{"id":50503,"date":"2025-11-05T20:09:47","date_gmt":"2025-11-05T18:09:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=50503"},"modified":"2025-11-05T20:11:53","modified_gmt":"2025-11-05T18:11:53","slug":"gemme-destate-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/gemme-destate-2\/","title":{"rendered":"Gemme d&#8217;Estate"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019estate appena trascorsa ci ha lasciato la voglia irresistibile di colore, \u201cvitamina\u201d per la mente che tonifica il corpo. La bella stagione per eccellenza ci ha indotto a cercare il sole anche nell\u2019abbigliamento e negli accessori, gioielli compresi. Ecco, allora, il desiderio di riscoprire gemme sorprendenti per ricchezza cromatica e trasparenza, tanto da evocare la suggestione di un prisma iridato. Possiamo dunque accostarci al mondo fascinoso di due pietre non propriamente considerate preziose (semmai semi-preziose), ma che incontrano sempre pi\u00f9 il favore degli estimatori di cose belle. Sono il <strong>crisoberillo<\/strong> e la <strong>tormalina<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzi, le <strong>tormaline.<\/strong> Si tratta, infatti, di un ampio gruppo di specie mineralogiche appartenenti alla classe dei silicati: ricordiamo, fra le tante, le brune buergerite e dravite, la verde scura dravite cromifera, la nera dravite ferrifera, la verde-rosa elbaite, la bruno-verde-rosa liddicoatite, la viola siberite, l\u2019azzurro-verde indicolite, la rosso-purpurea rubellite, le bruno-nere olenite ed uvite. Sono state rinvenute tormaline di tutti i colori, dovuti sia alla presenza di elementi nella formula chimica che a loro semplici tracce, e bisogna rilevare che pietre con tinte pressoch\u00e9 simili possono originare da composizioni differenti. L\u2019elemento di base comune a tutte \u00e8 per\u00f2 il boro. L\u2019assenza di sfaldatura e la buona resa del taglio hanno decretato negli ultimi secoli un crescente successo per queste gemme che raggiunsero il continente europeo con una propria definita identit\u00e0 solo ai primi del 1700 a bordo di un vascello olandese carico di t\u00e8 e spezie proveniente da Ceylon. I naturalisti dell\u2019epoca appassionati di magnetismo si accorsero che, riscaldando o strofinando le nuove pietre con un panno di lana, esse da un\u2019estremit\u00e0 attiravano pezzetti di carta, dall\u2019altra li respingevano. Solo pi\u00f9 tardi il singolare comportamento delle tormaline venne classificato come piroelettricit\u00e0, tipico di quei cristalli la cui struttura reticolare si presenti priva di centro di simmetria e disponga di un asse polare.<\/p>\n\n\n\n<p>La tormalina \u00e8 un minerale accessorio di numerose rocce magmatiche e metamorfiche, trovandosi pertanto diffusamente sulla Terra. I giacimenti pi\u00f9 consistenti sono comunque ubicati in Afghanistan, Brasile (particolarmente negli Stati di Paraiba e di Minas Gerais), Russia, USA, India, Myanmar ed in diversi Paesi africani. Oltre che in qualit\u00e0 di apprezzato materiale decorativo, la gemma in esame trova ampio utilizzo pure in alcune applicazioni industriali come la produzione di manometri ad elevata pressione e di pinzette polarizzanti. In gioielleria e nel collezionismo il primato del gradimento se lo aggiudicano le tormaline policrome e gatteggianti, ma assai richiesti sono inoltre i rari esemplari dotati dello straordinario effetto alessandrite (verdi alla luce del Sole o di lampade a fluorescenza e rosse con la luce ad incandescenza). Un\u2019altra propriet\u00e0 ottica poco nota di queste pietre, sfruttata con sapienza dai tagliatori, \u00e8 il cosiddetto pleocroismo che si osserva, ad esempio, girando tra le mani una sfera ottenuta da una tormalina colorata: si rilever\u00e0 cos\u00ec che in una direzione il colore diventa pi\u00f9 scuro, in altre pi\u00f9 chiaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019antichit\u00e0 le leggende hanno fatalmente avvolto anche le tormaline, come la spiegazione della sua genesi dall\u2019urina seppellita delle femmine di lince o la sua nomea di afrodisiaco. Il termine tormalina deriva comunque dal singalese \u201cturamali\u201d, che significa \u201cqualcosa di piccolo proveniente dalla terra\u201d. E dall\u2019isola di Ceylon (odierno Sri Lanka) furono appunto gli Olandesi, come visto poco sopra, ad avviare il fortunato commercio in Europa di tali gemme.