{"id":51806,"date":"2026-09-17T19:22:49","date_gmt":"2026-09-17T17:22:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=51806"},"modified":"2026-09-17T19:23:40","modified_gmt":"2026-09-17T17:23:40","slug":"il-galoppo-del-lusso-accessibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/il-galoppo-del-lusso-accessibile\/","title":{"rendered":"IL GALOPPO DEL LUSSO ACCESSIBILE"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8220;<em>Le mode svaniscono, lo stile \u00e8 eterno&#8221;<\/em> sentenziava il sommo Yves Saint Laurent. In effetti, queste parole tornano in mente assistendo ai corsi e ricorsi storici (e finanziari) del fashion system, in cui si susseguono fasi di lusso inaccessibile, intermedio, masstige. Il file rouge resta la ricerca di uno stile, individuale e collettivo in cui identificarsi e con cui, se possibile, distinguersi.<br>Il nuovo report pubblicato da I&#8217; <strong>ADS (International Association of Department Stores)<\/strong> rivela che la <strong>moda contemporary e premium (il lusso accessibile) <\/strong>rappresenta ora circa un terzo dell&#8217;offerta nei reparti femminili dei grandi magazzini.<br>Fondata nel 1928, l&#8217;International Association of Department Stores (IADS) riunisce i principali grandi magazzini di tutto il mondo per condividere conoscenze, promuovere l&#8217;innovazione e plasmare il futuro del retail. In quanto unica alleanza globale dedicata a questo format, sostiene i propri  membri attraverso attivit\u00e0 di ricerca, collaborazione e consulenza specialistica.<\/p>\n\n\n\n<p>La<strong> moda donna<\/strong> resta una delle categorie pi\u00f9 importanti nell\u2019assortimento dei grandi magazzini e il suo peso complessivo<strong> \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 invariato<\/strong> nel 2025-26. Tutto ci\u00f2 che la compone, invece, \u00e8 cambiato. <strong>I segmenti contemporaneo e premium dominano ora il panorama del settore; le strategie di acquisto si stanno dividendo tra canale digitale e fisico; il denim sta spingendo i grandi magazzini in direzioni opposte; e gli standard di presentazione, un tempo riservati al lusso, vengono sempre pi\u00f9 dettati dalle catene di fascia media.<\/strong><br>La caratteristica strutturale distintiva della moda femminile nel biennio \u00e8 il predominio del mercato medio. Tra i membri dell\u2019IADS, i segmenti contemporaneo e premium rappresentano in media il 31% del business della moda femminile, seguiti dall\u2019high-street e dalla fascia media con il 22% e dal contemporaneo avanzato con il 21%.<br>La direzione da seguire \u00e8 ampiamente condivisa. <strong>Bloomingdale\u2019s<\/strong> (Stati Uniti) prevede che il lusso accessibile e il designer, insieme al contemporaneo e al premium, saranno i segmenti pi\u00f9 importanti entro due anni. <strong>Breuninger<\/strong> si sta orientando verso il lusso accessibile e il contemporaneo avanzato, mentre <strong>TSUM Kyiv<\/strong> (Ucraina) identifica gi\u00e0 il lusso accessibile come il proprio segmento pi\u00f9 forte, con il contemporaneo in crescita. <strong>Tryano<\/strong> (Chalhoub Group) (Medio Oriente)ancora pi\u00f9 preciso, indicando la fascia di prezzo compresa tra 400 e 800 euro come quella in cui il sell-through \u00e8 pi\u00f9 forte. In mercati cos\u00ec diversi tra loro, ricorrono gli stessi nomi tra i best seller dei membri: Sandro, Maje, Max Mara e Self-Portrait nel segmento contemporaneo, Victoria Beckham, Ami Paris e Jacquemus nel segmento di alta moda.