{"id":50082,"date":"2025-06-20T16:59:06","date_gmt":"2025-06-20T14:59:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=50082"},"modified":"2025-06-21T21:03:18","modified_gmt":"2025-06-21T19:03:18","slug":"mariano-e-herriette-fortuny-figure-di-spicco-nella-storia-della-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/mariano-e-herriette-fortuny-figure-di-spicco-nella-storia-della-moda\/","title":{"rendered":"Mariano Fortuny e Herriette Nigrin: due figure di spicco nella storia della moda"},"content":{"rendered":"\n<p>Venezia celebra <strong>Mariano Fortuny y Madrazo<\/strong>, Granada 1871-Venezia 1949, e sua moglie <strong>Henriette Nigrin<\/strong>, due figure di spicco all\u2019inizio del Novecento dalla creativit\u00e0 dirompente nei campi pi\u00f9 disparati, arte, moda, chimica, design, fotografia; due delle figure pi\u00f9 affascinanti del panorama artistico internazionale tra fine Ottocento e inizi Novecento. Lo fa organizzando una giornata commemorativa il 10 giugno appena trascorso, prendendo spunto da una data celebrativa, i 50 anni del <strong>Museo Fortuny<\/strong>.<br>Fu nel 1975 quando<strong> Palazzo Pesaro Orfei, <\/strong>acquistato dalla famiglia Fortuny nel 1898, divenuto successivamente<strong> <\/strong>abitazione della coppia Mariano e Herriette, ma anche atelier delle loro invenzioni, luogo della memoria del loro lavoro artistico e del loro lavoro imprenditoriale, apr\u00ec le porte al pubblico come<strong> Museo Fortuny<\/strong>. &nbsp;Era stata <strong>Henriette Nigrin, <\/strong>dopo la morte del marito a donare alla citt\u00e0 di Venezia il Palazzo e le collezioni in esso custodite: da quel momento il Palazzo Pesaro Orfei diventa un luogo per la cultura di Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 trattato -l\u2019evento di giorno 10 giugno- di una occasione unica per toccare con mano l\u2019ampio raggio di interessi dell\u2019artista spagnolo e di sua moglie con un percorso arricchito di opere inedite, o collezioni mai esposte. Ad esempio, le proiezioni di film amatoriali girati da Mariano e Henriette in persona in formato <strong>Path\u00e9 Baby<\/strong>&nbsp;-un sistema di proiezione cinematografica amatoriale introdotto nel&nbsp;1921-; proiezioni di filmati collezionati dai Fortuny che rivelano un interesse poco conosciuto dei due artisti. L\u2019abituale percorso espositivo \u00e8 stato arricchito con oggetti e documenti d&#8217;archivio che, per fragilit\u00e0 e delicatezza, non sono generalmente esposti in modo permanente e, per la prima volta in assoluto, alcuni manufatti di recente acquisizione che fanno ritorno nel luogo dove sono stati creati. Oltre a disegni preparatori, schizzi, matrici e prove di stampa, campionari, fotografie, <em>affiche <\/em>e<em> depliant<\/em> pubblicitari, stampe antiche patrimonio della collezione di Mariano, tra cui l\u2019album dei <strong><em>Capricci <\/em><\/strong>di <strong>Goya<\/strong>, incisioni <strong>di Rembrandt<\/strong>,<strong> Tiepolo<\/strong>, <strong>Canaletto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da parte nostra ci piace ricordare la coppia Fortuny per il loro apporto creativo, tuttora influente, nel campo della moda.<br>Se oggi ammiriamo le creazioni pliss\u00e9 di Issey Miyake e di Yodji Yamamoto non possiamo non far riferimento a Mariano Fortuny e alla sua originale tecnica del pliss\u00e9 ancora oggi non superata.<br>Nel1909 Fortuny brevetta e registra a Parigi un rivoluzionario (e quasi indistruttibile) satin pliss\u00e9 che utilizza per due dei suoi pi\u00f9 celebri abiti: il <strong>Delphos<\/strong> e il<strong> Peplos.<\/strong><br>Il <strong>Dephos <\/strong>-con un\u2019annotazione autografa posta a margine del brevetto, Fortuny riconosce in Henriette, la vera ideatrice del<strong> <\/strong>Delphos<strong>&#8211;<\/strong> \u00e8 una tunica lunga interamente plissettata&nbsp; a forma di cilindro che lascia lo spazio per la testa e le braccia, realizzata con un taglio rettangolare e le sole cuciture verticali che sigillano i teli necessari che il pliss\u00e9 richiede rispetto all\u2019ampiezza che avr\u00e0 l\u2019abito. Le infinite pieghe rendono l\u2019abito indossabile da chiunque perch\u00e9 il pliss\u00e9 trasmette all\u2019abito una straordinaria capacit\u00e0 di estendersi, scivolando sul corpo e rivelandone s\u00ec le curve, ma &nbsp;in modo raffinato. Un aspetto importante che rende ancora pi\u00f9 suggestiva questa creazione \u00e8 l\u2019impiego nei profili, sulle spalle e ai lati, di una fila di piccole perle di vetro di Murano, che non sono solamente un elemento decorativo che arricchisce la semplicit\u00e0 della creazione, ma sono funzionali per impedire all\u2019abito di gonfiarsi. La geometria cilindrica dell\u2019abito \u00e8 interrotta nel punto vita da una cintura originariamente stampata con motivi floreali o geometrici, oggi liscia dello stesso colore e materiale dell\u2019abito. Non indossato l&#8217;abito pu\u00f2 essere arrotolato ed occupa poco spazio.