{"id":486,"date":"2007-06-25T17:54:06","date_gmt":"2007-06-25T15:54:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=486"},"modified":"2008-12-17T01:10:04","modified_gmt":"2008-12-16T23:10:04","slug":"assenti-da-milano-moda-uomo-dolce-e-gabbana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/assenti-da-milano-moda-uomo-dolce-e-gabbana\/","title":{"rendered":"Assenti da Milano Moda Uomo Dolce e Gabbana"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"general_text\"> <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"120\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/uomo_002.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"105\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;assenza dal calendario delle sfilate maschili degli stilisti Dolce e Gabbana ha come sfondo le polemiche sulle campagne pubblicitarie della griffe, ed il presidente della Camera della Moda Cav. Mario Boselli non sembra dispiaciuto del fatto di non averli avuti nella manifestazione Milanese.<br \/>\nBoselli ha cos\u00ec spiegato l&#8217;antefatto qualche giorno prima dell&#8217;inizio di Milano Moda Uomo: &#8220;Quando c&#8217;\u00e8 stato il pronunciamento dell&#8217;autorit\u00e0 sulla pubblicit\u00e0 noi abbiamo preso posizione. E adesso loro hanno chiesto di non essere inclusi nel calendario&#8221;.<!--more--><span class=\"general_text\"><span class=\"article_text\">Si sa le campagne pubblicitarie per essere efficaci devono stupire  ed impressionare pi\u00f9 o meno positivamente.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Il buon senso comune, nel mondo dei pi\u00f9, dice che se qualcosa non piace ai destinatari, questo dovrebbe portare l&#8217;autore a una riflessione, a una ammenda; insomma a riflettere. Anche la teoria della comunicazione insegna che il risultato della comunicazione non \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 stato comunicato o ci\u00f2 che l&#8217;emittente voleva comunicare, ma ci\u00f2 che il destinatario ha decodificato. Per questo si sottolinea l&#8217;importanza del feedback, in modo da valutare con equilibrio il successivo passo.<\/p>\n<p>Ma nel mondo della moda anche le pi\u00f9 elementari regole &#8220;scientifiche&#8221; sembrano sospese. Ci\u00f2 che conta non \u00e8 il destinatario, ma la mens del creatore, stilista, fotografo, o capo ufficio stampa&#8221;\u00a6 che sia.<br \/>\nE&#8217; strano! Nel mondo della moda, di fronte a prese di posizione di autorit\u00e0 o di consumatori, gli stilisti, o i fotografi assumono un curioso atteggiamento, che in altro contesto definiremmo infantile. Innanzitutto innalzano lo stendardo della produzione artistica: la moda \u00e8 arte; la foto \u00e8 artistica; il loro comportamento si ispira alla libert\u00e0 artistica. Poi si atteggiano a vittime: &#8220;Non siamo stati compresi&#8221;.<\/p>\n<p>Indifferenti ad ogni richiamo proseguono nel loro cammino.<\/p>\n<p>Personalmente ho imparato da un fotografo di moda una regola che mi serve per districarmi nella confusione di ci\u00f2 che ha valore e di ci\u00f2 che non lo ha. Suona cos\u00ec: se la campagna pubblicitaria impressiona e stupisce in modo eccessivo, il prodotto non \u00e8 all&#8217;altezza.<\/p>\n<p>Quindi qualcosa sta cambiando nella produzione Dolce e Gabbana, i conti non quadrano? Non lo sappiamo e non ci pare. Viene invece da pensare alla volont\u00e0 di trasgredire e di farlo in barba alle opinioni di chi la pubblicit\u00e0 la subisce, ma anche alle indicazioni di chi ha una qualche autorit\u00e0 sulla quaestio.