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella fascia top, la situazione \u00e8 diversa. El <strong>Palacio de Hierro<\/strong> (Messico)ha reindirizzato parte del proprio budget di acquisto verso prodotti di lusso accessibili, con prezzi di ingresso contenuti, per compensare il calo registrato nella fascia pi\u00f9 alta, mentre il settore contemporaneo e quello premium continuano a crescere. Alle <strong>Galeries Lafayette<\/strong>(Francia), il lusso rimane centrale per l\u2019attivit\u00e0 del flagship store nonostante le attuali sfide, e la risposta \u00e8 stata quella di valorizzare l\u2019ambiente piuttosto che ritirarsi dal segmento: la premiumizzazione del flagship store di Haussmann \u00e8 completa e viene estesa agli altri negozi francesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle questioni pi\u00f9 dibattute negli acquisti nel settore della moda femminile \u00e8 se concentrare il potere d\u2019acquisto su marchi consolidati o diversificare verso le novit\u00e0. I membri dell\u2019IADS sono giunti a risposte diverse e, cosa ancora pi\u00f9 importante, a risposte diverse a seconda dei canali. Breuninger, il cui business della moda femminile \u00e8 prevalentemente online, offre la spiegazione pi\u00f9 chiara: l\u2019ampiezza dell\u2019assortimento appartiene al digitale, dove i clienti cercano marchi familiari e si aspettano un assortimento ben fornito, mentre la novit\u00e0 appartiene ai negozi fisici, che devono generare entusiasmo e dare ai clienti un motivo per venire. Le due non sono priorit\u00e0 in competizione tra loro, ma ambiti distinti.<br>Altri si stanno adattando. Dopo un anno in cui ha concentrato i propri acquisti su marchi consolidati, El Palacio de Hierro sta riequilibrando il proprio assortimento per mantenere il proprio ruolo nel sorprendere e ispirare i clienti. TSUM Kyiv ha adottato un approccio opposto: i prodotti di fine stagione hanno smesso di vendersi a partire dal 2024, spingendo il grande magazzino a infondere novit\u00e0 nei marchi di lunga tradizione con la selettivit\u00e0 richiesta dalle condizioni di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la pazienza a far funzionare la novit\u00e0. \u00c8 emerso un consenso sul fatto che tre stagioni rappresentino il minimo realistico prima che un nuovo marchio produca risultati significativi: Boyner fissa l\u2019orizzonte a due o tre stagioni, mentre El Palacio de Hierro si impegna ad attendere almeno tre cicli di acquisto, investendo al contempo nella visibilit\u00e0 attraverso il marketing e il supporto all\u2019e-commerce. Bloomingdale\u2019s aggiunge una dimensione operativa che le sole decisioni di acquisto non possono risolvere: i nuovi marchi vengono sistematicamente collocati in aree meno in vista del negozio, dove anche un marchio ben scelto fatica a farsi conoscere. La sua risposta \u00e8 stata quella di creare delle \u201cpiattaforme di lancio\u201d dedicate, spazi permanenti che offrono ai marchi emergenti l\u2019esposizione necessaria al loro potenziale di vendita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro del denim \u00e8 diviso. El Palacio de Hierro e TSUM Kyiv registrano un calo del denim, con i marchi premium che perdono terreno. In risposta, quest\u2019ultimo si \u00e8 rifocalizzato su un numero minore di marchi premium, ha interrotto i carryover e si \u00e8 orientato verso nuovi look a fasce di prezzo chiaramente premium, rendendo visibile e Bloomingdale\u2019s sta vivendo la situazione opposta. La domanda di jeans \u00e8 in crescita sia nei negozi fisici che online, e marchi di jeans premium come Rag &amp; Bone, Frame, Mother e Agolde hanno registrato una crescita esplosiva nel mercato statunitense, con aumenti di prezzo assorbiti senza alcuna resistenza da parte dei clienti. Ci\u00f2 \u00e8 attribuibile a quattro fattori: il raggiungimento di una massa critica nell\u2019assortimento; la trasformazione di ogni negozio in una vera e propria destinazione dedicata al denim; l\u2019adozione di una variet\u00e0 di vestibilit\u00e0 che va oltre la silhouette skinny, in modo che i clienti sentano il bisogno di possedere un capo per ogni stile piuttosto che un semplice sostituto di quello precedente; e la presenza in negozio di specialisti del denim ben preparati, poich\u00e9 il denim \u00e8 una categoria che pu\u00f2 intimidire chi acquista e una consulenza su vestibilit\u00e0, altezza del