{"id":50245,"date":"2025-08-30T12:53:12","date_gmt":"2025-08-30T10:53:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=50245"},"modified":"2025-08-30T13:05:03","modified_gmt":"2025-08-30T11:05:03","slug":"questo-romanzo-e-un-gioiello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/questo-romanzo-e-un-gioiello\/","title":{"rendered":"Questo Romanzo \u00e8 un Gioiello"},"content":{"rendered":"\n<p>Pagare per entrare nelle pagine di un romanzo? Perch\u00e9 no\u2026 Quando la moda fa capolino nell\u2019arte in modo tutt\u2019altro che subliminale, l\u2019effetto di comunicazione pu\u00f2 essere moltiplicatore. Lo ha dimostrato il caso di <strong>Bulgari<\/strong>, che \u00e8 stato il primo celebre marchio del <strong>\u201cMade in Italy\u201d <\/strong>a sponsorizzare direttamente un\u2019opera letteraria (non una monografia aziendale) per pubblicizzare e promuovere la propria immagine a livello internazionale. Infatti nel 2001 la nota maison di gioielli commission\u00f2 all\u2019affermata scrittrice inglese <strong>Fay Weldon<\/strong> (ex-pubblicitaria, per la cronaca) un \u201cnovel\u201d ambientato nel mondo dei preziosi, dal titolo <strong>&#8221;The Bulgari Connection&#8217;<\/strong>&#8216; (edito dall\u2019americana Grove Atlantic), divenuto poi un best seller. E\u2019 una strada interessante che anche altri brand del lusso potrebbero seguire con ottimi risultati competitivi, economici, sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Soffermiamoci sull\u2019esempio pioneristico di Bulgari per comprendere meglio come funziona il meccanismo. Fin dalle prime pagine il romanzo della Weldon si colloca nella sfavillante gioielleria di Bulgari in Sloane Street a Londra \u2013<em> \u201cin un ambiente color pesca e panna, tra creature eleganti e affascinanti\u201d,<\/em> dove tale Barley Salt, ricchissimo uomo d\u2019affari, acquista per 18mila sterline un vistoso collier per l\u2019avvenente seconda moglie Doris. L\u2019autrice indugia in una descrizione particolareggiata della collana destinata ad <em>\u201cabbracciare\u201d <\/em>il collo della donna: uno sfavillante monile in oro giallo e oro bianco, con montatura asimmetrica e disegni bronzei dove spiccano tre antiche monete. La trama si focalizza sul rapporto tra il miliardario e la giovane consorte, evidenziando la vita lussuosa che la coppia conduce tra shopping di gioielli (tutti narrati con dovizia di dettagli), auto di grossa cilindrata, feste e aste benefiche. Comunque gli ingredienti topici per il successo del libro sono presenti al completo: soldi, sesso, violenza. In effetti la bella Doris ad un certo punto diventa il bersaglio della prima moglie del magnate, Grace Salt, la quale ordisce un complotto per assassinarla. Le due donne si incontrano e scontrano ad un\u2019asta, dove si contendono, oltre ai soldi del marito, un dipinto raffigurante un magnifico gioiello griffato Bulgari.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, come ha malignato qualcuno, la trovata non \u00e8 del tutto nuova: lo dimostra, ad esempio, il \u201cvecchio\u201d James Bond che, oltre alla licenza di uccidere, ha sempre avuto quella di reclamizzare \u2013 pi\u00f9 o meno sfacciatamente &#8211; una variet\u00e0 di prodotti, dalle pistole Beretta alle automobili Aston Martin, dai drink Martini agli orologi Omega. \u201cThe Bulgari Connection\u201d tuttavia ha ridisegnato la linea di confine tra letteratura e pubblicit\u00e0, essendo stato scritto ad hoc per attrarre l&#8217;attenzione del pubblico sul gioiello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0A suo tempo intervistata dal \u201cNew York Times\u201d, Fay Weldon ha affermato di aver nutrito in un primo momento forti dubbi sulla richiesta di Bulgari, ma di aver cambiato idea una volta stilato il plot (e una volta visto, forse, il cheque d\u2019anticipo), dichiarando poi candidamente: <em>\u201cBulgari mi aveva chiesto di citarlo almeno 12 volte, ma avendo ambientato il romanzo nella high society, e avendole dato protagoniste femminili ricche e ambiziose, ho superato facilmente l&#8217;obiettivo\u201d<\/em>. Ha anche aggiunto, a scanso di eventuali critiche da parte di colleghi \u201cpuristi\u201d: \u201cChe differenza c&#8217;\u00e8 se paga una ditta o paga un editore? L&#8217; essenziale \u00e8 che chi scrive creda nel suo romanzo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal canto suo Bulgari, per bocca dell\u2019allora a.d. <strong>Francesco Trapani,<\/strong> ha spiegato che la pubblicit\u00e0 sui giornali ha fatto il suo tempo: i lettori ormai voltano pagina con un&#8217;occhiata distratta.<em> \u201cPer noi &#8211; ha puntualizzato &#8211; \u00e8 importante collocare i gioielli nei libri, nei film o indosso alle dive di Hollywood\u201d<\/em>. Chiaro?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;<em>&#8216;Si tratta di un&#8217;iniziativa geniale e al tempo stesso raffinata&#8221;,<\/em> ha sentenziato<strong> Michael Nyman,<\/strong> uno dei guru del marketing statunitense, a commento dell\u2019opera. Alla fine per\u00f2 sorgono spontanei alcuni interrogativi pesanti come macigni che ci para dinanzi l\u2019esempio di Bulgari (a cui nel frattempo si sono accodate altre aziende di ogni settore): qual \u00e8 la frontiera tra letteratura e marketing? Per l\u2019arte \u00e8 un bene o no che prenda piede il racconto-r\u00e9clame? Alle Muse e ai lettori l\u2019ardua sentenza.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50245?pdf=50245\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pagare per entrare nelle pagine di un romanzo? Perch\u00e9 no\u2026 Quando la moda fa capolino nell\u2019arte in modo tutt\u2019altro che subliminale, l\u2019effetto di comunicazione pu\u00f2 essere moltiplicatore. 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