{"id":5262,"date":"2009-04-27T11:22:23","date_gmt":"2009-04-27T09:22:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=5262"},"modified":"2011-01-05T13:10:23","modified_gmt":"2011-01-05T11:10:23","slug":"la-grazia-e-la-passione-simboli-damore-al-dito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/la-grazia-e-la-passione-simboli-damore-al-dito\/","title":{"rendered":"La grazia e la passione: simboli d&#8217;amore al dito"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5265\" style=\"width: 106px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5265\" class=\"size-thumbnail wp-image-5265  \" title=\"bulgari\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/bulgari-150x150.jpg\" alt=\"Bulgari\" width=\"96\" height=\"96\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/bulgari-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/bulgari-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/bulgari-640x640.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 96px) 100vw, 96px\" \/><p id=\"caption-attachment-5265\" class=\"wp-caption-text\">Bulgari<\/p><\/div>\n<p>&#8220;Le cose pi\u00f9 rare del mondo, dopo la facolt\u00e0 di raziocinio, sono i diamanti&#8221;: cos\u00ec recita un&#8217;antica massima francese, di cui senza dubbio ancora oggi possiamo condividere la validit\u00e0. In effetti, di diamanti, o meglio di anelli con diamanti, vogliamo narrare di seguito, per dare espressione ai gioielli che da sempre pi\u00f9 si legano al sentimento principe dell&#8217;amore, nonch\u00e9 per spiegare come abbiano assunto questa peculiare valenza.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Dalla notte dei tempi il dono di un anello sancisce una promessa (non necessariamente affettiva), fino a quando entra definitivamente nei costumi galanti del corteggiamento dal Quattrocento in poi, per gusto e consuetudine dei ricchi ceti nobiliari di tutta Europa. Il diamante, in particolare, era ritenuto la pietra per eccellenza da incastonare nel pegno d&#8217;amore in virt\u00f9 della sua straordinaria resistenza fisica, metafora perfetta per rappresentare la perseveranza del cuore e la fedelt\u00e0 coniugale.<\/p>\n<div id=\"attachment_5267\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5267\" class=\"size-thumbnail wp-image-5267\" title=\"2bulgari\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/2bulgari-150x150.jpg\" alt=\"Bulgari\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/2bulgari-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/2bulgari-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><p id=\"caption-attachment-5267\" class=\"wp-caption-text\">Bulgari<\/p><\/div>\n<p>Anche gli antichi Romani, comunque, celebravano le loro nozze pagane con lo scambio di un cerchietto di ferro per suggellare il reciproco proposito degli sposi di rispettare il contratto matrimoniale e per benedire un nuovo legame di sangue tra due famiglie. Questa tradizione, poi ripresa dalle prime comunit\u00e0 cristiane, si \u00e8 evidentemente tramandata fino ai nostri giorni.<\/p>\n<p>Sveliamo subito una curiosit\u00e0 relativa alla prescrizione cattolica di infilare la fede nell&#8217;anulare: essa deriva da un antico rito della liturgia che, invocando le tre persone della Trinit\u00e0 corrispondenti alle prime tre dita, assegnava al quarto dito l&#8217;anello. Secondo una leggenda pi\u00f9 romantica, invece, l&#8217;anulare sarebbe stato preferito in quanto collegato direttamente al cuore tramite la &#8220;vena dell&#8217;amore&#8221;.<\/p>\n<p>Nel Seicento, comunque, non \u00e8 rara l&#8217;usanza bizzarra di portare la vera sul pollice. Il Rinascimento fu per gli orefici un periodo davvero &#8220;d&#8217;oro&#8221; per il gran numero di anelli impreziositi da gemme commissionati per le feste di fidanzamento e gli sposalizi dei rampolli di principi e sovrani. In quegli anni i gioiellieri utilizzavano soprattutto il diamante nella sua forma ottaedrica naturale: il poliedro, consistente in due piramidi unite alla base, veniva montato con la parte inferiore completamente incassata, mentre quella superiore sporgeva intera dal castone creando giochi di luce con le sole quattro facce in vista.<\/p>\n<p>Fu nell&#8217;ultimo scorcio del Quattrocento che, grazie alla messa a punto del taglio &#8220;a tavola&#8221;, cio\u00e8 in quadrato, si verific\u00f2 una svolta sostanziale nelle tecniche di valorizzazione dei diamanti: la cuspide della pietra grezza veniva spianata mediante lo sfregamento con polvere di diamante, primo passo importante verso l&#8217;arte moderna della sfaccettatura, quindi verso la completa rivelazione del &#8220;fuoco&#8221; e della brillantezza celati nel cristallo.<\/p>\n<p>La raffinata arte rinascimentale port\u00f2 anche alla realizzazione di un tipo di anello nuziale assolutamente innovativo: l&#8217;anello a segreto (detto altres\u00ec gimmel, cio\u00e8 gemello), formato da due cerchi che si aprivano a ventaglio su di un perno collocato alla base, cos\u00ec da lasciare visibile un unico anello all&#8217;atto della chiusura. Suggestiva invenzione, questo gioiello alludeva chiaramente, in termini simbolici e materiali, all&#8217;inscindibilit\u00e0 del vincolo matrimoniale.