{"id":558,"date":"2008-09-27T01:54:40","date_gmt":"2008-09-26T23:54:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=558"},"modified":"2008-12-16T22:50:18","modified_gmt":"2008-12-16T20:50:18","slug":"memorie-veneziane-per-roberta-scarpa-pe-09","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/memorie-veneziane-per-roberta-scarpa-pe-09\/","title":{"rendered":"Memorie veneziane per Roberta Scarpa p\/e &#8217;09"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"general_text\"> <span class=\"summary\"><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"133\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/scarpa_2.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"133\" height=\"200\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">ph: Davide G. Porro<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Forse si pu\u00f2 leggere un riferimento agli anni sessanta. Quello che \u00e8 certo che qualsiasi riferimento in Roberta Scarpa \u00e8 osservato o meglio arricchito da una costante visione di Venezia. La citt\u00e0 con i suoi monumenti, ma anche con i suoi eventi di richiamo. Roberta Scarpa sceglie due linee diverse. L&#8217;abito corto \u00e8 leggermente a trapezio; l&#8217;abito lungo \u00e8 fluido e ricco di metri di tessuto leggero. La paletta dei colori gioca prevalentemente sul bianco e nero, bluette, rosso e su leggere fantasie <\/span><\/span><!--more--><span class=\"general_text\"><span class=\"article_text\"><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"213\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/scarpa_1.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"320\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">ph: Paul De Grauve<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Forse si pu\u00f2 leggere un riferimento agli anni sessanta. Quello che \u00e8 certo che qualsiasi riferimento in Roberta Scarpa \u00e8 osservato o meglio arricchito da una costante visione di Venezia. La citt\u00e0 con i suoi monumenti, ma anche con i suoi eventi di richiamo.<\/p>\n<p>Il Lido e il Festival del Cinema -la collezione prende l nome di Lid&#8217;O- sembrerebbero il filo conduttore nella scelta del target di clientela per cui creare la collezione e dei capi di cui comporla. Abiti adatti a donne che possono frequentare gli eventi del Lido. Quindi una femminilit\u00e0 audace che usa trasparenze e ampie e profonde scollature tanto per l&#8217;abito corto, da passeggiata al mattino o da pomeriggio, che per l&#8217;abito lungo da sera.<\/p>\n<p>La O \u00e8 un segno che si ripete nella forma delle borse, dal manico appunto ad O decorato con pietre mosaico. E&#8217; negli orecchini a Chandelier -tanti anelli di grandezza diversa- in metallo riproposti costantemente con tutte le mise, quasi a fare da fil rouge ad una collezione che per altro \u00e8 molto definita ed omogenea. Il segno O lo ritroviamo anche nelle stampe, o meglio nelle trame di tessuti e merletti di molti capi, corti o lunghi, bianchi e neri; nelle scollature ad O che lasciano scoperte le spalle fin oltre il punto vita .<\/p>\n<p>Roberta Scarpa sceglie due linee diverse. L&#8217;abito corto \u00e8 leggermente a trapezio, senza cintura quindi; a volte con vita alta per fare stile impero, o con cintura sottile, un laccio bluette o rosso, in tinta con le scarpe anche esse blu o rosse, per sottolineare il punto vita e per staccare il bianco o il nero del vestito, o le spente fantasie.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"213\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/scarpa_3.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"320\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">ph: Davide G. Porro<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"213\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/scarpa_5_001.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"320\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">ph: Paul De Grauve<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"213\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/scarpa_9.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"320\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">ph: Davide G. Porro<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>I capispalla sono spolverini a volte leggerissimi, trasparenti in organza, con colli importanti; giacche corte con pieghe dietro stirate piatte; minuscoli copri spalle arricciate con nastrini, in pelle scamosciata o in tessuto. Altre volte sono pi\u00f9 importanti con una linea trapezio e sfondo piega al centro dietro.<\/p>\n<p>L&#8217;abito lungo \u00e8 fluido e ricco di metri di tessuto leggero. Il movimento \u00e8 accentuato dalla vita alta segnata sotto il seno, oltre che dai tessuti, dalle balze, dai drappeggi.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"213\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/scarpa_7.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"320\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">ph: Davide G. Porro<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"213\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/scarpa_6.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"320\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">ph: Davide G. Porro<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Una sola spallina fatta di roselline regge tanto l&#8217;abito corto che quello lungo. Un richiamo alla O \u00e8 ottenuto con una scollatura asimmetrica, che copre una spalla e l&#8217;omero, mentre lascia scoperte l&#8217;altra spalla e il braccio.<\/p>\n<p>Tra i colori prevalgono il bianco e il nero,le tinte tenue; un bel bluette, il rosso e le fantasie pastello per gli abiti da sera.<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"article_text\">\u00a9 Copyright 2004-2008 di Associazione<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/558?pdf=558\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse si pu\u00f2 leggere un riferimento agli anni sessanta. Quello che \u00e8 certo che qualsiasi riferimento in Roberta Scarpa \u00e8 osservato o meglio arricchito da una costante visione di Venezia. La citt\u00a0 con i suoi monumenti, ma anche con i suoi eventi di richiamo. Roberta Scarpa sceglie due linee diverse. L&#8217;abito corto \u00e8 leggermente a trapezio; l&#8217;abito lungo \u00e8 fluido e ricco di metri di tessuto leggero. 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