{"id":49493,"date":"2025-12-02T15:49:00","date_gmt":"2025-12-02T13:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=49493"},"modified":"2026-02-02T20:03:05","modified_gmt":"2026-02-02T18:03:05","slug":"il-natale-e-i-suoi-significati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/il-natale-e-i-suoi-significati\/","title":{"rendered":"I segni della festa. Il Presepe un prodotto Made in Italy."},"content":{"rendered":"\n<p>Anche il mondo della moda celebra il Natale. Almeno cos\u00ec sembra, dal momento che tutti gli uffici stampa si affrettano a inviarci gli auguri di Buon Natale; ma le immagini che li accompagnano &#8211; stelline, alberelli, babbo natale con la sua slitta piena di doni-, non ricordano ci\u00f2 che in verit\u00e0 si festeggia. Alcune <em>maison<\/em> si fanno promotori di istallazioni natalizie nelle vie dello shopping delle principali citt\u00e0, ad esempio a Milano in Galleria, Swarovski ha illuminato spesso un alto albero con decorazioni molto suggestive; lo scorso anno l&#8217;albero al centro della Galleria Vittorio Emanuele era firmato Dior Parfumes. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>Albero<\/strong>, con le luci e le decorazione, \u00e8 un segno forte del Natale ma ne deve essere rispetta la profonda simbologia. Innanzitutto evoca sia l\u2019albero della vita piantato da Dio al centro dell\u2019<strong>Eden<\/strong>, sia l\u2019albero della&nbsp;<strong>Croce<\/strong>&nbsp;di Cristo, vero albero della vita che ha liberato l\u2019uomo dal peccato. Per questo molti degli &#8216;<em>alberi\u2019<\/em> che popolano le piazze delle citt\u00e0 non si possono chiamare  propriamente &#8220;<em>alberi di Natale<\/em>&#8220;; a volte manca proprio l&#8217;albero sostituito da figure geometriche, un semplice cono variamente realizzato e variamente decorato e colorato. <br>Il significato cristiano dell\u2019albero di Natale risale ad una tradizione trecentesca dal contenuto profondamente religioso: le rappresentazioni medievali dei Misteri. Quale preludio alla festivit\u00e0 natalizia, nella Santa Notte si metteva in scena davanti al portale delle Chiese la storia del peccato originale nel Paradiso terrestre. L\u2019albero, inizialmente un melo, era collocato davanti alla Chiesa ed era ornato con mele e ostie (naturalmente non consacrate) sospese ai rami: alla mela, che ha condotto l\u2019uomo alla morte si contrappone l\u2019ostia, il pane che dona la vita, il Pane Eucaristico, il Corpo di Cristo offerto per il perdono dei peccati. La consuetudine di portare all\u2019interno delle case l\u2019albero risale ai secoli XV-XVI nell\u2019Europa del Nord, le mele sono allora sostituite dalle sfere rosse e le ostie da biscotti o da altre decorazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un segno del Natale ancora pi\u00f9 significativo dell&#8217;albero: il <strong>Presepe<\/strong>. <br>Si tratta di una rappresentazione dell\u2019evento della Nascita del Salvatore cos\u00ec come viene narrato nei Vangeli, con aggiunta di alcuni particolari tratti dai Vangeli Apocrifi o trasmessi dalla Tradizione. Il riferimento al <strong>Mistero dell\u2019Incarnazione<\/strong> del Verbo di Dio \u00e8 immediato. <br>Non sarebbe improprio se il Mondo della Moda, in particolare Italiano, se ne facesse promotore e custode nel Mondo; in fondo anche esso \u00e8 un prodotto<strong> \u2018Made in Italy\u2019<\/strong> ed \u00e8 dal nostro Paese che si \u00e8 diffuso in tutti i Continenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua prima (del Presepe) \u2018<em>uscita pubblica<\/em>\u2019 a Greccio, nella Valle Reatina, risale al 25 dicembre del 1223 ed ebbe come ispiratore e creatore<strong> S. Francesco d\u2019Assisi<\/strong> che, dopo un viaggio in Terra Santa desiderava vedere rappresentati, in una localit\u00e0 simile alle grotte di Betlemme, i disagi materiali in cui si era trovato Ges\u00f9 alla sua nascita: voleva vederlo adagiato sul fieno in una greppia tra il bue e l\u2019asinello. <a href=\"https:\/\/sottolostessocielo.