{"id":7090,"date":"2009-07-08T12:25:11","date_gmt":"2009-07-08T10:25:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=7090"},"modified":"2017-01-08T16:09:07","modified_gmt":"2017-01-08T14:09:07","slug":"cera-una-volta-larte-nella-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/cera-una-volta-larte-nella-moda\/","title":{"rendered":"C&#8217;era una volta l&#8217;arte nella moda"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7091\" style=\"width: 190px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7091\" class=\"size-medium wp-image-7091\" title=\"pierre-cardin-da-all-posters\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/pierre-cardin-da-all-posters-300x300.jpg\" alt=\"pierre-cardin-da-all-posters\" width=\"180\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/pierre-cardin-da-all-posters-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/pierre-cardin-da-all-posters-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/pierre-cardin-da-all-posters.jpg 400w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/pierre-cardin-da-all-posters-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><p id=\"caption-attachment-7091\" class=\"wp-caption-text\">Pierre Cardin ph sconosciuto<\/p><\/div>\n<p>Arte e moda, due aree di creativit\u00e0 a lungo pi\u00f9 parallele che convergenti, si trovarono ad operare su un terreno comune a partire dagli anni &#8217;60, allorch\u00e9 certi stilisti intrapresero la ricerca di un linguaggio pi\u00f9 libero e meno convenzionale e, nel contempo, alcuni artisti cercarono di avvicinarsi maggiormente alla vita, con forme espressive quali la body art o la performance.<!--more--><\/p>\n<p>Da questo confronto dialettico, giocato sulla contaminazione tra cultura alta e pop, centrato sulla forza del simbolo, sui valori dell&#8217;effimero e sulla spettacolarizzazione del corpo, uscirono le opere di artisti e designer come Andy Warhol, Christo, Cindy Sherman, Claes Oldenburg, Keith Haring e Gianni Colombo, solo per citare qualche nome.<\/p>\n<div id=\"attachment_7096\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7096\" class=\"size-thumbnail wp-image-7096\" title=\"ysl-19651\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/ysl-19651-150x150.jpg\" alt=\"ysl-19651\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/ysl-19651-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/ysl-19651-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><p id=\"caption-attachment-7096\" class=\"wp-caption-text\">Yves Saint Laurent ph sconosciuto<\/p><\/div>\n<p>Sul fronte degli stilisti, i pi\u00f9 &#8220;dialoganti&#8221; con gli abiti furono senz&#8217;altro i giovani Pierre Cardin, Courr\u00e8ges, Paco Rabanne e Castelbajac, impegnati a ricercare nuovi materiali e spazialit\u00e0. Ad aprire le danze, tuttavia, fu il pioniere (in molti campi) Warhol, che, nel 1961, espose alcune modelle davanti a dei <em>collage<\/em> di fumetti nei grandi magazzini Bonwit Teller, suggerendo questo come l&#8217;<em>American way of life<\/em>.<\/p>\n<p>Jime Dine, invece, incoll\u00f2 una scarpa da tennis malandata sulla tela, mentre Saint Laurent fuse arte e moda nelle sue grandiose creazioni ispirate a Piet Mondrian, Jackson Pollock e Pablo Picasso, in sostanza liberandosi dal conformismo del &#8220;belvestire&#8221; ed introducendo dotti elementi d&#8217;avanguardia, per fare del corpo lo strumento con cui mettere in scena oggetti non solo di moda, ma di cultura tout court, destinati a sfociare successivamente nella serialit\u00e0 del <em>pr\u00eat-\u00e0-porter<\/em> e salvare, cos\u00ec, la moda dalla corruzione dei costumi.<\/p>\n<div id=\"attachment_7092\" style=\"width: 190px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7092\" class=\"size-medium wp-image-7092 \" title=\"vivienne_westwood\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/vivienne_westwood-300x188.jpg\" alt=\"vivienne_westwood\" width=\"180\" height=\"113\" \/><p id=\"caption-attachment-7092\" class=\"wp-caption-text\">Vivienne Westwood ph sconosciuto<\/p><\/div>\n<p>Negli anni &#8217;70 \u00e8 la tendenza punk a dominare, trasformando il corpo nella sede di sperimentazioni estetiche che rasentano la tortura, con tatuaggi, ferite, tinture, lacci, aghi e spilloni nella carne, in una sorta di riscoperta dell&#8217;antropologia barbarica. A conciliare tribalismo e stile ci pens\u00f2 in seguito Vivienne Westwood, che accanto allo <em>street style<\/em> impose un recupero della tradizione e della tecnica, anche collaborando con l&#8217;artista Keith Haring.