{"id":4917,"date":"2009-04-04T11:09:12","date_gmt":"2009-04-04T09:09:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=4917"},"modified":"2009-05-08T16:13:35","modified_gmt":"2009-05-08T14:13:35","slug":"c%e2%80%99era-una-volta-la-sposa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/c%e2%80%99era-una-volta-la-sposa\/","title":{"rendered":"C&#8217;ERA UNA VOLTA LA SPOSA"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_4921\" style=\"width: 169px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4921\" class=\"size-medium wp-image-4921 \" title=\"david-fielden82401\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/david-fielden82401-199x300.jpg\" alt=\"David Fielden courtesy Sposaitalia 08\" width=\"159\" height=\"240\" \/><p id=\"caption-attachment-4921\" class=\"wp-caption-text\">David Fielden courtesy Sposaitalia 08<\/p><\/div>\n<p>Secondo una recente indagine di &#8220;Modern Bride Magazine&#8221;, il budget per le cerimonie nuziali non ha subito contrazioni nonostante la drammaticit\u00e0 della crisi economica globale. In particolare, si spende sempre di pi\u00f9 per la luna di miele, il servizio fotografico, gli anelli.<\/p>\n<p>Insomma, se risparmiare \u00e8 bene, non badare a spese \u00e8 meglio, almeno quando ci si sposa&#8230; nella speranza che di matrimoni nella vita ce ne sia uno solo!<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Malgrado molte coppie preferiscano la convivenza, oggi il matrimonio resta per la maggioranza delle persone il giorno pi\u00f9 bello della vita, da ricordare per sempre.<\/p>\n<p>Fu solo nell&#8217;800, con il trionfo culturale del Romanticismo, che il matrimonio d&#8217;amore ebbe la sua piena legittimazione e vennero codificate molte delle tradizioni nuziali tuttora in vigore.<\/p>\n<div id=\"attachment_4925\" style=\"width: 208px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4925\" class=\"size-full wp-image-4925  \" title=\"capucci-jpg\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/capucci-jpg.jpg\" alt=\"Capucci - abito sposa rosso\" width=\"198\" height=\"138\" \/><p id=\"caption-attachment-4925\" class=\"wp-caption-text\">Roberto Capucci - abito da sposa rosso<\/p><\/div>\n<p>Queste usanze, in realt\u00e0, trovano la loro origine pi\u00f9 lontana in epoca classica, avendo subito nel tempo un&#8217;evoluzione che pu\u00f2 essere interessante ora ripercorrere.<\/p>\n<p>L&#8217;abito da sposa, ad esempio, era gi\u00e0 in auge presso le antiche romane, che lo indossavano &#8211; udite, udite &#8211; di colore rosso. Si trattava del <em>flammeum<\/em>, un velo purpureo portato sopra la tunica e appuntato alla testa con una coroncina di mirto. Anche nel Medioevo, in effetti, il rosso, associato all&#8217;oro, era il <em>leitmotiv<\/em> beneaugurante del rito sponsale (ancora oggi in voga in Cina, India, Giappone). Solo nel Rinascimento le tinte si ingentilirono, facendosi pastellate, impreziosite per\u00f2 da inserti di gemme, pizzi, oro (per le spose di ceto elevato, s&#8217;intende). Finch\u00e9 il bianco arriv\u00f2 definitivamente a trionfare nella prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, grazie soprattutto all&#8217;ufficializzazione della tradizione da parte della regina Vittoria d&#8217;Inghilterra, che fu impalmata con tanto di velo sul capo.<\/p>\n<div id=\"attachment_4927\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4927\" class=\"size-thumbnail wp-image-4927\" title=\"fede\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/fede-150x150.jpg\" alt=\"Fede in oro giallo\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/fede-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/fede-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/fede.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><p id=\"caption-attachment-4927\" class=\"wp-caption-text\">Fede in oro giallo<\/p><\/div>\n<p>E veniamo al <em>clou<\/em>: la fede nuziale, emblema del sacramento stesso, divenuta da semplice cerchietto in ferro al tempo dei Romani prezioso doppio o triplo anello d&#8217;oro in epoca medioevale, arricchitosi poi di gemme (diamanti e rubini, simboli rispettivamente di perseveranza e amore), smalti e decori vari nel XVI secolo. Era, quest&#8217;ultimo, il celebre &#8220;gimmel&#8221; (da <em>gemini<\/em>, gemelli), cos\u00ec chiamato perch\u00e9 i cerchietti erano assemblati in modo da sembrare uno solo, a cui poi nel Seicento venne aggiunto il simbolo romantico delle mani giunte, che talvolta racchiudevano un cuore di diamanti. Solo nel &#8216;700 si pervenne alla fede nuziale tutt&#8217;oggi pi\u00f9 in uso, consistente in una mera fascetta d&#8217;oro.