{"id":9467,"date":"2009-10-12T14:44:40","date_gmt":"2009-10-12T12:44:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=9467"},"modified":"2017-04-30T18:52:34","modified_gmt":"2017-04-30T16:52:34","slug":"odio-la-moda-ho-cambiato-idea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/odio-la-moda-ho-cambiato-idea\/","title":{"rendered":"Odio la moda&#8230;..Ho cambiato idea!"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9473\" style=\"width: 163px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9473\" class=\"size-medium wp-image-9473 \" title=\"Women's SS10_look 32 Low\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Womens-SS10_look-32-Low-213x300.jpg\" alt=\"Bottega Veneta P\/E '10\" width=\"153\" height=\"216\" \/><p id=\"caption-attachment-9473\" class=\"wp-caption-text\">Bottega Veneta P\/E &#8217;10<\/p><\/div>\n<p>Ricordate la Francesca Neri di un famoso spot di gioielli di qualche tempo fa, quando affermava una cosa e, subito dopo, la negava, sostenendo che aveva cambiato idea?<\/p>\n<p>Ebbene, qui a brillare per incoerenza e contraddizione sono io. Ma forse ho gi\u00e0 cambiato idea anche su ci\u00f2.<\/p>\n<p>Lo ammetto: occupandomi di moda e lusso per lavoro, sono talvolta tentata di mollare tutto e dedicarmi ad altro (e quanto &#8220;altro&#8221;, ahim\u00e8, accade nel mondo!), convenendo per un attimo con quanti, abbagliati da tanto<em> glamour<\/em>, ritengono che in fondo si tratti solo di espressioni effimere, superflue, voluttuarie, fatue, elitarie, insomma evocative della biblica <em>vanitas vanitatum<\/em>. Per fortuna, la mal\u00eca tentatrice di questa &#8220;pulce nell&#8217;orecchio&#8221; dura poco e presto risorge l&#8217;entusiasmo per il <em>fashion system<\/em>, a cui rinnovo la promessa di fedelt\u00e0 nella buona e nella cattiva sorte.<!--more--><\/p>\n<p>A riaccendere la scintilla non sono, in effetti, solo considerazioni razionali (<em>in primis<\/em> quella, tanto prosaica quanto ineludibile, delle migliaia di persone che operano e vivono di tale business), ma pure questioni di &#8220;intelligenza emotiva&#8221; (siamo sicuri che non ci sia pi\u00f9 logica nel cuore che nel cervello, a ben vedere?), ovvero la consapevolezza che nella nostra moda &#8211; o meglio, negli oggetti tangibili in cui la nostra moda si incarna &#8211; \u00e8 rinchiuso il nostro passato e, quindi, la premessa\/promessa del nostro futuro. Viene in mente la celebre tazza di t\u00e8 in cui Proust inzuppava la sua <em>madeleine<\/em>, da cui poi \u00e8 scaturita l&#8217;eroica <em>Recerche du temps perdu<\/em> dove, per usare le parole dell&#8217;autore stesso, &#8220;come in quel gioco in cui i giapponesi si divertono ad immergere in una catinella di porcellana riempita d&#8217;acqua dei pezzettini di carta fino a quel momento indistinti, i quali, appena si distendono, prendono contorno, si colorano, si differenziano, diventano dei fiori, delle case, dei personaggi consistenti e riconoscibili, cos\u00ec ora tutti i fiori del nostro giardino e quelli del parco di Swann e le ninfee della Vivonne, e la buona gente del villaggio e le loro casette e la chiesa e tutta Combray e i suoi dintorni, tutto quello che prende forma e solidit\u00e0, \u00e8 uscito, citt\u00e0 e giardini, dalla mia tazza di t\u00e8&#8221;.