{"id":51772,"date":"2026-07-23T12:19:53","date_gmt":"2026-07-23T10:19:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=51772"},"modified":"2026-07-26T12:21:14","modified_gmt":"2026-07-26T10:21:14","slug":"i-girasoli-che-non-volevano-girarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/i-girasoli-che-non-volevano-girarsi\/","title":{"rendered":"I girasoli che non volevano girarsi"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Eliotropismo<\/strong>: il fenomeno per cui una pianta sensibile alla luce si volge nella direzione del Sole seguendone il corso durante il giorno. I girasoli ne sono da sempre esempi per eccellenza.<br>Quelli del campo confinante con il mio giardino, per\u00f2, no; loro non si voltano, come gli uomini del poeta <strong>Montale<\/strong>.\u00a0La mattina li trovo orientati verso est, in atto di saluto all&#8217;astro nascente e li ritrovo in questa direzione per il resto del giorno. Dove si volgano di notte non so, ma sospetto che se ne stiano l\u00ec a scrutare il cielo ad est, in attesa del sorgere del Sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 qual \u00e8 il loro segreto&#8230; Mi chiedo se si comportino cos\u00ec per un difetto di Flora (&#8220;uno sbaglio di natura&#8221;, sempre per citare Montale) o per una sorta di ribellione contro chiss\u00e0 cosa o chi..?<br>Mi sembra comunque di essere l&#8217;unica ad avere notato la loro apparente pigrizia&#8230; E se volessero dialogare solo con me? Se mi stessero dicendo che non bisogna cambiare direzione continuamente nella vita, che si pu\u00f2 essere felici anche qui ed ora, fermi ma vigili?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bisce<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni estate, al volgere di luglio, cominciano a comparire bisce d\u2019acqua nel mio giardino. Credo che siano i piccoli della nidiata, spauriti e disorientati, in cerca di una pozza e di un po\u2019 di frescura, per quanto siano animali a sangue freddo e amino quindi esporsi al sole (ma non evidentemente al solleone che disidrata la terra e le forze).<br>Non appena ne avvisto una, mi assale un senso di orrore e, spaventata, batto in ritirata augurandomi di non incappare mai pi\u00f9 in un simile incontro e poi, le volte successive in cui esco in giardino, mi guardo intorno circospetta sobbalzando ad ogni lucertolina che mi attraversi la strada. In realt\u00e0, le pi\u00f9 terrorizzate sono proprio loro, le innocue biscette, che in preda al terrore quando mi vedono non sanno pi\u00f9 che fare e dove andare, cos\u00ec continuano a dimenarsi cercando di arrampicarsi su un muretto o una pianta, raramente con successo.<br>A ben pensarci, mi fanno una pena! Le temo, anzi ne ho uno sgomento misto ad autentico ribrezzo, ma le capisco e mi dispiace di non riuscire ad intenerirmi quando le osservo schifata cos\u00ec inermi e disperate.<br>Forse la vera umanit\u00e0 consiste proprio nell\u2019imparare ad amare la bruttezza, l\u2019orrido, il disgusto, se si sa che \u00e8 innocente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vecchio giardino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il giardino della casa in cui vivo \u00e8 vecchio di molti decenni. Realizzato, nel suo assetto attuale, dai miei nonni materni &#8211; non so se recuperando aiuole preesistenti o creando tutto ex-novo &#8211; deve soprattutto a mia nonna la tipologia di piante che vi dimorano: tante variet\u00e0 di rose, ortensie, piante grasse, ibiscus, erbe aromatiche, lavande, anemoni, campanule, edere, iris, abeti (di cui ne \u00e8 sopravvissuto solo uno, stupendo,&nbsp;salvatosi&nbsp;dai tagli decisi per evitare possibili crolli in caso di nubifragi e sconnessure nella pavimentazione, causate dalle radici robuste e ampiamente ramificate), un tempo anche gladioli, gigli, tulipani, clematidi e altri rampicanti oggi scomparsi, oltre a molteplici piante in vaso, sia verdi sia fiorite. Non \u00e8 un giardino di facile pratica e comoda gestione, essendo suddiviso in diverse zone separate da ghiaia o cemento, avendo grande sete d&#8217;acqua, richiedendo potature e cure costanti, ma garantisce grandi soddisfazioni se ci si dimostra collaborativi nei suoi confronti. Ogni tanto ci stupisce, generando con apparente spontaneit\u00e0 piante che nessuno ha seminato o recuperando dalla fucina del tempo vegetali che vi lussureggiavano anni fa. E&#8217; un giardino a cui mi sento molto affezionata perch\u00e9 vi sono legate varie vicende della