{"id":68,"date":"2008-09-08T21:54:08","date_gmt":"2008-09-08T19:54:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=68"},"modified":"2010-02-13T13:44:59","modified_gmt":"2010-02-13T11:44:59","slug":"cosa-comunicano-i-brand-di-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/cosa-comunicano-i-brand-di-moda\/","title":{"rendered":"Cosa comunicano i brand di moda?"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"168\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_39_730.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"172\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Presentazione del testo courtesy AltaRoma<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo<span class=\"general_text\"><span class=\"article_text\"> si potrebbe definire un manuale di studio.<br \/>\nIl titolo <strong>&#8220;Filosofia dei Linguaggi della Moda&#8221;<\/strong> fa pensare ad uno studio teorico e potrebbe scoraggiare i pi\u00f9 arditi pronti ad affrontare un volume di 800 pagine e dalle molte fotografie. Si tratta invece di un rapporto di ricerca, &#8211;<em>rapporto di analisi<\/em> secondo i curatori del testo-, successivo all&#8217; applicazione del metodo <strong>SOFIA<\/strong> alla comunicazione di 100 brand internazionali di moda. La metodologia in questione &#8211; <em>Semantic Open Framework Interpretative Analysis (SOFIA)<\/em>&#8211; \u00e8 stata elaborata dalla societ\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.morriscasini.com\/index.php?id=85\" target=\"_blank\">Morris, Casini &amp; Partners<\/a> con l&#8217;ausilio di esperti di varie discipline.<\/span><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\" width=\"218\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" style=\"border: black 1px solid;\" src=\"\/rivista\/artman\/uploads\/copia__di_39_729.jpg\" border=\"1\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"251\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span class=\"image_caption\">Presentazione del testo courtesy AltaRoma<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presentato a Roma durante AltaRomAltaModa del luglio scorso, il testo si qualifica come un ottimo strumento di lavoro per utenti con finalit\u00e0 diverse. Un approfondimento per chi si occupa delle campagne pubblicitarie, non solo dei brand citati, ma chiunque voglia affrontare una campagna pubblicitaria nel campo dell&#8217;abbigliamento; per il fotografo che nei suoi scatti sintetizza concetti e suggestioni, tutto un linguaggio di comunicazione del quale spesso i protagonisti -stilisti, addetti alla comunicazione, fotografi stessi- non sembrano coscienti; per chi fa giornalismo di moda e vuole imparare a leggere le campagne pubblicitarie non solo partendo dalla sua intuizione, ma con qualche strumento scientifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dubbio il titolo pone domande sul contenuto del testo.<br \/>\nSe \u00e8 un dato di fatto che possiamo studiare la Filosofia del linguaggio, non \u00e8 invece scienza acquisita la Filosofia della moda. Ci si chiede come l&#8217;effimero (la moda) possa essere annoverata nella scienza che cerca l&#8217;universale e si interroga sull&#8217;oggetto in studio. La moda \u00e8 un fenomeno culturale o meglio un pezzo tra le infinite tessere che compongono il quadro culturale delle epoche storiche e quindi della nostra attuale; \u00e8 fenomeno che tocca da vicino l&#8217;uomo, quindi ha molto da spartire con l&#8217;antropologia. Dice Lars Fr. H. Svendsen, giovane filosofo norvegese, nel testo &#8211; dal titolo preciso &#8220;Filosofia della Moda&#8221; (<a href=\"\/rivista\/artman\/publish\/www.imore.it\/artman\/publish\/article_296.shtml\" target=\"_blank\">cfr. articolo su Imore<\/a>), ampliamente citato nell&#8217;introduzione del volume che stiamo esaminando e a giustificazione di un tentativo di approccio filosofico alla moda: <em>&#8220;Se la filosofia \u00e8 la disciplina che aiuta a comprendere se stessi, e se la comprensione del concetto di moda pu\u00f2 contribuire alla conoscenza di noi stessi e dei nostri comportamenti, allora la moda merita di <span style=\"text-decoration: underline;\">essere presa in seria considerazione quale oggetto di indagine filosofica<\/span><\/em>&#8220;. Messo in chiaro quale pu\u00f2 essere l&#8217;approccio filosofico alla moda, -cio\u00e8 il fatto che la moda pu\u00f2 contribuire a comprendere la specifica visione antropologica di un concreto momento culturale-, vediamo come possiamo giustificare un approccio filosofico ai linguaggi della moda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sembra doveroso a questo punto avvisare il lettore\/studioso che, se vuole comprendere le osservazioni che successivamente vengono elaborate per le campagne pubblicitarie esaminate, non pu\u00f2 prescindere dalla lettura attenta dell&#8217;introduzione. La materia non \u00e8 semplice perch\u00e9 i nostri ricercatori prima, e autori dopo, hanno fatto ricorso a molte scienze: filosofia del linguaggio, e analisi del linguaggio e della comunicazione, per leggere e scomporre il messaggio rappresentato; sociologia e antropologia per elaborare una lettura -intellettura- filosofico\/antropologia delle immagini; marketing, come sfondo pratico di un discorso, per s\u00e8 teorico, che possa aiutare gli addetti alla comunicazione di moda a determinare i messaggi realmente percepiti dall&#8217;osservatore-acquirente-fruitore del prodotto moda, rispetto al messaggio che il team addetto alla comunicazione pensava di veicolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo parte da dati assodati -la moda, il vestito come comunicazione e come linguaggio-, per approdare al fatto, anche esso assodato da tempo, che l&#8217;immagine pubblicitaria utilizzata dai brand \u00e8 un linguaggio comunicativo nel quale \u00e8 possibile leggere un messaggio, una concezione antropologica di uomo o donna, una idea, uno stile di vita, un aspetto della cultura del momento. Riprendendo il filo di quanto detto sopra a proposito della possibilit\u00e0 di elaborare una &#8220;filosofia dei linguaggi della moda&#8221;, apprezziamo il fatto che nel titolo si parli di linguaggi e non di linguaggio che avrebbe indicato un discorso univoco impossibile all&#8217;interno del tema della moda. Il linguaggio della moda \u00e8 linguaggio suggestivo, comunica sensazioni, emozioni, suggestioni, in quanto \u00e8 in grado di caricare di senso un oggetto che ne \u00e8 privo, assegnandogli un significato che prima non possedeva e che pu\u00f2 mutare a seconda del clima culturale. Basti pensare al passaggio che si opera nel momento in cui in cui una borsa &#8220;qualsiasi&#8221; dovesse essere arricchita dall&#8217;ideogramma di YSL o di LV; o al diverso significato che il jeans ha acquisito nella sua lunga storia. Il valore simbolico ed economico del pezzo cambia e sale alle stelle al di l\u00e0 del valore oggettivo, per esempio per il jeans. Ripetiamo quindi anche per i &#8220;linguaggi della moda&#8221;, che l&#8217; approccio filosofico pu\u00f2 essere giustificato solo per il contenuto antropologico e culturale che esprimono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli autori del metodo <strong>SOFIA<\/strong>, per poter esprimere con coerenza e una certa uniformit\u00e0, i messaggi contenuti nelle immagini esaminate, hanno cercato di individuare, nel linguaggio della comunicazione di moda, dei tratti semantici semplici gi\u00e0 portatori di significato: ad esempio <strong>comodo, cool, funky, eccentrico, femminile, fashion, seducente, tecnologico, volgare, raffinato, rioroso<\/strong>, ecc. Questi elementi sono stati raggruppati in 7 <em>&#8220;famiglie semantiche&#8221;<\/em>. Pur riconoscendo il valore di questo primo lavoro fatto, per quanto riguarda la denominazione e i raggruppamenti non siamo del tutto concordi. Ad esempio la famiglia semantica <em>&#8220;creativit\u00e0&#8221;<\/em> contiene termini come <strong>etnico, innovativo, surreale o tribale<\/strong> dal contenuto semantico molto vario; oppure <em>&#8220;trasgressione&#8221;<\/em> spazia da <strong>noioso a scabroso<\/strong>. Nel momento in cui trasgressione viene assegnata ad una immagine non \u00e8 dato sapere a quale tratto semantico ci si sta riferendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo esamina 100 brand internazionali. Riporta per ognuno una breve storia dell&#8217;azienda, esamina la tipologia del prodotto e il target e ci\u00f2 \u00e8 molto prezioso. In fine analizza &#8211; con l&#8217;ausilio di foto- per ognuna delle aziende esaminate, l&#8217;ultima campagna pubblicitaria , ponendola in raffronto con precedenti. Vengono quindi applicate le famiglie semantiche ed esaminato il contenuto ideologico della campagna facendo quella che gli autori chiamano intellettura, una lettura dei messaggi culturali e antropologici contenuti nella comunicazione. E&#8217; questa la parte pi\u00f9 significativa ed interessante, in grado di fornire una metodologia di esame e di lettura di immagini fotografiche non da parte di chi le crea, ma di chi le osserva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune osservazioni negative sul testo.<br \/>\nIn alcuni casi il lettore pu\u00f2 esprimere una non conformit\u00e0 con lo scritto o addirittura una difficolt\u00e0 ad individuare nell&#8217;immagine ci\u00f2 che \u00e8 descritto, ad esempio per alcune espressioni relative a Alberta Ferretti. Ma questo \u00e8 nella natura dell&#8217;oggetto in studio.<br \/>\nAltre volte, per esempio Dolce e Gabbana, parrebbe che la descrizione non si riferisce alle immagini riportate e di fatto potrebbe esserci stata una svista dell&#8217;editore nella scelta delle foto o nel tagliarle, che non permette di visualizzare ci\u00f2 che viene detto.<br \/>\nNotiamo qualche altra piccola imprecisione di stampa o ripetizione che fanno pensare a un po&#8217; di fretta per mettere a disposizione il testo nell&#8217;occasione dell&#8217;evento romano di luglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel complesso per\u00f2 il giudizio \u00e8 positivo.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68?pdf=68\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione del testo courtesy AltaRoma Lo si potrebbe definire un manuale di studio. 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