{"id":5188,"date":"2009-04-20T14:54:07","date_gmt":"2009-04-20T12:54:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=5188"},"modified":"2009-04-20T14:54:07","modified_gmt":"2009-04-20T12:54:07","slug":"black-is-beautiful","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/black-is-beautiful\/","title":{"rendered":"Black is beautiful"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-5189\" title=\"cri1big\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/cri1big-150x150.jpg\" alt=\"cri1big\" width=\"105\" height=\"105\" \/><\/p>\n<p>Preso atto del <em>boom <\/em>commerciale realizzato negli ultimi anni dalle perle nere di Tahiti, qui cerchiamo di conoscerle pi\u00f9 a fondo negli aspetti gemmologici e\u00a0 &#8220;leggendari&#8221;.<br \/>\nNative delle lagune della Polinesia francese, ancora oggi trovano il loro habitat migliore nelle isole coralline dei Mari del Sud, disseminate nell&#8217;Oceano Pacifico tra Australia e America Latina.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Secondo il mito, l&#8217;ostrica che le secerne, <em>Te Ufi<\/em>, \u00e8 stata donata alla bella principessa di Bora Bora dal dio della pace e della fertilit\u00e0, chiamato <em>Oro<\/em>, per conquistarne l&#8217;amore; mentre gli spiriti del corallo e della sabbia, <em>Okana<\/em> e <em>Uaro<\/em>, hanno adornato l&#8217;ostrica stessa di un manto lucente che riflette tutti i colori dell&#8217;arcobaleno.<\/p>\n<p>La scienza, che \u00e8 un po&#8217; meno romantica e poetica della leggenda, ha attribuito a <em>Te Ufi<\/em> la denominazione di <em>Pinctada Margaritifera<\/em>, la cui conchiglia nell&#8217;Ottocento era molto richiesta dall&#8217;industria europea dei bottoni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-5216\" title=\"tahitiane3\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/tahitiane3-150x150.jpg\" alt=\"tahitiane3\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/tahitiane3-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/tahitiane3-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>In Polinesia si svolgeva un&#8217;intensa attivit\u00e0 di pesca ad opera di tuffatori locali (fra i quali anche numerose donne) in acque pericolosamente infestate da squali, ad una profondit\u00e0 di circa 30 metri, e di rado si trovavano perle nere naturali di un certo valore: era necessario aprire ben 15.000 ostriche prima di poterne vedere una!<\/p>\n<p>Di conseguenza, fin da allora la perla tahitiana godeva fama di particolare preziosit\u00e0, esaltata anche dal suo impiego nei monili delle case reali e nobiliari di tutto il mondo, per cui ha meritato l&#8217;appellativo di &#8220;perla delle regine&#8221; e &#8220;regina delle perle&#8221;.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 rinomata fra le naturali era costituita dal pezzo centrale di una collana appartenente alla corona russa. Singolare, inoltre, era il rito in voga nella Cina imperiale, dove si simulava il combattimento con un drago per impossessarsi della perla nera, emblema di saggezza, che questo custodiva fra i denti.<\/p>\n<p>Negli anni Sessanta l&#8217;eccessivo sfruttamento dei banchi perliferi polinesiani provoc\u00f2 un grave arresto nella fornitura di gemme naturali, che subito si cerc\u00f2 di tamponare introducendo sistemi di coltura alternativi. I primi esperimenti in tal senso furono praticati nella laguna di Bora Bora e gi\u00e0 nel 1963 i risultati della raccolta dimostrarono concretamente che non era affatto peregrino scommettere sullo sviluppo del <em>business<\/em> nella regione oceanica.<\/p>\n<p>Il processo di allevamento di un&#8217;ostrica perlifera a labbra nere \u00e8 piuttosto lungo ed esige cure continue, data la fragilit\u00e0 della specie. In certi periodi dell&#8217;anno il mollusco (che vive aggrappato al corallo lagunare) depone delle uova, la cui fertilizzazione avviene poi nell&#8217;acqua. Dopo aver galleggiato liberamente per un mese, le ostriche novelle si fissano al corallo o muoiono sepolte nella sabbia. L&#8217;allevatore di perle le afferra con un apposito raccoglitore artificiale posto sotto il filo dell&#8217;acqua ed in seguito le coltiva sui banchi dei fondali per pi\u00f9 di tre anni, durante i quali le ostriche sono seguite con estrema sollecitudine e lavate spesso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-5207\" title=\"perles5\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/perles5-150x150.jpg\" alt=\"perles5\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/perles5-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/perles5-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Quando raggiungono la piena maturit\u00e0, esse sono pronte per l&#8217;innesto di un\u00a0 nucleo sferico e del pezzo di manto di un&#8217;altra ostrica, in virt\u00f9 di quel fenomeno che stimola la secrezione di madreperla e l&#8217;eventuale formazione di una gemma. Nei due anni successivi, il nucleo si riveste di migliaia di strati di madreperla, oppure viene espulso completamente. Al momento della raccolta, la perla \u00e8 estratta con la massima cautela e l&#8217;ostrica riposta nella laguna.