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/images.jpg\"><br><\/a>Con l\u2019aiuto di pastori, contadini, nobili e frati del luogo, il Poverello di Assisi diede vita a quella che viene ritenuta la prima rievocazione della Nativit\u00e0. Il sacerdote celebr\u00f2 in quel luogo solennemente l\u2019Eucaristia, mostrando il legame tra l\u2019Incarnazione del Figlio di Dio e l\u2019Eucaristia. In quella notte tra i personaggi mancavano Maria e Giuseppe, forse per non distogliere l&#8217;attenzione dal protagonista della rappresentazione, mentre una statua del Bambino Ges\u00f9 fu adagiato nella mangiatoia dallo stesso San Francesco; ma durante la cerimonia qualcuno vide adagiato sulla mangiatoia un neonato in carne e ossa al posto di quello portato dal Santo. <br>Ancora oggi in molte localit\u00e0 italiane, specialmente agrarie, si allestisce il <strong>presepe vivente<\/strong> disseminato in tutto il paese o contrada, con la partecipazione di tutti i cittadini che si prestano a rappresentare non solo Maria e Giuseppe, anche solo uno dei tanti personaggi che popolano i presepi tradizionali. Non pu\u00f2 mancare il protagonista della rappresentazione, all&#8217;ultimo nato del paese spetta impersonare Ges\u00f9 Bambino, nella culla o in grembo a Maria. <br>L\u2019episodio di Greccio fu magnificamente dipinto da Giotto nell\u2019affresco che si trova nella Basilica Superiore di Assisi databile tra il 1295 e il1299. Il pi\u00f9 antico presepio conosciuto al mondo, composto da singole statue ad\u00a0altorilievo\u00a0\u00e8 il\u00a0presepio in Santa Maria Maggiore\u00a0a Roma di\u00a0<strong>Arnolfo di Cambio<\/strong>, risalente al\u00a01289; da allora il Mistero della Nativit\u00e0 \u00e8 stato rappresentato, scolpito o dipinto, da molti grandi artisti. Inizialmente i presepi venivano allestiti nella Chiese, poi furono accolti nelle case, ma ancora oggi molte Chiese ospitano artistici presepi; ad esempio, a Roma \u00e8 tradizione durante il tempo natalizio visitarli &#8211; specialmente quello di Santa Maria Maggiore che come abbiamo detto \u00e8 il pi\u00f9 antico-, \u00e8 quasi una passeggiata obbligatoria, specialmente delle famiglie che vi portano i bambini.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Il presepe nelle case \u00e8 una tradizione domestica che vede impegnati tutti i membri della famiglia, specialmente i pi\u00f9 piccoli; una tradizione che negli anni rimane in ognuno, ormai adulto, come una dolce memoria.<br>Il mio ricordo \u00e8 ancora vivo. <br>L\u2019allestimento doveva essere pronto l\u2019otto dicembre compleanno della mamma; per quella data erano stati convocati anche gli &#8220;zampognari&#8221;, il suonatore di zampogna (un tipo di cornamusa) e quello della ciaramella (un tipo di flauto) che, vestiti da pastori, con mantello e cappello, suonavano davanti al presepe il canto composto nel 1700 da San Alfonso Maria de Liguori &#8220;Tu scendi dalle stelle&#8230;&#8221;.\u00a0<br>La costruzione del Presepe era particolareggiata, frutto della fantasia di pap\u00e0 ingegnere; riproduceva un ambiente rupestre che ricordava i dintorni di Betlemme, ma poteva essere anche un angolo della Calabria. Il Presepe era un capolavoro di ingegneria da parte di un uomo non praticante, mio padre, sempre attento e desideroso per\u00f2, che non mancasse questa rappresentazione del Mistero dell\u2019Incarnazione e fosse cos\u00ec rispettata una tradizione familiare. Non mancavano le case arroccate ai dirupi, le botteghe degli artigiani con i loro arnesi, le donne alle prese con i lavori casalinghi, a spennare un gallo, a fare il pane, andare alla fonte per prendere acqua, lavare i panni nel lavatoio che, con grande meraviglia dei piccolissimi, aveva l\u2019acqua corrente frutto di un sistema idraulico in miniatura, E poi i pastori con le loro pecore, i primi che ascoltarono l\u2019annuncio della nascita del Figlio di Dio da parte degli Angeli; schiere di Angeli sospesi tra cielo e terra; e poi la pastorella che conduce le oche, il personaggio che porta alla grotta il latte per il neonato; un bambino che sta pescando con accanto il cesto che riempir\u00e0 di pesci da depositare ai piedi di Maria: personaggi tutti colti nella loro quotidianit\u00e0. E ancora le luci, tante luci per illuminare le case e le botteghe, e specialmente i sentieri per accompagnare il gregge verso l&#8217;ovile o per segnalare il sentiero verso la grotta. Il Presepe \u00e8 la rappresentazione di un fatto straordinario successo nella vita ordinaria di personaggi umili, per ricordare che Cristo il Salvatore \u00e8 nato ed \u00e8 vissuto l\u00ec dove gli uomini di tutti i tempi possono incontrarlo, nella loro vita ordinaria. In lontananza sulle montagne si vedono i Re Magi che arriveranno il 6 gennaio davanti al Redentore, guidati e preceduti dalla Stella Cometa che brilla sopra la grotta ad indicare loro il termine del viaggio. Dopo un lungo viaggio dalle terre di Oriente giungono in rappresentanza delle terre allora conosciute