{"id":527,"date":"2008-10-08T19:13:22","date_gmt":"2008-10-08T17:13:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=527"},"modified":"2009-01-28T16:03:42","modified_gmt":"2009-01-28T14:03:42","slug":"una-mostra-dedicata-a-mila-schon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/una-mostra-dedicata-a-mila-schon\/","title":{"rendered":"Una mostra dedicata a Mila Sch\u00f6n"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"161\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_libro5arch_foto_da_p-e_1968_immagine_9.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"161\" height=\"242\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Courtesy Mila Sch\u00f6n p\/e &#8217;68<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Linee, colori, superfici. Questo il titolo della mostra che Milano dedica a Mila Sch\u00f6n, in occasione del 50\u00b0 anniversario della nascita dell&#8217;atelier. Le meravigliose sale di Palazzo Reale fanno da sfondo ad un viaggio all&#8217;interno dello stile e della filosofia di una delle principali couturier che ha fatto la storia dell&#8217;alta moda italiana e internazionale<!--more--><\/p>\n<p>Un percorso diviso per aree tematiche, ognuna delle quali condensa le principali intuizioni e le conseguenti creazioni della stilista meneghina. <strong>Geometrie, sincronie, stereometrie, epicentro<\/strong>: ecco i nomi dati alle sale che espongono gli abiti pi\u00f9 significativi e rivoluzionari di 50 anni di moda e che riassumono in maniera netta ed efficace le linee guida dello stile e del pensiero di Mila Sch\u00f6n.<\/p>\n<p>La prima sala, accanto a due capi della collezione autunno inverno 2008\/2009 concepiti dalla nuova stilista della maison Bianca Gervasio, espone abiti risalenti alla fine degli anni &#8217;60 e &#8217;80.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"214\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_libro5arch_foto_da_p-e_1968_immagine_11.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"222\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Courtesy Mila Sch\u00f6n p\/e &#8217;68<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Sono creazioni di un rigore estremo, sia nei tagli, dritti e lineari, sia negli inserti in strass e paillettes, caratterizzati da una precisione geometrica che esalta la preziosit\u00e0 dei capi e d\u00e0 vita all&#8217;eleganza insita in essi.<\/p>\n<p>La sala successiva rende omaggio all&#8217;arte contemporanea, attraverso creazioni che manifestano quanto la produzione di Mila Schon fosse sensibilmente influenzata dalle innovazioni pittoriche e scultoree di personaggi del calibro di Klimt, Fontana, Vasarely, Calder e Noland. Negli abiti esposti \u00e8 ancora evidente la semplicit\u00e0 delle sue forme, questa volta per\u00f2 declinata attraverso i particolari. Potrebbe sembrare un ossimoro, ma nel trionfo di strass, paillettes e ricami, su tessuti dai colori accesi come l&#8217;oro, il rosa e il verde, \u00e8 ancora lampante e inconfondibile la raffinatezza targata Mila Schon.<\/p>\n<p>Nella sala intitolata &#8220;stereometrie&#8221; i volumi si moltiplicano, i tessuti leggerissimi appaiono solidi, retti da un&#8217;architettura imponente ma funzionale.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"299\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_milas02.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"199\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Le sale della mostra <\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Dominano il bianco e il nero, colori favoriti dalla stilista, insieme al viola, al rosa e al fucsia. Le due creazioni che chiudono questa parte della mostra, una cappa bianca e un abito rosa dai molteplici veli sovrapposti, fanno parte dell&#8217;ultima collezione presentata dalla maison e testimoniano la volont\u00e0 di seguire la strada tracciata dalla Sch\u00f6n, anche dopo la sua scomparsa.<br \/>\nL&#8217;esposizione continua con una riproduzione dello studio di Mila Schon, laboratorio creativo e fucina di nuovi progetti e idee per il futuro.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"284\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_milas03.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"190\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Le sale della mostra <\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La storia e la carriera di Mila Schon sono caratterizzate da notevoli successi e numerosi attestati di stima nel panorama internazionale della moda.