{"id":9618,"date":"2009-10-26T17:38:35","date_gmt":"2009-10-26T15:38:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/?p=9618"},"modified":"2017-04-30T18:55:37","modified_gmt":"2017-04-30T16:55:37","slug":"sotto-il-vestito-lo-stile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/sotto-il-vestito-lo-stile\/","title":{"rendered":"Sotto il vestito lo stile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-9627\" title=\"london_fashion_week_logo\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/london_fashion_week_logo-150x150.jpg\" alt=\"london_fashion_week_logo\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/london_fashion_week_logo-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/london_fashion_week_logo-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/london_fashion_week_logo.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Tra Parigi, Milano e New York, \u00e8 Londra la capitale della moda che pi\u00f9 di tutte in questo momento sembra vitale: una fucina di giovani talenti che sciolgono idee cristallizzate e restituiscono il respiro al mercato, con coraggio e tanta voglia di esprimersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene s\u00ec, diciamolo: mentre Parigi, forse un po&#8217; incerta, sceglie di restare ancorata al suo clich\u00e8 di cornice barocca e scenografica per una moda da teatro, che indossa costumi al posto degli abiti, la nostra Milano, cos\u00ec come New York, appare pi\u00f9 sobria e pragmatica, continuando per\u00f2 a declinare lo stesso<em> concept<\/em> creativo, replicando <em>sine die <\/em>le solite idee e rendendo asettica la memoria, senza troppi entusiasmi per revival consapevoli.<!--more--><\/p>\n<div id=\"attachment_9631\" style=\"width: 170px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9631\" class=\"size-medium wp-image-9631 \" title=\"Vivienne Westwood ai '08-'09\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Vivienne-Westwood-ai-08-09-200x300.jpg\" alt=\"Vivienne Westwood A\/I '08-'09 Ph sconosciuto\" width=\"160\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Vivienne-Westwood-ai-08-09-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Vivienne-Westwood-ai-08-09.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><p id=\"caption-attachment-9631\" class=\"wp-caption-text\">Vivienne Westwood A\/I &#8217;08-&#8217;09 Ph sconosciuto<\/p><\/div>\n<p>Ad accomunare i due fronti \u00e8, comunque, il difetto di fantasia e ardimento, perniciosamente associato all&#8217;avversione al rischio ed all&#8217;opzione di comodo dell&#8217;omologazione. Chi sembra osare nuovi percorsi, magari riscuotendo un certo successo iniziale, subito si ritrae cautamente, intimorito dall&#8217;imprevedibilit\u00e0 del gioco.<\/p>\n<p>E cos\u00ec la moda finisce per de-oggettivarsi, rinnegare i propri dogmi, &#8220;filosofare&#8221; indulgendo al nichilismo, tutta tesa ad una sorta di astrazione\u00a0 normativa, in cui c&#8217;\u00e8 sempre meno spazio per gli abiti in senso materiale, che cos\u00ec cedono il passo alla mera immagine di se stessi. In questo contesto, paradossalmente, chi produce i tessuti, ovvero la materia prima alla base dell&#8217;intero sistema, si trova ad aver ereditato il ruolo di chi fa vera ricerca, arrivando cos\u00ec a creazioni sempre pi\u00f9 sofisticate e tecnologiche, per cui il tatto diventa pi\u00f9 importante della vista.<\/p>\n<p>Qualche critico si domanda dove sia finito il vestito, eclissato dal &#8220;bla bla&#8221; della comunicazione metalinguistica che tenta di affabulare l&#8217;immaginario, ma che riesce solo a far impantanare i pensieri.<\/p>\n<p>Londra, come dicevo, negli ultimi tempi ha dato l&#8217;impressione di voler aprire la porta al futuro, di cogliere esigenze estetiche inespresse, di elaborare con pi\u00f9 calma e lucidit\u00e0 nuovi stilemi e concetti e pure di sapersi muovere con maggior dinamismo.