<\/p>\n<p>Quanto al bouquet, non era previsto per la sposa recarsi all&#8217;altare reggendo una composizione floreale. Di fiori, per\u00f2, la donna doveva essere adorna, in particolare di quelli d&#8217;arancio, simbolo di fecondit\u00e0 e armonia. In epoca romana si prediligevano specialmente verbena, rosa e mirto, tuttora molto amati nei Paesi anglosassoni.<\/p>\n<p>Perle e diamanti, simbolo di purezza, costanza, passione, sono sempre state le gemme predilette dalle spose e quante potevano permettersele arrivavano spesso ad eccedere, tanto che a Venezia nel Quattrocento e Cinquecento furono emanate leggi suntuarie per limitare lo sfoggio di monili ai matrimoni. Nel Settecento, invece, era punto d&#8217;onore per la famiglia dello sposo poter presentare alla promessa sposa, alcuni giorni prima delle nozze, una lunga collana di perle, che lei poi avrebbe dovuto indossare tutti i giorni nel primo anno di matrimonio (se non si poteva acquistarla, la si noleggiava addirittura).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-4928\" title=\"torta3jpg\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/torta3jpg-150x150.jpg\" alt=\"torta3jpg\" width=\"135\" height=\"135\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/torta3jpg-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/torta3jpg-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/torta3jpg-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/torta3jpg.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 135px) 100vw, 135px\" \/>La bomboniera, invece, fa risalire le sue origini al XV secolo, ma contrariamente a quanto accade oggi, non erano gli sposi a farne dono agli invitati, bens\u00ec avveniva l&#8217;esatto contrario. Si trattava, naturalmente, di porta-confetti particolarmente preziosi e di gran valore. Anche le suore, quando entravano in convento (e venivano dette &#8220;sposine&#8221; per l&#8217;appunto), erano solite regalare bomboniere (di materiale povero, decorate a pastiglia dorata) recanti l&#8217;incisione dello stemma di famiglia. Solo nel Sette-Ottocento la bomboniera diventa l&#8217;oggetto che tutti conosciamo, offerto dalla nuova coppia ai presenti alle nozze.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\r\n\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\twidth: 33%;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t}\r\n\t\t<\/style>\r\n\t\t<!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php -->\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-4917 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail gallery1'><script type=\"text\/javascript\">\r\n\/\/ <![CDATA[\r\n\tjQuery(document).ready(function () {\r\n\t\tjQuery(\".gallery1 a\").attr(\"rel\",\"gallery1\");\t\r\n\t\tjQuery('a[rel=\"gallery1\"]').colorbox({maxWidth:\"95%\", maxHeight:\"95%\",title: function(){ return jQuery(this).children().attr(\"alt\"); }, });\r\n\t});\r\n\/\/ ]]>\r\n<\/script>\n<dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/david-fielden8475.jpg\" title=\"David Fielden courtesy Sposaitalia 08\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/david-fielden8475-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"David Fielden courtesy Sposaitalia 08\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption4919\"><span class=\"imagecaption\">David Fielden courtesy Sposaitalia 08<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/david-fielden7999.jpg\" title=\"David Fielden courtesy Sposaitalia 08\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/david-fielden7999-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"David Fielden courtesy Sposaitalia 08\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption4920\"><span class=\"imagecaption\">David Fielden courtesy Sposaitalia 08<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/david-fielden82401.jpg\" title=\"David Fielden courtesy Sposaitalia 08\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/david-fielden82401-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"David Fielden courtesy Sposaitalia 08\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption4921\"><span class=\"imagecaption\">David Fielden courtesy Sposaitalia 08<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/david-fielden8055.jpg\" title=\"David Fielden courtesy Sposaitalia 08\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/david-fielden8055-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"David Fielden courtesy Sposaitalia 08\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption4922\"><span class=\"imagecaption\">David