{"id":50023,"date":"2025-05-19T10:05:00","date_gmt":"2025-05-19T08:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=50023"},"modified":"2025-05-19T11:46:51","modified_gmt":"2025-05-19T09:46:51","slug":"a-un-passo-da-qui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/a-un-passo-da-qui\/","title":{"rendered":"A un passo da qui"},"content":{"rendered":"\n<p>Incontrare l\u2019arte di <strong>Amaranta Medri<\/strong>, trentenne creativa milanese, \u00e8 un\u2019esperienza sorprendente e rinfrescante per la mente, che fa appello al nostro senso dello stupore e al nostro intelletto, stimolando riflessioni non banali sul presente, al di l\u00e0 dell\u2019apparente bellezza delle immagini e dell\u2019ironia che queste fanno vibrare insieme a una nota di inquieta amarezza.<br>E\u2019 un\u2019arte nuova ed emozionale quella della Medri, nella misura in cui mixa codici estetici e mezzi espressivi diversi (fotografia, video, animazione, collage digitale), ma soprattutto nel modo \u201cpuro\u201d in cui si lascia ispirare da correnti e artisti diversi, attingendo in primis alle suggestioni del surrealismo novecentesco, reinterpretato originalmente nella chiave onirica del Terzo Millennio.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 6 giugno, alla<strong> galleria CarloCinque di Milano<\/strong>, \u00e8 possibile immergersi nelle proposte visive della sua prima mostra personale, intitolata<strong> \u201cCartoline da un altrove. Omaggio a Domenico Gnoli<em>\u201d<\/em><\/strong><em>,<\/em> in cui Amaranta sperimenta il potenziale trasformativo delle immagini, tale da condizionare il senso della realt\u00e0, ovvero la percezione del mondo in cui viviamo pi\u00f9 o meno coscientemente e pi\u00f9 o meno responsabilmente.<br>La rassegna segue due percorsi paralleli e convergenti allo stesso tempo, in moto pendolare tra narrazione e visione, ovvero spaziando dalla serie fotografica \u201cAugust in Greenland\u201d alla sequenza di video in rapporto dialettico con un artista da lei molto amato: \u201cPlaying with Domenico Gnoli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La poetica artistica che la mostra invita ad esplorare si basa quindi, da un lato, su una cultura estetica che asseconda l\u2019iconografia ambientale mainstream in cui l\u2019artista colloca, per\u00f2, un elemento disturbante: l\u2019essere umano. E\u2019 spiazzante e di grande impatto \u2013 anche etico oltre che visivo \u2013 osservare l\u2019inattesa presenza di persone in contesti naturalistici di sommo fascino, irrorati di luce pulsante: paesaggi di ispirazione pittorica che, in virt\u00f9 di questo innesto umano tale da trasformare tutto in set vacanziero, si avvertono come minacciati e in pericolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo nastro che la mostra dispiega, d\u2019altro lato, \u00e8 quello della videoarte declinato su particolari desunti da opere di Domenico Gnoli, che la Medri ha interpolato con veloci animazioni in cui le silhouette si muovono agilmente, con levit\u00e0 e un pizzico di \u201cpepe\u201d, mai privo comunque di rispetto e stima.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di curiosi inserti dipinti \u2013 bottoni, chiome, cravatte, tessuti \u2013 in cui silenzio e fissit\u00e0 dialogano con movimento e suono, trascinando lo spettatore in un\u2019esperienza di storytelling giocosa s\u00ec, ma anche seria nella misura in cui lo induce alla riflessione sul potenziale esplicito ed implicito dell\u2019immagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro artista con cui Amaranta sceglie di confrontarsi \u00e8<strong> Tino Stefanoni<\/strong>, non tanto per rievocarne l\u2019anelito di ricerca archetipica nello spirito di un personalissimo minimalismo, ma per raccontare \u201csurrealisticamente\u201d il tempo in presa diretta, facendolo rivivere attraverso la costanza della memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 permeata di valori l\u2019arte di Amaranta Medri, cos\u00ec come della consapevolezza macluhaniana che il medium \u00e8 il messaggio; ma il suo fine non \u00e8 quello di promuovere un altisonante manifesto etico-culturale, volendo piuttosto \u201csussurrare\u201d la sua visione del mondo, con leggerezza e garbo, come dimostra ad esempio una delle opere pi\u00f9 emblematiche e icastiche in mostra, \u201cThe World in Fire\u201d, in cui un velivolo militare gradualmente e \u201cpacifisticamente\u201d si trasforma in un aeroplanino di carta.<\/p>\n\n\n\n<p>La dimensione congeniale alla Medri, in definitiva, \u00e8 quella della realt\u00e0 mascherata da sogno (o viceversa), poeticamente \u201cad un passo da qui\u201d direi, mediante cui l\u2019artista pu\u00f2 immaginare e rappresentare il mondo per interrogarsi sul suo destino. Con apparente distacco e ludico gusto di riscoperta della banalit\u00e0 del reale, che \u00e8 anche segno di saggezza. Perch\u00e9 dalla pesantezza dell\u2019hic et nunc ci si pu\u00f2 anche liberare, per poter poi incidervi un segno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" data-id=\"50029\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/amaranta-medri-august-in-greenland-2-1-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50029\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/amaranta-medri-august-in-greenland-2-1-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/amaranta-medri-august-in-greenland-2-1-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/amaranta-medri-august-in-greenland-2-1-768x960.jpg 768w, 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