{"id":50039,"date":"2025-05-26T19:28:06","date_gmt":"2025-05-26T17:28:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=50039"},"modified":"2025-05-26T19:33:57","modified_gmt":"2025-05-26T17:33:57","slug":"good-by-quiet-luxury-bentornato-massimalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/good-by-quiet-luxury-bentornato-massimalismo\/","title":{"rendered":"Good-by quiet luxury, bentornato massimalismo"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019evento fieristico <strong>\u201cOro Arezzo\u201d <\/strong>conclusosi da poco ci offre l\u2019occasione per parlare di gioielli, sia dal punto di vista dell\u2019andamento economico sia da quello dei trend culturali.<br>Questi ultimi si riassumono con le formule: <strong>\u201cGood-by quiet luxury\u201d<\/strong> e <strong>\u201cBentornato massimalismo\u201d<\/strong>. Proprio cos\u00ec, il lusso discreto che ha caratterizzato gli anni recenti sta lasciando il posto ancora una volta a volumi maestosi e creazioni scenografiche, rutilanti di bagliori preziosi, malgrado i picchi raggiunti quest\u2019anno dal metallo giallo (circa 95 euro al grammo), mentre i progressi tecnici e tecnologici nelle aziende del settore si palesano sempre pi\u00f9 anche nell\u2019estetica dei ricchi accessori.<\/p>\n\n\n\n<p>Come emerso dal <strong>convegno \u201cPrecious Fashion\u201d<\/strong>, organizzato da<strong> Italian Exhibition Group<\/strong> con <strong>AFEMO<\/strong>, l\u2019associazione dei produttori ed esportatori di macchinari per la filiera orafa, e con il magazine <strong>Leather &amp; Luxury, <\/strong>l\u201985% delle imprese intervistate ha investito in macchinari e tecnologie, processi, controllo qualit\u00e0, stampa 3D e galvanica. E, se per l\u201980% la lavorazione \u00e8 rimasta invariata, le rimanenti hanno puntato su certificazioni e qualit\u00e0 del prodotto.<br>La partita del futuro si gioca sempre pi\u00f9 tra materiali, processi e costo della materia prima. 4 su 5 aziende non hanno introdotto nell\u2019ultimo anno nuovi materiali, ma 1 su 5 utilizza acciaio inossidabile e titanio, oltre a riciclare bronzo e ottone. Il 70% non ha ancora diversificato la produzione, mentre il 30% ha tentato nuove strade: il 15% si \u00e8 spostata sul gioiello moda, il 4% sull\u2019occhialeria, il 2% sul segmento beauty, il 5% sull\u2019interior design, il 3% sulla nautica e un rimanente 1% sulla filiera automotive. Inoltre, il 10% delle imprese ha investito in formazione del personale e nuove qualifiche e la medesima percentuale di aziende ha iniziato ad esplorare le potenzialit\u00e0 dell\u2019intelligenza artificiale, che molti gi\u00e0 applicano specialmente nel controllo qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A fronte di tutto ci\u00f2 \u2013 spinta tecnologica e fine del minimalismo nel design e nei materiali &#8211; alle imprese orafe \u00e8 richiesto sempre pi\u00f9 di dare risposte di sistema, iniziando a pianificare opportunamente la produzione e cos\u00ec tornare a perseguire le aspirazioni che l\u2019heritage storico e l\u2019impareggiabile know-how del <strong>Made in Italy<\/strong> meritano di vedere raggiunte.<\/p>\n\n\n\n<p>OroArezzo \u00e8 stata anche l\u2019occasione per un\u2019analisi puntuale del comparto anche in chiave previsionale, grazie all&#8217;evento <strong>\u201cTra mercati, sostenibilit\u00e0 e supply-chain&#8221;<\/strong>, a cura del <strong>Club degli Orafi Italia <\/strong>e Intesa Sanpaolo.<br>Il 2024 si \u00e8 chiuso per il settore orafo italiano con una crescita del fatturato del 4,4%, in controtendenza rispetto ai settori del sistema moda che hanno registrato un calo del -9,1%. Le evidenze dei primi mesi del 2025 mostrano una tenuta con una variazione del 2,4% a gennaio e febbraio. Export di gioielli in oro ai massimi storici: 13,7 miliardi di euro (+49% in valore e +23% in quantit\u00e0 rispetto al 2023), grazie al balzo delle vendite verso la Turchia da ricondurre al ruolo di hub di questo mercato e alla forte domanda di oro indotta dalle tensioni inflative. Al netto della Turchia la variazione dell\u2019export sarebbe stata pari a +0,9% in valore e -6% in quantit\u00e0.