<\/p>\n<div id=\"attachment_9469\" style=\"width: 202px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9469\" class=\"size-medium wp-image-9469 \" title=\"Women's SS10_look 01 Low\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Womens-SS10_look-01-Low-213x300.jpg\" alt=\"Bottega Veneta P\/E '10\" width=\"192\" height=\"270\" \/><p id=\"caption-attachment-9469\" class=\"wp-caption-text\">Bottega Veneta P\/E &#8217;10<\/p><\/div>\n<p>Dal mio infuso, <em>si parva licet<\/em>, affiora invece un mosaico di abiti, scarpe, gioielli, accessori, pezzi di design, volti di stilisti e modelle, che ragione e sentimento insieme percepiscono come un tutto armonico, secondo un codice interiore scevro di limiti spazio-temporali.<\/p>\n<p>Da questa tazza, in definitiva, emerge il nostro passato migliore che, lungi dall&#8217;essere o anche solo dall&#8217;apparire frivolo, superficiale e caduco, si oggettiva nella &#8220;roccia&#8221; della qualit\u00e0, della creativit\u00e0, dell&#8217;intraprendenza, del coraggio, dell&#8217;etica del lavoro, dell&#8217;eleganza dei modi (oltre che delle mode), valori che sempre si sono nutriti di cultura ed apprendimento continuo, tensione incessante all&#8217;eccellenza ed alla bellezza.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, la bellezza. E&#8217; questa, in fondo, il motore di tutto, che infonde passione e fa volare alta la volont\u00e0, nonch\u00e9 i sogni, le ambizioni, i traguardi. E&#8217; il bisogno insopprimibile di bellezza, che il buon Maslow avrebbe dovuto inserire nella sua piramide dei bisogni primari, ad innescare e conclamare il <em>concept<\/em> della moda con tutti i suoi epifenomeni.<\/p>\n<p>Chiediamoci: cos&#8217;\u00e8 la bellezza, se non l&#8217;esigenza inalienabile di qualcosa che dia senso al nostro transitorio vagare nel mondo? In ottica cristiana, ci si potrebbe anche domandare, senza tema di empiet\u00e0: che cos&#8217;\u00e8 questa bellezza se non l&#8217;espressione visibile del bene pi\u00f9 alto, cio\u00e8 di Dio? E che cos&#8217;\u00e8 il bene se non la condizione metafisica della bellezza, come affermava il Papa Magno Giovanni Paolo II?<\/p>\n<p>La moda, dunque, in questa prospettiva, \u00e8 anche un luogo dell&#8217;anima, in cui si pu\u00f2 trovare diletto, stimoli vivificanti, aspirazione alla sublimit\u00e0 perfetta che riflette sommi ideali e che trascende il &#8220;velo di Maja&#8221;.<\/p>\n<p>Certo, molto dipende anche da noi &#8220;addetti ai lavori&#8221;: alla luce di una nuova consapevolezza, partecipando in modo pi\u00f9 responsabile, proattivo, alle &#8220;liturgie&#8221; della moda, senza subirne passivamente i &#8220;vizi&#8221; o tollerarne i &#8220;peccati&#8221; per quieto vivere e connivenza (turandoci il naso tra fetori di cinismo e degenerazioini di ogni sorta), dovremmo tutti cessare di considerarla una mera &#8220;macchina da soldi&#8221; o, all&#8217;opposto, un monumento da onorare solo a scadenze comandate, una conchiglia incantevole eppure vuota, di cui non si sa pi\u00f9 nemmeno perch\u00e8 piace.<\/p>\n<p>Vivendola e raccontandola con la coscienza delle sue radici e delle sue prospettive,\u00a0 del substrato morale cui cui poggia (o dovrebbe poggiare) e delle sue &#8220;promesse di felicit\u00e0&#8221;, la capiremo meglio e la rispetteremo di pi\u00f9, la ameremo doppiamente e, soprattutto, la aiuteremo a progredire davvero (stima e autostima sono contagiose!).<\/p>\n<p>Come Proust, avremo infine il nostro <em>Temps retrouv\u00e9<\/em>, intuendo fino in fondo perch\u00e8 ci \u00e8 assolutamente necessario quel che appare vano e vacuo.<\/p>\n<p>Parola mia&#8230; e stavolta non cambier\u00f2 idea.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9467?pdf=9467\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricordate la Francesca Neri di un famoso spot di gioielli di qualche tempo fa, quando affermava una cosa e, subito dopo, la negava, sostenendo che aveva cambiato idea? 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