mia famiglia e in esso colloco buona parte dei miei ricordi d&#8217;infanzia e giovinezza: i giochi, le letture, gli ozi estivi, i trastulli con gli amati gatti, gli addobbi natalizi, gli studi, gli incontri con tanti amici di famiglia ormai scomparsi&#8230; Come tutti i giardini antichi, \u00e8 forte e fiero, pacifico e saggio, non si arrende agli elementi che lo minacciano &#8211; siano essi il meteo avverso, sempre pi\u00f9 letale, o i parassiti &#8211; e guarda sempre al futuro, nel rispetto della ciclicit\u00e0 delle stagioni, talvolta snobbandole e marciando con ritmi suoi. Naturalmente ha un&#8217;anima tutta propria che lo tiene vivo e brioso, attrattivo per tanti animali di terra e d&#8217;aria. E come tutti i giardini antichi, \u00e8 un po&#8217; malinconico e magico nei suoi silenzi, nella sua alternanza di ombra e luce, nei suoi profumi gentili, popolato di presenze ancestrali che vi si celano discrete. Potessi un giorno io pure librarmi leggera nel verde del suo cuore&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019estate \u00e8 quel tempo\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estate \u00e8 quel tempo in cui ci si accorge che qualcosa \u00e8 cambiato per sempre dentro di noi. Magari durante il resto dell\u2019anno non si percepisce \u2013 o si percepisce solo vagamente &#8211; il processo che avviene interiormente, distratti come siamo dal lavoro, dagli impegni familiari, dalle vicissitudini della vita quotidiana. D\u2019estate, se ci ferma un attimo, si comprende nettamente che qualcosa \u00e8 perduto per sempre. Non \u00e8 solo questione di rimpianti malinconici della giovinezza, ma il modo stesso di concepire la vita, i rapporti, il passare del tempo, che da infinito si condensa, si sfronda, si sedimenta, fino a dare l\u2019impressione di sparire.<br>E noi, dentro di esso, possiamo sentirci o soli, isolati, vuoti oppure unici, distintivi, paghi. Per sentirsi unici, bastanti a se stessi, si deve smettere di cercare conferme esterne, e scoprire l\u2019autenticit\u00e0 del cuore che nutre di spazio l\u2019anima espandendola. \u00c8 l\u00ec che si edifica quella libert\u00e0 interiore che alimenta la resilienza emotiva e costituisce un rifugio sicuro contro ogni tempesta esterna. In questo luogo dell\u2019anima, che si popola di quiete e forza, in cui la nostra persona si realizza pienamente in tutta la sua complessit\u00e0 individuale sostanziandosi di dignit\u00e0, si scopre il coraggio, la determinazione, il vigore per affrontare il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 passato tanto tempo, mentre attendevo che tutto succedesse. Nel frattempo, sono diventata adulta\u2026 Sono scomparsi quasi tutti i miei cari, senza che riuscissi a dire loro veramente quanto li amassi e quanto fossi grata della vita che mi avevano dato e facilitato, debitrice di tutto ci\u00f2 che sono nel bene (di tutto ci\u00f2 che sono nel male l\u2019unica responsabile potrei essere solo io). Mi dispiace se a volte li ho delusi e non ne ho onorato la memoria degnamente, ma il tempo \u2013 che tutto pu\u00f2 con i suoi \u201cnastri paralleli\u201d di montaliana memoria \u2013 potr\u00e0 forse consentirlo fuori sincrono.<br>Tutto passa, tutto torna, ma non \u00e8 mai lo stesso. A noi tocca scoprire la veste nuova di un\u2019anima (o una parte di essa) che resta fedele a se stessa.<br>A volte ho cercato di fermare il tempo, di riavvolgerne le spire, di anticiparlo, ma il tempo \u00e8 la divinit\u00e0 pi\u00f9 spietata, ostinata e inflessibile. Forse non esiste nemmeno ed \u00e8 mera invenzione umana per scandire il fluire della propria esistenza e il fluire delle stagioni\u2026 Solo per un istante vorrei essere laddove \u2013 come teorizzava <strong>Einstein<\/strong> \u2013 spazio e tempo sono la medesima cosa, per vedere il volto del Nulla o del Tutto da cui proveniamo e in cui finiremo.<br>Ma \u00e8 anche un nume retto il tempo, che si dice sia galantuomo e renda giustizia, sani le ferite e lavi le colpe trasformandole in occasioni di riscatto, perdono, riconciliazione. Un dio che rende possibile l\u2019impossibile concedendo nuove occasioni e nuovi percorsi di rinascita.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51772?pdf=51772\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eliotropismo: il fenomeno per cui una pianta sensibile alla luce si volge nella direzione del Sole seguendone il corso durante il giorno. 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