<br>Intorno agli anni \u201920 il Delfos subisce una trasformazione, si arricchisce di una parte che nell\u2019antica Grecia veniva chiamato apoptygma; si tratta di un rettangolo di stoffa ripiegato in alto, in modo che, una volta fermato il peplo sulle spalle, una balza ricadesse sul seno e sulla schiena, fino alla vita, o oltre; nasce cos\u00ec il <strong>Peplos<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-5 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"807\" height=\"1066\" data-id=\"50091\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Delphos_-rosso-con-cintura.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50091\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Delphos_-rosso-con-cintura.jpg 807w, 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recupera e preserva le tecnologie e i metodi di produzione della coppia Fortuny. Nel frattempo, riesce a perfezionare il procedimento necessario ad ottenere la plissettature e pu\u00f2 riprendere &nbsp;a realizzare accessori e capi d\u2019abbigliamento in seta e velluto<strong>, <\/strong>ma anche&nbsp;la produzione artigianale delle &nbsp;celebri lampade in seta.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima creazione che ha reso celebre il nome di Fortuny nel campo della moda fu nel 1907 uno scialle di seta stampata: il <strong>Knossos<\/strong>.<br>I primi prototipi si poterono ammirare in occasione del balletto per l\u2019inaugurazione del teatro privato della Contessa di B\u00e9arn a Parigi il 29 marzo 1906. Dopo mesi di intenso lavoro di sperimentazione sui materiali, saggi dei coloranti e ricerca dei motivi decorativi, Mariano e Henriette giunsero alla realizzazione di quindici modelli diversi di scialle. Il museo di Palazzo Pesaro Orfei conserva le prime prove di stampa eseguite su carta che mostrano i motivi decorativi usati da Fortuny: fiori di papiro, palme cuoriformi, fiori stilizzati e argonauti. La presentazione di questo accessorio avvenne a Berlino il 24 novembre 1907, con la partecipazione della danzatrice statunitense Ruth St. Denis che diede un saggio di come indossare i raffinati veli. Una fotografia scattata dallo stesso Fortuny durante l\u2019esposizione di scialli Knossos a Palazzo Fortuny, nel 1920 ce li mostra drappeggiati sul corpo a completare il pliss\u00e8 del Delphos, ma anche indossato come un copricapo o una veste, oppure morbidamente avvolto attorno al corpo. Un ritratto di Henriette eseguito dallo stesso Fortuny la raffigura con indosso il Dephos e due scialli Knossos diversamente indossati<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-4 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"788\" height=\"1024\" data-id=\"50083\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-1-MFN05712_p_30x40_v-788x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50083\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-1-MFN05712_p_30x40_v-788x1024.jpg 788w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-1-MFN05712_p_30x40_v-231x300.jpg 231w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-1-MFN05712_p_30x40_v-768x997.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-1-MFN05712_p_30x40_v-1080x1403.jpg 1080w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-1-MFN05712_p_30x40_v.jpg 1091w\" sizes=\"(max-width: 788px) 100vw, 788px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Henriette fotografata da Mariano Fortuny &#8211; courtesy Museo Fortuny <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"906\" data-id=\"50085\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Portrait_en_pied_dHenriette_Fortuny_by_Mariano_Fortuny_y_Madrazo_musee_Fortuny.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50085\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Portrait_en_pied_dHenriette_Fortuny_by_Mariano_Fortuny_y_Madrazo_musee_Fortuny.jpg 500w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Portrait_en_pied_dHenriette_Fortuny_by_Mariano_Fortuny_y_Madrazo_musee_Fortuny-166x300.jpg 166w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Henriette ritratta da Mariano Fortuny indossa Delphos e knossos courtesy Museo Fortuny  <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"782\" height=\"1024\" data-id=\"50084\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-2-MFN04448_p_ton_v-782x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50084\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-2-MFN04448_p_ton_v-782x1024.jpg 782w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-2-MFN04448_p_ton_v-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-2-MFN04448_p_ton_v-768x1006.