<\/p>\n<p>Anche se il meccanismo descritto appare semplice, la delicatezza di questo mollusco fa s\u00ec che, su cento conchiglie riceventi un nucleo, solo trenta riescano a produrre perle, tra cui esclusivamente una o due esemplari perfetti.<\/p>\n<p>Durante il periodo di accrescimento, la formazione della perla pu\u00f2 essere influenzata da mutamenti nelle condizioni climatiche ed acquatiche, come cicloni od aumenti della temperatura, i cui effetti si manifestano nell&#8217;ottenimento di gemme barocche, semibarocche ed a cerchi.<\/p>\n<p>I primi tentativi per commercializzare le perle coltivate tahitiane trovarono un forte deterrente nella concorrenza delle perle bianche, artificialmente colorate in nero o in grigio. Al riconoscimento internazionale di queste gemme hanno contribuito, poi, il GIA (Gemological Institute of America) e la CIBJO (Confederazione Mondiale della Gioielleria), coniando appunto la denominazione ufficiale di &#8220;perla coltivata di Tahiti&#8221;.<\/p>\n<p>Nonostante lo strepitoso incremento quantitativo (i 6 chilogrammi esportati nel 1977 sono passati oggi ad alcune migliaia, per un valore di circa 100 milioni di dollari), tali perle continuano a rappresentare una percentuale irrisoria della produzione complessiva.<\/p>\n<p>Una volta raccolte, le gemme vengo risciacquate e classificate in base a cinque criteri fondamentali: grandezza, forma, colore, lucentezza e purezza.<\/p>\n<p>Il loro diametro di norma varia da 8 a 14 millimetri, ma non mancano le eccezioni (il record finora toccato \u00e8 di 21 mm). Oltre alle rotonde, le pi\u00f9 rare e ricercate, sono apprezzate commercialmente anche quelle semirotonde, con leggere imperfezioni alla sfera, e quelle semibarocche, con forme a bottone, ovali, a goccia, a pera ed a cerchi (queste ultime presentano scanalature su oltre un terzo della superficie).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-5218\" title=\"tahitiane2\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/tahitiane2-150x150.jpg\" alt=\"tahitiane2\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/tahitiane2-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/tahitiane2-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Dal punto di vista cromatico, le perle tahitiane si propongono in infinite sfumature dal grigio al nero: attualmente sono richiestissime in verde pavone, viola melanzana, blu mare e con iridescenza della superficie. In particolare, la loro brillantezza unita alla capacit\u00e0 di riflettere la luce pu\u00f2 produrre un effetto simile ad uno specchio.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 delle perle nere coltivate \u00e8 determinata anche dalla posizione e dal numero di macchie sulla superficie, quali ammaccature, scalfitture e tracce, che decurtano sensibilmente il valore della gemma stessa.<\/p>\n<p>La perla tahitiana \u00e8 molto desiderata dal pubblico giovane per la sua originalit\u00e0 e per quell&#8217;alone di magico mistero e fascino della perfezione che azzeccate iniziative promozionali hanno saputo creare intorno ad essa.<\/p>\n<p>Tuttavia, \u00e8 estremamente difficoltoso realizzare in massa gioielli con tali gemme, a causa delle loro caratteristiche peculiari, e ci\u00f2 spiega pure il valore elevato di un semplice filo di perle rotonde in tonalit\u00e0 ben assortite. Sotto il profilo della manifattura, comunque, anelli e pendenti sono molto meno problematici di collane od orecchini.<\/p>\n<p>Le perle nere, inoltre, si armonizzano in maniera eccellente con tutti i metalli preziosi e non sono soggette a particolare logorio: risultano, quindi, gradite anche alla clientela maschile, soprattutto come ciondoli, fermacravatte e gemelli da camicia.<\/p>\n<p>Creata dalla natura ed amata dagli uomini, la gemma tahitiana deve essere protetta con cura dagli agenti acidi e dall&#8217;aria eccessivamente secca, ma soprattutto, forse, essere custodita con le &#8220;materne&#8221; premure che le avrebbe dedicatola la sua <em>Te Ufi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5188?pdf=5188\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Preso atto del boom commerciale realizzato negli ultimi anni dalle perle nere di Tahiti, qui cerchiamo di conoscerle pi\u00f9 a fondo negli aspetti gemmologici e\u00a0 &#8220;leggendari&#8221;. 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