pensando ad un futuro possibile e, in quanto possibile, pi\u00f9 giusto e migliore per tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48337?pdf=48337\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Club di Roma \u00e8 un think tank, ovvero un laboratorio di idee, che opera a livello internazionale per promuovere iniziative d\u2019impatto e soluzioni sostenibili per affrontare le sfide globali, in primis quella climatica, dedicando un impegno particolare nell\u2019affrontare questioni complesse come la scarsit\u00e0 di risorse, la povert\u00e0, la crescita demografica, l\u2019emancipazione femminile, la giustizia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":48338,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6189],"tags":[11313,11312,11311,11305,11310,3727,11307,11315,11309,11314,11306,11308],"class_list":["post-48337","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modaemodi","tag-alexander-king","tag-aurelio-peccei","tag-aurelio-peccei-e-alexander-king","tag-club-di-roma","tag-crescita-demografica","tag-emancipazione-femminile","tag-la-giustizia-sociale","tag-paul-shrivastava","tag-poverta","tag-sandrine-dixson-decleve","tag-scarsita-di-risorse","tag-sfide-globali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48337"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48337"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48337\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48339,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48337\/revisions\/48339"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48338"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}