Africa Europa e Asia; traggono doni significativi: oro, il dono riservato ai re che ci dice che questi sapienti riconoscevano in quel Bambino il Re dei Re; incenso, per adorare la sua Divinit\u00e0; e mirra, l\u2019olio tradizionalmente utilizzato per la sepoltura che allude alla Passione di Cristo e alla sua morte per noi. La presenza di questi saggi ricorda che la redenzione di Cristo \u00e8 dono per tutta l&#8217;Umanit\u00e0. <br>Nella Notte Santa, dopo la S. Messa di mezzanotte, vivevamo la consuetudine di deporre il Bambino nella mangiatoia. Ci riunivamo nella stanza da letto dei genitori e la mamma prendeva, con tutta solennit\u00e0, la statuina gelosamente conservata in una scatoletta laccata di rosa. Toccava al pi\u00f9 piccolo della famiglia portare, seguito dagli altri fratelli e i genitori, il Bambino fino a deporlo sulla paglia accanto a Maria e Giuseppe. La cerimonia culminava con il canto \u201cTu scendi dalle stelle, o Re del Cielo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mancano in questa rassegna dei significati legati al Natale, altri due simboli che sono stati assorbiti da tutte le culture, anche l\u00ec dove si ignora il significato di queste festivit\u00e0. Le luci risplendono in tutte le citt\u00e0 e riempiono di gioia; esse rappresentano metaforicamente la figura di Cristo come &#8220;luce del mondo&#8221; e quindi ci indirizzano verso l\u2019opera Salvifica dell\u2019Incarnazione che illumina le tenebre dell\u2019ignoranza di Dio, portando alle coscienze la conoscenza del bene e del male. Infine i regali che ci scambiamo sono il simbolo dei doni che la nascita del Salvatore ha portato all\u2019uomo: l\u2019essere nuovamente figli di Dio; la Grazia, cio\u00e8 l\u2019aiuto che Dio ci presta in tutte le nostre necessit\u00e0.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"525\" data-id=\"49495\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/400px-The_Mystical_Nativity-di-botticelli.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-49495\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/400px-The_Mystical_Nativity-di-botticelli.webp 400w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/400px-The_Mystical_Nativity-di-botticelli-229x300.webp 229w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Botticelli <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"861\" height=\"1024\" data-id=\"49496\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/BeatAngelico.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49496\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/BeatAngelico.jpeg 861w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/BeatAngelico-252x300.jpeg 252w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/BeatAngelico-768x913.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 861px) 100vw, 861px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Beato Angelico<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"777\" height=\"1024\" data-id=\"49497\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Caravaggio.jpeg\" alt=\"\" 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500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Filippo Lippi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"1024\" data-id=\"49500\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Ghirlandaio-736x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49500\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Ghirlandaio-736x1024.jpeg 736w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Ghirlandaio-216x300.jpeg 216w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Ghirlandaio-768x1068.jpeg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Ghirlandaio.jpeg 1000w\" sizes=\"(max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ghirlandaio<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" 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\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Arnolfo di Cambio. Il presepe di Santa Maria Maggiore-Roma<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49493?pdf=49493\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche il mondo della moda celebra il Natale. Almeno cos\u00ec sembra, dal momento che tutti gli uffici stampa si affrettano a inviarci gli auguri di Buon Natale; ma le immagini che li accompagnano &#8211; stelline, alberelli, babbo natale con la sua slitta piena di doni-, non ricordano ci\u00f2 che in verit\u00e0 si festeggia. 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