<\/p>\n<p>\u00c8 nei ruggenti anni &#8217;80, per\u00f2, che si raggiunge la massima simbiosi tra arte e moda, grazie soprattutto al debutto nell&#8217;<em>haute couture <\/em>dei tre nipponici Issey Miyake, Yohji Yamamoto e Rei Kawakubo, che, con l&#8217;artista Yves Klein, danno vita ad una rappresentazione pauperistica della caducit\u00e0 e del nulla, mandando in passerella abiti monacali, paramilitari, incompleti, astratti, che evocano atmosfere metropolitane dalle luci abbaglianti.<\/p>\n<p>Couturier o artisti essi stessi? Non \u00e8 facile definirli, perch\u00e9 il sentiero concettuale percorso ne fa degli ibridi par excellence, consci delle trasformazioni della societ\u00e0 contemporanea, ma nello stesso tempo visionari sognatori.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<div id=\"attachment_7099\" style=\"width: 122px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7099\" class=\"size-full wp-image-7099\" title=\"miyake\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/miyake.bmp\" alt=\"miyake\" width=\"112\" height=\"179\" \/><p id=\"caption-attachment-7099\" class=\"wp-caption-text\">Miyake ph sconosciuto<\/p><\/div>\n<p>Oggi, forse, nella moda si avverte un po&#8217; la mancanza di un percorso mentale che procede creativamente dall&#8217;arte e viceversa (quanto l&#8217;arte pu\u00f2 ancora attingere dalla moda?). Ci si domanda se sia l&#8217;una o l&#8217;altra ad ispirare in misura tanto blanda, ovvero ad aver cos\u00ec poco da dire.<\/p>\n<p>E pensare, per altri versi, che lo scrittore inglese Evelyn Waugh nel suo libro di viaggio <em>Etichette<\/em> (1930) insisteva proprio sulla capacit\u00e0 della moda di sollecitare la creativit\u00e0 artistica, nella fattispecie letteraria. Scriveva, ad esempio, a proposito delle sfilate parigine: &#8220;Le sfilate di moda, fenomeno moderno e commercializzato, mi sembrano la cosa di gran lunga pi\u00f9 interessante. Dietro l&#8217;industria della confezione di abiti femminili esiste un mondo imperscrutabile, di cui si coglie a volte un allettante riflesso o barlume, e che sembra promettere a chi abbia la fortuna di penetrare in quella societ\u00e0 chiusa un ricco e quasi vergine terreno letterario. L&#8217;alta diplomazia dei <em>couturiers<\/em>; lo spionaggio delle <em>copistes<\/em>; le perfide mogli di senatori che intrufolano le loro ancelle tra le indossatrici; i segreti, gli intrighi, i tradimenti degli atelier; le semplici vite private di <em>mannequin<\/em> e <em>vendeuses<\/em>; il genio che in una soffitta concepisce abiti che non vedr\u00e0 mai per donne bellissime che mai incontrer\u00e0; il grande disegnatore che ruba le sue idee; la vita del vestito via via foggiato e modificato e arricchito dall&#8217;impatto di ciascuna personalit\u00e0 per la cui mente gli avviene di passare; il suo finale emergere nella realt\u00e0: quale universo da saccheggiare! Uno dei problemi acuti dell&#8217;autore d&#8217;oggi \u00e8 trovare qualche aspetto dell&#8217;organizzazione sociale su cui buttar gi\u00f9 le sue settantamila parole senza plagio manifesto&#8230; Perch\u00e9 non un romanzo dove protagonista \u00e8 la veste, invece di chi la indossa?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7090?pdf=7090\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arte e moda, due aree di creativit\u00e0 a lungo pi\u00f9 parallele che convergenti, si trovarono ad operare su un terreno comune a partire dagli anni &#8217;60, allorch\u00e9 certi stilisti intrapresero la ricerca di un linguaggio pi\u00f9 libero e meno convenzionale e, nel contempo, alcuni artisti cercarono di avvicinarsi maggiormente alla vita, con forme espressive quali&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,23],"tags":[889,157,258,347,128,683,891,890,892],"class_list":["post-7090","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-cultura-di-moda","tag-arte","tag-bellezza","tag-eleganza","tag-femminilita","tag-moda","tag-moda-e-arte","tag-paco-rabanne","tag-pierre-cardin","tag-saint-laurent"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7090"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7090"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7090\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37070,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7090\/revisions\/37070"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}