{"id":50125,"date":"2025-07-09T18:51:32","date_gmt":"2025-07-09T16:51:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=50125"},"modified":"2025-07-09T19:05:06","modified_gmt":"2025-07-09T17:05:06","slug":"il-bing-bang-della-moda-italiana-fiat-lux","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/il-bing-bang-della-moda-italiana-fiat-lux\/","title":{"rendered":"Il Bing Bang della moda Italiana: fiat Lux"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u201cLa genesi della moda italiana riflette la storia del Paese. E&#8217; una narrazione a pi\u00f9 voci e fra diversi centri: Venezia, dove si tiene la prima sfilata collettiva di moda italiana e francese nel 1926, quasi in contemporanea con Milano, e poi Torino, dove nel 1935 nasce l&#8217;Ente Nazionale della Moda. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e fino alla formazione di un primo &#8220;sistema moda&#8221; nazionale grazie al progetto di Giovanni Battista Giorgini e all&#8217;affermazione del mito della Sala Bianca, per un quinquennio le citt\u00e0 italiane si battono per conquistare il primato in un settore in rapida espansione<\/em>&#8221; spiega <strong>Fabiana Giacomott<\/strong>i, curatrice della mostra fiorentina<strong> \u201cModa in Luce 1925\u20131955. Alle origini del Made in Italy\u201d<\/strong>, fino al 28 settembre al <strong>Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La rassegna, che presenta per la prima volta una selezione ragionata dello sterminato archivio filmico, fotografico e documentaristico dell&#8217;<strong>Istituto Luce<\/strong>, in parte inedito, oltre a cinquanta capi e accessori di maison leggendarie, intende raccontare l&#8217;evoluzione dello stile italiano nei tre decenni in cui si \u00e8 formata la sua coscienza critica e storica, si \u00e8 rafforzato il suo orgoglio di appartenenza e si \u00e8 costruita la sua industria tessile con la sua straordinaria filiera, secondo un modello rimasto unico al mondo.&nbsp;In breve, gli anni della mitopoiesi della nostra moda.<\/p>\n\n\n\n<p>La rassegna, promossa dal<strong> Ministero della Cultura<\/strong>, organizzata e realizzata da <strong>Archivio Luce Cinecitt\u00e0<\/strong> in collaborazione con le <strong>Gallerie degli Uffiz<\/strong>i, \u00e8 mirata a ricostruire trent\u2019anni fondamentali della storia della moda italiana prima della sua definitiva affermazione internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso espositivo \u00e8 stato pensato proprio per raccontare come la moda italiana si sia andata definendo \u2013 tra innovazione tessile, ricerca estetica, artigianato d\u2019eccellenza e strategie commerciali \u2013 ben prima della famosa sfilata nella <strong>Sala Bianca di Palazzo Pitti <\/strong>del 1952. Una narrazione che si sviluppa lungo un arco temporale tra il 1925 e il 1955, intrecciando episodi poco noti con nomi leggendari, cos\u00ec da restituire uno sguardo nuovo sulle radici del Made in Italy. Al centro della mostra, lo straordinario patrimonio dell\u2019Archivio Luce, con un nucleo importante di fotografie e filmati, di cui molti inediti. I capi e gli accessori esposti provengono in parte da prestigiosi musei (ad esempio Boncompagni Ludovisi e Palazzo Madama) e in parte da archivi di impresa o di privati.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono presenti opere di Maison storiche \u2013 alcune delle quali scomparse \u2013 come Ventura, Radice, Tortonese\/La Merveilleuse, Gandini, Montorsi, Villa, Fontana, Palmer, Biki, Carosa, accanto a nomi celebri come Maria Monaci Gallenga, Fortuny, Simonetta Visconti, e un rarissimo capo della \u2018Tessitrice dell\u2019Isola\u2019, baronessa Gallotti. Non mancano firme note tutt\u2019oggi e gi\u00e0 attive nel periodo: Gucci, che presenta la sua \u2019numero uno\u2019, una borsa da sera della fine degli anni Venti mai esposta, Salvatore Ferragamo con il sandalo \u2019invisibile\u2019 del 1947, ed Emilio Pucci. Preziosa la documentazione storica esposta, con cataloghi di tessuti, \u2018attestati di italianit\u00e0\u2019 e libri rari. Numerosi gli inediti degli anni Quaranta e Cinquanta di grande firma sia registica che sonora come quella di Romolo Marcellini e Roman Vlad.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><\/figure>\n\n\n\n<p><em>\u201cCon questo progetto espositivo, ospitato in una delle citt\u00e0 che pi\u00f9 raccontano al mondo l\u2019eccezionalit\u00e0 e la grandezza della creativit\u00e0 e dell\u2019arte italiana, si intende metterne in risalto una tra le sue massime espressioni, la moda. La mostra si propone quale spaccato storico originale sull\u2019evoluzione e l\u2019affermazione di un settore che \u00e8 da sempre sinonimo di visionariet\u00e0 e che realizzazioni uniche frutto di mani sapienti hanno reso e rendono tuttora fiore all\u2019occhiello del Made in Italy. Un patrimonio nazionale la cui importanza \u00e8 ben nota al Ministero, che per sostenerne lo sviluppo ha messo in campo un&#8217;ampia strategia che poggia su interventi e strumenti finanziari mirati ad accrescerne il valore. Patrimonio di cui l\u2019Archivio Luce custodisce pagine preziose, che come Ministero abbiamo il dovere non solo di conservare ma anche di promuovere per tramandarlo in tutta la sua straordinariet\u00e0 alle generazioni future\u201d<\/em>, ha affermato<strong> Lucia Borgonzoni<\/strong>, <strong>Sottosegretario al Ministero della Cultura<\/strong>.