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/giardino-2-MFN04448_p_ton_v.jpg 1048w\" sizes=\"(max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mariano Fortuny courtesy Museo Fortuny <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"807\" height=\"1024\" data-id=\"50087\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/iconico-2-_autoritratto_MFN08549_p_into_30x20_1-807x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50087\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/iconico-2-_autoritratto_MFN08549_p_into_30x20_1-807x1024.jpg 807w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/iconico-2-_autoritratto_MFN08549_p_into_30x20_1-237x300.jpg 237w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/iconico-2-_autoritratto_MFN08549_p_into_30x20_1-768x974.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/iconico-2-_autoritratto_MFN08549_p_into_30x20_1.jpg 838w\" sizes=\"(max-width: 807px) 100vw, 807px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mariano Fortuny autoritratto         courtesy Museo Fortuny<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>E\u2019 complesso ed esula il nostro intento, menzionare tutti gli ambiti del lavoro creativo e di inventore di Mariano Fortuny. Rimanendo nel campo della moda non possiamo non citare l\u2019invenzione della macchina per la stampa su tessuto, brevettatta nel 1910. Il Museo Fortuny conserva le fotografie scattate dallo stesso Fortuny dell\u2019 Esposizione di tessuti a Palazzo Pesaro Orfei &nbsp;del 1915, nonch\u00e9 le prove delle ricerche e delle sperimentazioni effettuate per &nbsp;l\u2019ideazione di processi produttivi e dei modelli per le stampe dei tessuti per l\u2019abbigliamento, ma anche di tessuti di arredamento, dove rivivono motivi copti, persiani, turchi, cretesi e minoici, l\u2019architettura gotica e i codici medievali, l\u2019arte medio-orientale, i motivi ispano-moreschi, le geometrie e il dinamismo dell\u2019architettura islamica, la calligrafia araba, il rinascimento italiano e spagnolo, merletti e ricami antichi, il barocco, il rococ\u00f2 e il neoclassicismo, le figurazioni zoomorfe, l\u2019arte giapponese, il decorativismo ottocentesco e le influenze Art d\u00e9co.<br>Ricordiamo solamente l\u2018abito \u201cEleonora\u201d in omaggio a Eleonora Duse, concepito come una tunica- manto in velluto stampato sulla superficie e sulle maniche con motivi rinascimentali, esposto oggi presso il Philadelphia Museum of art. Nella nostra epoca l\u2019abito \u00e8 stato fonte di ispirazione del lavoro della costumista vincitrice di 3 Oscar Sandy Powel &nbsp;per&nbsp; i costumi del film \u201cLe ali dell\u2019amore\u201d&nbsp; e anche della coppia di stilisti Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli per la collezione Valentino P\/E 2016. <br><br>La personalit\u00e0 di Mariano Fortuny \u00e8 complessa e poliedrica, la sua creativit\u00e0 e i suoi interessi sono molteplici. Noi abbiamo voluto ricordare solo la sua influenza nel campo della moda, le sue creazioni e le sue tecniche di stampa e trattamento dei tessuti, tralasciando le sue invenzioni nel campo delle scenografie. Progetta la <strong><strong>\u201cCupola\u201d<\/strong><\/strong> per ottenere una illuminazione teatrale diffusa: una vera rivoluzione nella tradizione scenica teatrale. &nbsp;Il 29 dicembre 1900 al Teatro alla Scala va in scena \u201cTristano e Isotta\u201d, con la direzione d\u2019orchestra di Arturo Toscanini, Fortuny realizza le scene e i costumi e tenta alcune applicazioni del suo nuovo sistema d\u2019illuminazione. Ricordiamo ancora  che arriv\u00f2 a brevettare una carta fotografica speciale, la &#8220;Carta Fortuny&#8221;, che conferiva alle immagini un aspetto simile al disegno.&nbsp;Il Museo Fortuny custodisce e valorizza un suo vasto archivio fotografico, composto da migliaia di negativi e stampe.  Non trascurabile la sua attivit\u00e0 di pittore, la collezione del museo conserva 150 dipinti, ritratti specie della moglie, rappresentazioni del nudo femminile scene familiari, nature morte. Infine segnaliamo la sua attivit\u00e0,  di costumista, di collezionista di oggetti d\u2019arte, di designer di oggetti di arredamento come le famose lampade in seta che sono ancora oggi prodotte dall\u2019azienda \u201cFortuny\u201d di Venezia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-4 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"50103\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0059_Massimo-Listri-3-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50103\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0059_Massimo-Listri-3-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Fortuny-Venezia0059_Massimo-Listri-3-1-300x225.jpg 300w, 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