cavallo e lavaggi \u00e8 determinante per la conversione all\u2019acquisto. Come osserva Newstores, partner di IADS e analista del settore retail, il contesto \u00e8 strutturalmente difficile, con Zara che sviluppa opzioni credibili a prezzi bassi e marchi storici come Levi\u2019s che moltiplicano i flagship store nei centri cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p>La quota media online dei membri nel settore della moda femminile \u00e8 passata da circa il 20% nel 2024 a quasi il 22% nel 2025, rendendo i resi un costo strutturale piuttosto che un fastidio operativo. El Palacio de Hierro ha armonizzato tutte le guide alle taglie per eliminare i resi causati da taglie non uniformi, con conseguente netto calo dei tassi di reso da allora, e ha sostituito la sua regola unica sui resi con politiche specifiche per categoria, sebbene rimangano i cambi di taglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fattore decisivo \u00e8 stata la comunicazione: la policy \u00e8 stata presentata come informazione piuttosto che come restrizione, con una segnaletica chiara presso ogni cassa e online prima dell\u2019acquisto, e la reazione dei clienti \u00e8 stata positiva.<br>I rivenditori di fascia media e delle catene commerciali applicano ora direttamente le tecniche di presentazione del lusso, basandosi su un principio semplice: pi\u00f9 si elimina, pi\u00f9 valore acquisisce ci\u00f2 che rimane. Il quarto piano del flagship store di Zara in Calle Serrano a Madrid, denominato \u00abEl Apartamento\u00bb, si presenta come una galleria d\u2019arte contemporanea che, per caso, vende anche abiti; Bershka a Ibiza introduce schermi olografici e merchandising lifestyle nel mercato di massa. Questa democratizzazione dell\u2019esperienza di acquisto premium rappresenta una sfida per i grandi magazzini: la differenziazione \u00e8 pi\u00f9 difficile quando ogni concorrente alza il livello della propria presentazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricetta di Newstores \u00e8 chiara: i grandi magazzini devono essere padroni del proprio ambiente e dei marchi che trattano, anzich\u00e9 lasciare che siano i marchi a dettare le regole del punto vendita. John Lewis ha riportato Topshop come shop-in-shop rigorosamente alle condizioni di John Lewis, controllando cosa va dove, come viene illuminato e come lo spazio si relaziona con l\u2019ambiente circostante. Selfridges applica la stessa logica nel suo Corner Shop a rotazione, dove la visibilit\u00e0 dei marchi \u00e8 deliberatamente ridotta affinch\u00e9 i clienti notino prima di tutto Selfridges.<\/p>\n\n\n\n<p>Le pressioni nel settore della moda femminile sono reali e le risposte sono altrettanto concrete: riposizionamento del segmento, acquisti specifici per canale, costruzione paziente del marchio misurata in stagioni anzich\u00e9 in settimane e recupero del controllo sugli spazi di vendita sottratto ai marchi. Il vantaggio duraturo dei grandi magazzini in questa categoria risiede nella loro capacit\u00e0 di tenere insieme complessit\u00e0, profondit\u00e0 e novit\u00e0, digitale e fisico, consolidato ed emergente, all\u2019interno di un unico ambiente curato che nessun algoritmo, marketplace o boutique monomarca pu\u00f2 replicare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa moda non \u00e8 un qualcosa che esiste solo sotto forma di abiti. La moda \u00e8 nel cielo, nelle strade, la moda ha a che fare con le idee, il modo in cui viviamo, ci\u00f2 che accade\u201d (Coco Chanel).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51806?pdf=51806\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Le mode svaniscono, lo stile \u00e8 eterno&#8221; sentenziava il sommo Yves Saint Laurent. In effetti, queste parole tornano in mente assistendo ai corsi e ricorsi storici (e finanziari) del fashion system, in cui si susseguono fasi di lusso inaccessibile, intermedio, masstige. 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