Fielden courtesy Sposaitalia 08<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/flamminium.jpg\" title=\"Flammeum romano\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/flamminium-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Flammeum romano\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption4923\"><span class=\"imagecaption\">Flammeum romano<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/capucci-jpg.jpg\" title=\"Roberto Capucci - abito da sposa rosso\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/capucci-jpg-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Roberto Capucci - abito da sposa rosso\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption4925\"><span class=\"imagecaption\">Roberto Capucci - abito da sposa rosso<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/piaget_l_ita.jpg\" title=\"Piaget courtesy Platinum \" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/piaget_l_ita-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Piaget courtesy Platinum \" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption4926\"><span class=\"imagecaption\">Piaget courtesy Platinum <\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/fede.jpg\" title=\"Fede in oro giallo\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/fede-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Fede in oro giallo\" \/><\/a>\r\n<\/dt><dd class=\"gallery-caption\" id=\"caption4927\"><span class=\"imagecaption\">Fede in oro giallo<\/span><br \/>\n<\/dd><\/dl><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/torta3jpg.jpg\" title=\"\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/torta3jpg-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"\" \/><\/a>\r\n<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class=\"gallery-item\">\n<dt class=\"gallery-icon\">\r\n<a href=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/torta2.jpg\" title=\"\" rel=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/torta2-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"\" \/><\/a>\r\n<\/dt><\/dl>\r\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\r\n\t\t<\/div>\n\n<p>La torta nuziale, d&#8217;altra parte, \u00e8 arrivata in Italia dall&#8217;Inghilterra solo ai primi del &#8216;900. Finalizzata a destare meraviglia teatrale, oltre che golosit\u00e0, doveva essere a pi\u00f9 piani, ricoperta di glassa bianca e decorata con fiori e confetti, rientrando solo cos\u00ec nei canoni di confezionamento.<\/p>\n<p>Il banchetto di nozze cos\u00ec come ci \u00e8 familiare ebbe il suo antesignano-modello, seppure ineguagliabile per sfarzo, nel ricevimento dato nell&#8217;anno di grazia 1600 dal re di Francia Enrico IV in occasione del suo matrimonio con l&#8217;italiana Maria de&#8217; Medici. Il men\u00f9 comprendeva oltre 50 scenografiche portate (castelli di salame, fontane di liquori, ecc.), opera dello chef Giovanni del Maestro. E pensare che si trattava di un matrimonio per procura! Maria de&#8217; Medici dovette &#8220;accontentarsi&#8221;, infatti, di vedere il suo sposo a cavallo rappresentato da una statua di zucchero, molto somigliante all&#8217;originale, che un marchingegno fece emergere dal pavimento, tra giochi di specchi e zampilli.<\/p>\n<p>E infine, incassati i regali (a proposito, pare che la lista nozze sia nata dall&#8217;intuizione di un commesso di un negozio di Rochester, negli USA, che era avvezzo ad annotare i regali acquistati per gli sposi), pu\u00f2 finalmente cominciare la luna di miele, espressione che deriva dal costume romano di delibare miele nelle feste nuziali (tuttora, anche in alcune zone del Sud Italia, gli sposi si fanno imboccare con un cucchiaio di miele il giorno delle nozze), che in genere oggi coincide con un bel viaggio di coppia. In proposito, lo scrittore Maupassant affermava teneramente: &#8220;Rimpiango una cosa sola, il mio viaggio di nozze. Nella vita c&#8217;\u00e8 solo un sogno che si realizzi, quello&#8221;. Mentre, il &#8220;perfido&#8221; Oscar Wilde sembrava rispondergli quando dichiarava: &#8220;Le cascate del Niagara sono la seconda grande delusione del viaggio di nozze&#8221;.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4917?pdf=4917\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo una recente indagine di &#8220;Modern Bride Magazine&#8221;, il budget per le cerimonie nuziali non ha subito contrazioni nonostante la drammaticit\u00e0 della crisi economica globale. In particolare, si spende sempre di pi\u00f9 per la luna di miele, il servizio fotografico, gli anelli. 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