<\/p>\n\n\n\n<p>Passiamo poi alle meraviglie dorate del <strong>crisoberillo<\/strong>, la pietra gatteggiante per eccellenza, anch\u2019essa oggi proveniente per lo pi\u00f9 dallo Sri Lanka nelle sue diverse variet\u00e0. Ma si rinviene altres\u00ec in Brasile, Madagascar, Zimbabwe, Zambia, Namibia, Russia, Myanmar. Tra le specie pi\u00f9 diffuse menzioniamo: il crisoberillo aureo (di tonalit\u00e0 gialla intensa), la ricercatissima alessandrite di colore cangiante (verde alla luce naturale e porpora alla luce artificiale ad incandescenza), occhio di gatto (giallo o verde con il celebre effetto ottico).<\/p>\n\n\n\n<p>Da sempre a focalizzare su di s\u00e9 l\u2019attenzione \u00e8 naturalmente l\u2019occhio di gatto che mostra nel mezzo una sottile linea luminosa che ricorda le pupille del felino domestico, gemma impressionante per la sua vivacit\u00e0, poich\u00e9 tale linea pare spostarsi ad ogni cambiamento di posizione. Il primo ad intuire questo singolare fenomeno, di cui \u00e8 responsabile l\u2019inclusione di finissime fibre parallele (che si evidenziano tuttavia anche in qualunque altro minerale che inglobi minuscole fibre con la corretta disposizione), fu nel Settecento il gioielliere francese <strong>Antoine Caire-Morand.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nome di crisoberillo (dal greco <em>chrysos<\/em>, dorato) venne comunque attribuito ufficialmente a questa pietra, che \u00e8 un ossido di berillio ed alluminio, dal famoso mineralogista tedesco <strong>Abraham Gottlob Werner<\/strong>. Per quanto riguarda in particolare la variet\u00e0 denominata alessandrite, essa fu scoperta negli Urali nel 1834 dall\u2019ispettore minerario finlandese Nils Nordenskioeld e subito lasci\u00f2 tutti stupefatti ed ammaliati per la metamorfosi del colore dal verde-smeraldo al rosso-lampone in virt\u00f9 della luce. Questa gemma \u201carcobaleno\u201d venne cos\u00ec battezzata in onore del futuro zar russo Alessandro II. All\u2019origine di questo evento fenomenico, noto come metamerismo o cangianza (o, pi\u00f9 semplicemente, effetto alessandrite), vi \u00e8 una modesta percentuale di cromo. Va comunque precisato che il vocabolo crisoberillo lo si trova gi\u00e0 citato dal naturalista e letterato romano <strong>Plinio il Vecchio<\/strong> (I secolo DC), ma egli si riferiva in realt\u00e0 a berilli gialli, impiegati a scopo ornamentale. A Ceylon, invece, la gemma veniva di preferenza usata come amuleto per esorcizzare gli spiriti maligni.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, un particolare curioso: la pi\u00f9 grossa pietra di questa specie, verde-giallastra e di origine singalese, pesa 245 carati; mentre il pezzo pi\u00f9 noto \u00e8 il magnifico grezzo di alessandrite con dimensioni 25 x 15 centimetri, conservato presso il Museo Fersman di Mosca.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-5 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" data-id=\"50520\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/5c0263221b653.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50520\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/5c0263221b653.jpg 800w, 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class=\"wp-element-caption\">Crisoberillo-Alessandrite <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"140\" height=\"130\" data-id=\"50521\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/chrysoberyl-2_cb-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50521\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crisoberillo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1588\" height=\"1702\" data-id=\"50525\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/crisoberillo-occhiodi-gatto-1.avif\" alt=\"\" class=\"wp-image-50525\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Crisoberillo-occhio di gatto<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"768\" data-id=\"50530\" 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rosa<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"545\" data-id=\"50537\" src=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/collana-con-tormalina-policroma-coos99s40274-1-scaled-600x545-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50537\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/collana-con-tormalina-policroma-coos99s40274-1-scaled-600x545-1.jpg 600w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/collana-con-tormalina-policroma-coos99s40274-1-scaled-600x545-1-300x273.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Collana con Tormalina Policroma <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"321\" data-id=\"50536\" 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