<br>Le attese per il 2025 ancora positive con una quota del 21% dei rispondenti che si aspetta una crescita del fatturato, di poco inferiore rispetto al 25% che si era espresso in questo senso a dicembre. La recente evoluzione del contesto geo-politico ha modificato il sentiment delle imprese e il 57% ha dichiarato un peggioramento rispetto a inizio anno a fronte del 36% che non ha manifestato modifiche.<br>La rilevazione ha approfondito il tema delle catene di fornitura. I fattori pi\u00f9 rilevanti nelle relazioni di filiera si confermano la qualit\u00e0 delle lavorazioni (76%), il rispetto dei tempi (66%) e il rapporto qualit\u00e0 prezzo (51%) in un contesto di rapporti prevalentemente locali: il 73% delle imprese intervistate ha indicato la presenza di una catena di fornitura articolata solo in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>E veniamo al tema caldo, per non dire bollente, dei dazi, una sfida commerciale globale, che \u00e8 stata esaminata dall<strong>\u2019Ufficio Studi di Confartigianato<\/strong> in un talk<strong> \u201cImprese e made in Italy dell\u2019oreficeria: le sfide del nuovo (dis)ordine mondiale\u201d<\/strong>, promosso dalla Consulta Orafa di Arezzo.<br>Nel 2024 gli Stati Uniti sono il secondo mercato per l\u2019export orafo italiano dietro alla Turchia, dopo essere stato primo mercato tra il 2020 e il 2023. Tra i territori del <strong>\u201cQuadrilatero d\u2019Oro\u201d<\/strong>, Arezzo, Vicenza, Valenza e Milano, gli USA sono il primo mercato per l\u2019oreficeria della provincia di Vicenza, e il terzo per quelle di Arezzo, Alessandria e Milano.<br>Il valore delle esportazioni \u00e8 di 1,479 miliardi di euro nel 2024, pari al 9,3% del totale export orafo italiano. Un\u2019applicazione di dazi aggraverebbe il calo delle vendite sul mercato USA, che nel 2024 ha gi\u00e0 registrato una flessione del 9,2% rispetto al 2023. Lo sbocco statunitense rimane strategico, ma meno centrale rispetto al passato.<br>La dipendenza da politiche tariffarie rende il mercato vulnerabile. Diventa quindi cruciale diversificare i mercati e rafforzare il posizionamento competitivo della produzione italiana della gioielleria, in aree ad elevato potenziale: America Latina, Sud Est Asiatico, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Nord Africa e Africa Subsahariana.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, da un confronto tra i sistemi distributivi ed il sentiment dei consumatori tra Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna &#8211; i \u201cBig Five\u201d europei con oltre 20 miliardi di euro di vendite di gioielleria e oreficeria \u2013 \u00e8 emerso un po\u2019 a sorpresa che quello britannico \u00e8 il mercato pi\u00f9 ampio, con un valore di oltre 5,2 miliardi di euro; quello francese \u00e8 il pi\u00f9 dinamico. In ogni paese le gioiellerie sono il canale distributivo dominante per valore, e in Italia arrivano a rappresentare il 78% del totale e tra i loro clienti figurano molti turisti (il 24% del totale). Nel complesso le vendite online di gioielleria e oreficeria pesano per il 15% del valore delle vendite complessive. I bracciali sono il prodotto pi\u00f9 acquistato in Italia, gli anelli e gli orecchini in Spagna e in Francia, le collane in Germania. La \u201cbellezza ed il design\u201d \u00e8 il principale ma non unico \u201cdriver\u201d che guida i consumatori nelle loro decisioni. Il \u201cMade in Italy\u201d non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente solo come identit\u00e0 geografica e la sostenibilit\u00e0 della produzione \u00e8 un valore importante, e destinato a crescere, ma pesa ancora poco sulle effettive decisioni di acquisto dei consumatori.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50039?pdf=50039\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019evento fieristico \u201cOro Arezzo\u201d conclusosi da poco ci offre l\u2019occasione per parlare di gioielli, sia dal punto di vista dell\u2019andamento economico sia da quello dei trend culturali.Questi ultimi si riassumono con le formule: \u201cGood-by quiet luxury\u201d e \u201cBentornato massimalismo\u201d. 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