<br><em>\u201cI materiali dell\u2019Archivio Luce costituiscono il cuore visivo e narrativo di questa mostra\u201d,<\/em> ha dichiarato la <strong>Presidente di Cinecitt\u00e0, Chiara Sbarigia<\/strong>.<em> \u201cAttraverso filmati, fotografie e cinegiornali, si ricompone un mosaico di memoria collettiva che ci parla di sperimentazioni tessili, di sfilate tenutesi gi\u00e0 negli anni Venti e dell\u2019importanza crescente dell\u2019industria italiana nella lavorazione della seta, della viscosa negli anni Trenta e del Lanital negli anni Quaranta. Emergono cos\u00ec le innovazioni dell\u2019industria della moda, i legami con il cinema hollywoodiano e il ruolo cruciale di tante figure \u2013 donne e uomini \u2013 che, attraverso l\u2019abito, hanno promosso un\u2019idea di Italia moderna, creativa e aperta al dialogo internazionale. Moda in Luce rende evidente come la storia della moda italiana affondi le sue radici in un processo articolato che l\u2019Istituto Luce ha avuto il merito, e la responsabilit\u00e0, di seguire passo passo, raccontandone le ambizioni, le contraddizioni e i traguardi.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Presente in mostra anche la versione restaurata del documentario \u201cSette canne per un vestito\u201d, realizzato nel 1948 da Michelangelo Antonioni. Sono moltissimi, infine, i filmati di moda stranieri che si intervallano con quelli italiani fino ai primi anni Quaranta e che permettono di tracciare una storia inedita anche dei rapporti fra la moda italiana e quella d\u2019Oltralpe e d\u2019Oltreoceano, sia prima sia immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale.<br>Da sottolineare, infine, i numerosi filmati di moda stranieri che si intervallano con quelli italiani fino ai primi anni Quaranta e che tracciano una storia inedita anche dei rapporti fra la moda italiana e quella d\u2019Oltralpe e d\u2019Oltreoceano, sia prima che subito dopo la Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde ha sottolineato:<em> \u201cQuesta mostra permette, attraverso un florilegio selezionatissimo di fotografie e video, non solo di ricostruire un momento importante della storia della moda, ma anche di calare gli abiti in un contesto che li rende vivi perch\u00e8 il supporto dei &#8216;cinegiornali&#8217; e dell&#8217;immagine come mezzo documentario contribuisce come nient\u2019altro a comprendere la funzione sociale dell&#8217;abito oltre la sua parvenza estetica\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questa mostra fiorentina rappresenta un\u2019importante operazione culturale di riscoperta e restituisce dignit\u00e0 storica e visibilit\u00e0 ad un periodo spesso trascurato nei racconti ufficiali: \u201cModa in Luce\u201d non solo arricchisce la narrazione sul Made in Italy, ma invita a interrogarsi sull\u2019evoluzione del gusto, del linguaggio visivo e del sistema moda nazionale. L\u2019allestimento nelle sale del Museo della Moda e del Costume suggella un racconto che non si limita alla celebrazione, ma che intende lasciare un segno critico e duraturo nella comprensione del patrimonio creativo italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>NB: ad arricchire l\u2019esposizione un ricco catalogo edito da Silvana Editoriale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-4 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" data-id=\"50133\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242549-a00135410.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50133\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242549-a00135410.jpg 1024w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242549-a00135410-300x300.jpg 300w, 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class=\"wp-element-caption\"><strong>MARIA MONACI GALLENGA, ROMA<\/strong><br><strong>COMPLETO FEMMINILE<\/strong><br><strong>1925 circ<\/strong>a<br><strong>Collezione Massimo Cantini Parrini, Firenze<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"878\" height=\"1024\" data-id=\"50138\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242862-sessione-studio-14421-878x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50138\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242862-sessione-studio-14421-878x1024.jpg 878w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242862-sessione-studio-14421-257x300.jpg 257w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242862-sessione-studio-14421-768x896.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242862-sessione-studio-14421-1317x1536.jpg 1317w, 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class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"432\" height=\"1024\" data-id=\"50144\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242965-locandina-moda-in-luce-432x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50144\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242965-locandina-moda-in-luce-432x1024.jpg 432w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242965-locandina-moda-in-luce-126x300.jpg 126w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242965-locandina-moda-in-luce-768x1822.jpg 768w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242965-locandina-moda-in-luce-648x1536.jpg 648w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242965-locandina-moda-in-luce-863x2048.jpg 863w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1750242965-locandina-moda-in-luce-1080x2562.jpg 1080w, 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