<\/p>\n<div id=\"attachment_9628\" style=\"width: 190px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9628\" class=\"size-medium wp-image-9628 \" title=\"pam-hogg-\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/pam-hogg--300x300.jpg\" alt=\"Pam Hogg Ph sconosciuto\" width=\"180\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/pam-hogg--300x300.jpg 300w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/pam-hogg--150x150.jpg 150w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/pam-hogg--80x80.jpg 80w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/pam-hogg-.jpg 638w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><p id=\"caption-attachment-9628\" class=\"wp-caption-text\">Pam Hogg Ph sconosciuto<\/p><\/div>\n<p>Forse perch\u00e8, molti anni or sono, \u00e8 stata la prima, in fondo, a capire l&#8217;importanza dello <em>streetstyle<\/em> e del suo senso originale: costituire un gruppo tribale attorno ad un cuore di valori (non necessariamente etnici) riferiti ad una sub-cultura desiderosa di far sentire la propria voce e, quindi, di durare nel tempo. In altri termini, gli Inglesi hanno scelto la via dello stile, anzi degli stili, anzich\u00e9 quello della moda trasformando quest&#8217;ultima, pertanto, in una sorta di etica <em>light<\/em>, che offre un sentiero tracciato di senso.<\/p>\n<p>In questo modo, l&#8217;abbigliamento, come la musica, \u00e8 diventato un canale espressivo di aggregazione emotiva (e di coesione ideologica negli anni &#8217;60\/&#8217;70): un fenomeno che sta alla base del clamoroso successo planetario della pi\u00f9<em> British<\/em> delle stiliste, ovvero Vivienne Westwood, il cui negozio &#8220;Sex&#8221; era a Londra un punto di incontro ideale per un ristretto gruppo di giovani che condividevano gli stessi gusti musicali, artistici, vestimentari.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo, del resto, in cui alla &#8220;strada&#8221; hanno attinto in molti a piene mani, da Jean-Paul Gaultier (versione cyberpunk) a John Galliano (gothic), da Moschino (retro mod) a Versace (punk).<\/p>\n<div id=\"attachment_9630\" style=\"width: 176px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9630\" class=\"size-medium wp-image-9630 \" title=\"ITALY FASHION\" src=\"http:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Pollini-by-Rifat-Ozbek1-208x300.jpg\" alt=\"Pollini by Rifat Ozbek A\/I 08-09 Ph Alberto Pellaschiar\" width=\"166\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Pollini-by-Rifat-Ozbek1-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.imore.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Pollini-by-Rifat-Ozbek1.jpg 453w\" sizes=\"(max-width: 166px) 100vw, 166px\" \/><p id=\"caption-attachment-9630\" class=\"wp-caption-text\">Pollini by Rifat Ozbek A\/I 08-09 Ph Alberto Pellaschiar<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tuttora continuano a praticarla nomi di fama crescente come Katherine Hamnett, Zandra Rhodes e Rifat Ozbek, Pam Hogg e la gi\u00e0 citata Westwood, nonch\u00e9 Ralph Lauren e persino Karl Lagerfeld, Montana, Mugler, Sonia Rykiel, i quali talvolta si sono dimostrati incredibilmente abili nel trasferire i segnali e le prassi di un fai-da-te metropolitano in un contesto diverso, con l&#8217;obiettivo di produrre altri miti, a minor tasso di provocazione esistenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensi, solo per citare un esempio su tutti, alla giacca di pelle borchiata, emblema dello <em>streetsyle<\/em> per eccellenza, divenuto per tutti un leit-motiv &#8220;classico&#8221; sebbene declinato in una variet\u00e0 di maniere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando le &#8220;trib\u00f9 urbane&#8221; hanno finito per mischiarsi, anche lo stile ha cominciato a vivere di assemblaggi, pi\u00f9 o meno sapientemente. Oggi in quel di Londra, complici anche alcune ottime scuole di moda, si respira un venticello euforizzante di revival, che sembra riportare in auge lo spirito migliore di quei tempi lontani, traducendolo in un bricolage diverso, risemantizzato alla luce dei <em>mood<\/em> presenti.<\/p>\n\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9618?pdf=9618\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> PDF<\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra Parigi, Milano e New York, \u00e8 Londra la capitale della moda che pi\u00f9 di tutte in questo momento sembra vitale: una fucina di giovani talenti che sciolgono idee cristallizzate e restituiscono il respiro al mercato, con coraggio e tanta voglia di esprimersi. 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