<br \/>\nLe proteste sono venute da pi\u00f9 parti, il primo richiamo \u00e8 stato dell&#8217;Advertisting Standard Authority (Asa) (Inghilterra)che ha dichiarato di aver ricevuto oltre 150 messaggi di protesta per due immagini della campagna che esaltavano la violenza criminale. Una era apparsa sul &#8220;\u02dcTimes&#8217; in ottobre. Due uomini armati minacciano la loro vittima con un coltello, mentre un altro uomo ferito alla testa giaceva a terra, la seconda pubblicata sul Daily Telegraph mostrava due uomini che trasportano una donna ferita con un coltello in mano. La campagna<br \/>\nA febbraio, di fronte alle osservazioni di una giornalista americana che riscontrava la forte carica erotica della pubblicit\u00e0 della griffe, la risposta dei due stilisti \u00e8 suonata abbastanza offensiva per le donne americane.<br \/>\nPasso successivo. Ecco una foto che ritrae un uomo a torso nudo che tiene una donna inchiodata a terra per i polsi, mentre lei cerca di divincolarsi e altri uomini osservano impassibili la scena.<br \/>\nLa foto ha suscita le proteste di una Associazione spagnola; poi in Italia la sezione italiana di Amnesty International, ha auspicato il ritiro della pubblicit\u00e0, come gi\u00e0 avvenuto in Spagna. Una lettera al Giur\u00ec di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), di 13 senatori e senatrici ha chiesto il ritiro della campagna. &#8220;La pubblicit\u00e0 -dice la lettera- rappresenta in maniera non allusiva una vera e propria istigazione allo stupro di gruppo:&#8221;\u00a6. Siamo sconcertati e offesi poich\u00e9 essa va molto oltre la concezione della donna come oggetto che il pi\u00f9 delle volte ricorre nelle immagini pubblicitarie\u00bb. Infine interviene la Cgil \u00abLa moda &#8211; afferma il segretario generale della Filtea-Cgil Valeria Fedeli &#8211; \u00e8 innanzitutto cultura, etica, e veicolo di trasmissione di valori, sogni emozioni. \u00c8 vergognoso che Dolce &amp; Gabbana veicolino un messaggio di violenza e sopraffazione nei confronti delle donne. Quel manifesto dovrebbe scomparire e gli stilisti devono chiedere scusa a tutte le donne. Se ci\u00f2 non avverr\u00e0, l&#8217;8 marzo le donne proclameranno uno sciopero degli acquisti dei capi di Dolce &amp; Gabbana\u00bb.<br \/>\nIl manifesto \u00e8 stato ritirato. E le donne non hanno fatto lo sciopero degli acquisti.<br \/>\nPer ultimo, l&#8217;assenza degli stilisti dal calendario delle sfilate maschili ha ancora come sfondo le polemiche sulle campagne pubblicitarie, ed il presidente della Camera della Moda Cav. Mario Boselli non sembra dispiaciuto dell&#8217;assenza degli stilisti dalla manifestazione Milanese.<br \/>\nBoselli poi ha spiegato l&#8217;antefatto: &#8220;La Camera della Moda -ha detto- ha il dovere di tutelare tutta la moda italiana&#8221; e cos\u00ec ha aggiunto &#8220;Quando c&#8217;\u00e8 stato il pronunciamento dell&#8217;autorit\u00e0 sulla pubblicit\u00e0 noi abbiamo preso posizione. E adesso loro hanno chiesto di non essere inclusi nel calendario&#8221;.<br \/>\nGli stilisti hanno fatto parziale ammenda: &#8220;non volevamo offendere nessuno&#8221;; ma hanno aggiunto &#8220;non siamo pentiti e non facciamo retromarcia&#8221;.<\/p>\n<p>Viene da pensare che gli scandali sono voluti e cercati, costruiti e ci sembra quindi giustificata la reazione della Camera della Moda.<br \/>\nCosa aspettarsi? Non sappiamo. Tutte le campagne Dolce e Gabbana sono deplorevoli perch\u00e9 il limite della trasgressione \u00e8 sempre pi\u00f9 in alto&#8221;\u00a6 E non serve appellarsi alla cultura e all&#8217;arte per giustificare gli eccessi; o accusare gli altri di essere retrogradi, e neppure richiamare i politici a non distrarsi e a non voler distrarre, con sterili polemiche sulla pubblicit\u00e0, dai problemi reali del Paese.<\/p>\n<p>Proprio in queste osservazioni sta la debolezza delle motivazioni delle scelte dei due stilisti.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/486?pdf=486\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;assenza dal calendario delle sfilate maschili degli stilisti Dolce e Gabbana ha come sfondo le polemiche sulle campagne pubblicitarie della griffe, ed il presidente della Camera della Moda Cav. 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