<br \/>\nDi origini dalmate, si trasferisce a Milano nell&#8217;immediato dopoguerra dopo aver sposato Aurelio Sch\u00f6n, commerciante di preziosi. Nel 1958 apre un piccolo atelier di alta moda in via San Pietro all&#8217;Orto, con l&#8217;obiettivo di esprimere il proprio punto di vista sulla moda, rifuggendo dall&#8217;opulenza romana e dalla frivolezza parigina, facendosi interprete dello stile di vita e del gusto della borghesia milanese, in cui predominano l&#8217;eleganza e la discrezione. Sono anni di grandi cambiamenti, soprattutto economici, che investono pesantemente l&#8217;industria della moda e dell&#8217;artigianato made in Italy. Nel 1965 viene invitata da Giovan Battista Giorgini a presentare la propria collezione a Palazzo Pitti, occasione che le permetter\u00e0 di ottenere un successo sorprendente. L&#8217;anno dopo inaugura la sua prima boutique a Milano, in via Montenapoleone 2, che diventa presto ritrovo di artisti e intellettuali. Ed \u00e8 proprio questo uno dei tratti che rendono Mila Sch\u00f6n unica nel suo genere: la commistione fra arte e moda. Attenta al dibattito culturale e vicina ai maggiori esponenti dell&#8217;arte dell&#8217;epoca, riesce a portare la sperimentazione in sartoria senza per\u00f2 mai perdere di vista il proprio stile.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"309\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_milas22.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"309\" height=\"206\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Le sale della mostra <\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Anzi, le sue intuizioni e la sua sensibilit\u00e0 si accordano perfettamente con le direttrici stilistiche di artisti quali Fontana, Klimt, Vasarely, Calder e Noland, come testimonia l&#8217;esposizione della seconda sala.<br \/>\nL&#8217;abito, essenziale e scarno, \u00e8 pensato come la tela dell&#8217;artista, puro supporto per l&#8217;immagine. Un&#8217;immagine fatta di geometrie pure e rigorose costruzioni che prendono vita su tessuti preziosi e selezionatissimi. Non mancano per\u00f2 i particolari, ravvisabili nell&#8217;utilizzo di materiali ricercati che si innestano in maniera leggera, fluida su forme e colori caratterizzati da una semplicit\u00e0 austera e inconfondibile. Taglienti chevron, cerchi concentrici, , intrecci geometrici e bidimensionali, uniti a preziosi ricami fatti di pietre, paillettes e strass, sono i fili conduttori di quel minimalismo sofisticato, mai eccessivo, avulso dagli orpelli, che ha reso Mila un&#8217;artista eclettica e geniale.<\/p>\n<p>Altro aspetto interessante delle creazioni di questa grande stilista \u00e8 senz&#8217;altro la monocromia. \u00c8 stata infatti una delle prime ad utilizzare colori come il viola, il marrone, il ruggine, esaltando ed enfatizzando la linearit\u00e0 e il rigore della sagoma.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"308\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_milas15.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"205\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Bianca Gervasio a\/i &#8217;08-&#8217;09<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Testimonianza di questo carattere quasi &#8220;spaziale&#8221; delle forme \u00e8 stato l&#8217;inserimento di un suo abito nella mostra &#8220;Cubism and fashion&#8221; al Metropolitan di New York nel 1998-1999.<br \/>\nAlla precisione delle forme e delle linee si accompagna la perfezione dei disegni, sia stampati sia lavorati, che rientra perfettamente nella filosofia e nelle scelte di Mila Sch\u00f6n, promotrice e capofila di una nuova concezione dell&#8217;eleganza femminile. In un contesto come quello degli anni &#8217;60 e &#8217;70 in cui dominano la stravaganza, l&#8217;esagerazione e l&#8217;eccentricit\u00e0, lo stile della Sch\u00f6n si distingue per la sua austerit\u00e0, declinata attraverso abiti che diventano sinonimo di purezza, rigore e semplicit\u00e0. &#8220;L&#8217;eleganza \u00e8 l&#8217;opposto della stravaganza ed \u00e8 la personalit\u00e0 di uno stile&#8221;: frase d&#8217;apertura della mostra e manifesto di una filosofia sottostante a 50 anni di moda.<\/p>\n<p>Dal 1992 il marchio \u00e8 di propriet\u00e0 del gruppo giapponese Itochu che nel 2007 l&#8217;ha affidato a Brand Extension con il compito di rilanciarlo sul panorama internazionale della moda. A Bianca Gervasio, ventottenne nominata design director, l&#8217;arduo compito di continuare la storia del marchio con un&#8217;attenta riscoperta delle origini, nella consapevolezza che la formula inventata dalla signora Mila \u00e8 destinata a rimanere intramontabile e atemporale. Decisamente oltre la moda.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/527?pdf=527\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Courtesy Mila Sch\u00f6n p\/e &#8217;68<\/p>\n<p>Linee, colori, superfici. Questo il titolo della mostra che Milano dedica a Mila Sch\u00f6n, in occasione del 50\u00c2\u00b0 anniversario della nascita dell&#8217;atelier. 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