{"id":6511,"date":"2009-06-18T12:37:30","date_gmt":"2009-06-18T10:37:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=6511"},"modified":"2009-06-18T23:17:22","modified_gmt":"2009-06-18T21:17:22","slug":"questa-moda-e-uno-spettacolo-o-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/questa-moda-e-uno-spettacolo-o-no\/","title":{"rendered":"Questa moda \u00e8 uno spettacolo. O No?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6516\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6516\" class=\"size-full wp-image-6516\" title=\"u76a\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/u76a.jpg\" alt=\"Pitti Uomo\" width=\"140\" height=\"105\" \/><p id=\"caption-attachment-6516\" class=\"wp-caption-text\">Pitti Uomo<\/p><\/div>\n<p>Come pani e pesci di evangelica memoria, si vanno moltiplicando gli eventi nel settore moda, all&#8217;insegna del &#8220;di tutto, di pi\u00f9&#8221;, alla ricerca spasmodica dell&#8217;alta emozionalit\u00e0, visibilit\u00e0, attrattivit\u00e0. Il timore \u00e8 che accada come in quei talk show dove tutti parlano (talvolta urlano) sovrapponendo le voci, cos\u00ec che non si distinguono pi\u00f9 le idee dei singoli partecipanti e, in sostanza, non si capisce pi\u00f9 nulla. Nella moda, parimenti, a furia di cambiare canale, ci si sta sintonizzando su una sorta di rumore di fondo, finch\u00e9 emerge il boato di un nuovo speaker che si sforza di gridare pi\u00f9 forte, assomigliando all&#8217;angosciato omino di Munch.<!--more--><\/p>\n<div id=\"attachment_6513\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6513\" class=\"size-full wp-image-6513\" title=\"logo-milano-moda-uomo\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/logo-milano-moda-uomo.jpg\" alt=\"Milano Moda Uomo\" width=\"150\" height=\"131\" \/><p id=\"caption-attachment-6513\" class=\"wp-caption-text\">Milano Moda Uomo<\/p><\/div>\n<p>Sembra quasi che taluni abbiano paura della civile conversazione, di un vero confronto con se stessi e col mondo, illusi che per uscire dalla crisi basti apparire, farsi un peeling epidermico, anzich\u00e9 ripensare la propria missione e le proprie strategie.<\/p>\n<p>Gli eventi prolificano &#8211; replicher\u00e0 qualcuno &#8211; per consentire alle imprese di mostrare, promuovere, comunicare al business, al barnum mediatico, ai consumatori, i propri prodotti e valori, per sviluppare concrete opportunit\u00e0 di business.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, ma sono troppi ormai quanti ritengono che, per essere innovativi e trendy agli occhi dei propri pubblici, sia sufficiente qualche anglicismo nel nome della manifestazione, che magari nella sua essenza si presenta come la solita minestra (a proposito dell&#8217;eccesso e sovente dell&#8217;incongruenza dei termini inglesi, mi si lasci ricordare per inciso che essi dovrebbero promuovere l&#8217;idea del <em>made in Italy<\/em>!).<\/p>\n<p>Non si intende qui negare o meramente porre in dubbio l&#8217;importanza degli eventi come strumenti di comunicazione dai molti vantaggi per la moda italiana; si vuole solo osservare come sempre pi\u00f9 frequentemente questi strumenti (di marketing, in senso tecnico) proliferino indifferenziati, senza personalit\u00e0, risolvendosi in operazioni di pura immagine di cui non rimane neppure l&#8217;eco. L&#8217;aspetto pi\u00f9 serio, tuttavia, \u00e8 che peccano di troppa autoreferenzialit\u00e0 e finiscono per comunicare poco (o poco di pi\u00f9 di quanto non farebbero se non esistessero affatto), soprattutto perch\u00e9 non appaiono inseriti in una chiara e coordinata strategia, dando cos\u00ec l&#8217;impressione della occasionalit\u00e0 (persino quando acquisiscono il blasone della periodicit\u00e0 perpetua). Non parliamo poi dell&#8217;investimento finanziario che comportano (oltretutto in tempi di vacche magre), nonch\u00e9 dell&#8217;impegno temporale ed energetico (a volte veri e propri tour-de-force) a cui costringono gli addetti ai lavori, forzati a peregrinare da un luogo all&#8217;altro, in &#8220;citt\u00e0 della moda&#8221; che con i loro servizi inefficienti sembrano pi\u00f9 ostacolare che favorire chi la moda la &#8220;fa&#8221; davvero.<\/p>\n<div id=\"attachment_6512\" style=\"width: 154px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6512\" class=\"size-full wp-image-6512\" title=\"logo-altaroma\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/logo-altaroma.jpg\" alt=\"AltaRoma\" width=\"144\" height=\"183\" \/><p id=\"caption-attachment-6512\" class=\"wp-caption-text\">AltaRoma<\/p><\/div>\n<p>Fatto grave \u00e8 se il pullulare degli eventi cela il timore di aziende ed enti del sistema moda di guardarsi allo specchio e fare i conti con se stessi, oggi che siamo arrivati al <em>redde rationem<\/em> per molti. Forse \u00e8 pi\u00f9 facile tuffarsi nella frenesia mondana della manifestazione di nuovo conio che fissare la medusa dei propri problemi.<\/p>\n<p>In generale, mi sembra giunto il momento di impostare daccapo, coscientemente, la filosofia dello show, che comunque resta il pi\u00f9 antico sistema inventato dall&#8217;uomo per trasmettere messaggi (non era lo stesso Shakespeare a scrivere che &#8220;il mondo \u00e8 uno spettacolo&#8221;? E, d&#8217;altro canto, la divina Marilyn cantava: &#8220;There is no business like show business&#8221;). Mi chiedo: possibile che noi Italiani, cos\u00ec pieni di fantasia, competenze, conoscenze, buon gusto, non sappiamo far di meglio che inventare nuovi eventi dai nomi mutuati d&#8217;oltremanica per uscire dal tunnel della recessione?<\/p>\n<p>Chiss\u00e0, forse questo \u00e8 il <em>mainstream<\/em> contemporaneo del nostro Paese, dove persino l&#8217;informazione e finanche la politica si avvicinano asintoticamente allo show&#8230;<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che molti attori del sistema moda rischiano, oltre che di farsi del male in termini strategici individuali, di minare le fondamenta stesse del mito dell&#8217;<em>Italian Fashion<\/em>, che non si edifica n\u00e9 corrobora semplicemente affiancandogli degli eventi. Per concludere con un aneddoto esemplare, citer\u00f2 la sublime Coco Chanel la quale, a chi tentava di accostare alla Monroe l&#8217;insipida Catherine Deneuve, rispondeva: &#8220;Non si distrugge un mito mettendole di fronte una donna&#8221;. Appunto.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6511?pdf=6511\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come pani e pesci di evangelica memoria, si vanno moltiplicando gli eventi nel settore moda, all&#8217;insegna del &#8220;di tutto, di pi\u00f9&#8221;, alla ricerca spasmodica dell&#8217;alta emozionalit\u00e0, visibilit\u00e0, attrattivit\u00e0. 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