<\/p>\n<p>Parimenti, nello steso periodo godettero ampia fama tra i nobili d&#8217;alto rango gli anelli con diamanti appuntiti, che potevano essere impiegati per scrivere frasi sentimentali su vetro. Un ottimo esempio di questo vezzoso genere di corrispondenza ci viene addirittura dall&#8217;austera Regina Elisabetta I d&#8217;Inghilterra che amoreggiava con il favorito Walter Raleigh a colpi di anello appunto (una sorta di scambio di SMS su schermo vitreo <em>ante litteram<\/em>?).<\/p>\n<p>I grandi orafi del Cinquecento poi, sublimi maestri del cesello, seppero esaltare ulteriormente i pregi del diamante ricorrendo all&#8217;espediente di includere una finissima lamina d&#8217;argento nella montatura allo scopo di sprigionare dalla gemma tutto il suo splendore.<\/p>\n<p>Uno dei secoli pi\u00f9 prodighi per gli anelli di fidanzamento o matrimonio fu per\u00f2 il Settecento, allorch\u00e9 la clamorosa scoperta delle miniere diamantifere brasiliane lasci\u00f2 intravedere la possibilit\u00e0 di ampliare notevolmente l&#8217;offerta. L&#8217;intraprendenza creativa e commerciale di molti ottimi gioiellieri, unita al diffondersi di nuove mode e nuovi costumi (come il proliferare di eventi mondani serali, a seguito dei sensibili miglioramenti apportati ai sistemi di illuminazione), decret\u00f2 il successo delle rutilanti gemme, e fra queste, il carismatico diamante <em>in primis<\/em> come indispensabile accessorio estetico e <em>status-symbol<\/em>.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo ruolo di emblema di ceto lo acquistarono ancor pi\u00f9, tuttavia, nella societ\u00e0 ottocentesca, dove la Rivoluzione Industriale aveva aperto a molti la via della ricchezza, una ricchezza da ostentare indossando preziosi grondanti di gemme. Il taglio a brillante con 57 faccette era gi\u00e0 allora il pi\u00f9 praticato e richiesto: inventato dal veneziano Peruzzi nel Seicento, venne perfezionato solo nel tardo Ottocento con la nobilitazione definitiva della lucentezza e del &#8220;fuoco&#8221;.<\/p>\n<p>Nel Novecento, grazie alle floride miniere scoperte in Africa Meridionale alla fine del secolo precedente, si arriv\u00f2 finalmente al pareggio tra domanda e offerta di diamanti, tanto che essi poterono divenire accessibili ad un pubblico mai cos\u00ec vasto, anzi una scelta quasi obbligata per giovani coppie.<\/p>\n<div id=\"attachment_5266\" style=\"width: 170px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5266\" class=\"size-full wp-image-5266 \" title=\"tiffany3\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/tiffany3.jpg\" alt=\"Tiffany\" width=\"160\" height=\"120\" \/><p id=\"caption-attachment-5266\" class=\"wp-caption-text\">Tiffany<\/p><\/div>\n<p>Grandi furono i meriti in questo senso anche della rivoluzione tecnico-stilistica operata da Tiffany, la celebre gioielleria newyorkese, che elabor\u00f2 una strabiliante montatura &#8220;aperta&#8221; in cui la pietra \u00e8 praticamente sospesa tra sei rebbi sottili o uncini di platino sopra una fascia liscia. Tale costruzione valorizza tutto il &#8220;fuoco&#8221; del diamante da ogni punto di vista, su ciascuna delle molteplici faccette esposte. E se con la montatura di vecchio stampo solo la faccia superiore si offriva interamente alla vista e quindi molte imperfezioni della gemma restavano ignorate, quella di Tiffany rappresenta la &#8220;cartina di Tornasole&#8221; per i diamanti di qualit\u00e0 superiore, dal momento che consente di valutarne assai facilmente il colore, la purezza ed il taglio.<\/p>\n<p>Oggi il taglio delle pietre \u00e8 quanto di pi\u00f9 vicino si possa immaginare alla perfezione matematica, con tagli a smeraldo, quadrato, baguette, goccia, navette, assolutamente irreprensibili, tali da mettere in serio imbarazzo anche la milionaria pi\u00f9 decisa a regalarsi il meglio.<\/p>\n<p>E&#8217; stato cos\u00ec, commentiamo al termine di questo articolo, che lungo questo percorso storico e culturale i diamanti sono diventati i compagni prediletti delle signore dell&#8217;alta societ\u00e0, fino a far dichiarare qualche decennio fa alla divina Marilyn Monroe che &#8220;<em>diamonds are a girl&#8217;s best friend<\/em>&#8221; e, in particolare, a far assurgere l&#8217;anello di fidanzamento con diamanti ad indiscusso simbolo d&#8217;amore anche del ventunesimo secolo, malgrado i flussi e riflussi delle mode.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5262?pdf=5262\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Le cose pi\u00f9 rare del mondo, dopo la facolt\u00e0 di raziocinio, sono i diamanti&#8221;: cos\u00ec recita un&#8217;antica massima francese, di cui senza dubbio ancora oggi possiamo condividere la validit\u00e0. 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