Tra le Maglie dello sport.
C’è profumo di Olimpiadi Invernali nell’aria e per entrare ancora di più nell’atmosfera degli sport di montagna suggeriamo la visita di un’originale e suggestiva mostra, che lega le vette agli ornamenti, ideata dal Museo del Bijou di Casalmaggiore.
Il Museo del Bijou di Casalmaggiore ha saputo cogliere il momento propizio per allestire una mostra molto speciale. Inaugurata già il 25 ottobre 2025 e in esibizione fino al 1° marzo 2026, la mostra raccoglie un piccolo patrimonio di oggetti prodotti dalle fabbriche locali dedicati alla montagna. Si tratta di placchette smaltate raffiguranti rifugi, distintivi da applicare agli alpenstock, ciondoli o medagliette dedicati a sportivi impegnati in sciate, schettinate, discese impervie, salti spettacolari, ed anche a piccoli montanari, zaini, piccozze, scarponi, stelle alpine e fauna d’alta quota.
Tutto materiale risalente agli anni dai Trenta ai Cinquanta del secolo scorso che veniva realizzato per conquistare gli appassionati di nuove discipline che prendevano sempre più piede dopo che l’espansione delle ferrovie e la costruzione di strade carrozzabili a inizio Novecento avevano reso accessibili nuove località di montagna. Tra le due guerre mondiali, con l’incoraggiamento dato dal Regime Fascista allo sport e al contatto con la natura, si diffonde l’escursionismo organizzato e subito dopo le montagne diventano meta turistica anche per la classe media: nascono quindi i rifugi alpini, le vie per camminate e percorsi ferrati, guide scritte e cartine dettagliate via via implementate dai più ardimentosi scopritori delle cime. Un mercato nuovo da conquistare, per chi da almeno mezzo secolo produceva ciò che ora chiamiamo “gadget”: le Fabbriche Riunite Placcato Oro-Federale Galluzzi Maffei di Casalmaggiore si dedicano alla produzione (anche) di ciò che un montanaro può acquistare ed esibire per dimostrare la propria passione, ciò che lo “distingue”. I distintivi dei rifugi raggiunti si applicano sui bastoni da montagna, la spilla della località amata o di uno scarpone con i lacci si applica sul bavero della giacca, così come quella di sci e zaino, abbellita magari da una stella alpina o da un binocolo.
L’apparato più corposo ed importante del catalogo della mostra è sato affidato al maggiore esperto di Storia dello Sport in Italia, Sergio Giuntini che ha illustrato la genesi dei gadget olimpici, ha raccontato di Quintino Sella lo statista con gli scarponi che fonda il Club Alpino Italiano nel 1863 a Torino, delle contese nelle scalate delle vette transfrontaliere… e di molto altro. Si è dato spazio a chi la montagna a Casalmaggiore la ama da più vite, quasi vi fosse insita nel DNA, quindi Marco Vallari che ci riporta con testi e foto alle origini della sottosezione CAI di Casalmaggiore fondata dal nonno; Sonia Sbolzani, da sempre, con la famiglia tutta, appassionata di vette e della loro ancestrale “religiosità”.
La mostra si avvale anche del il brillante contributo delle “Magline” del Museo del Bijou, un gruppo affiatato di artiste/ apprendiste dei ferri e dell’uncinetto che hanno realizzato l’allestimento della Sala Zaffanella in tema: guanti, sciarpe, maglioni e cappelli, ovvio, ma anche stelle alpine, funghetti, calde coperte, candide borsette, cerchi olimpici, fiocchi di neve, montagne innevate, supporti per tazze e borracce… L’aver partecipato al corso “Maglia Voglia” organizzato dalla primavera 2025 al museo, tenuto gratuitamente da Ornella Schiroli e da Daniela Moggia ha dato l’input alla creazione di originali decorazioni che rendono avvolgente e morbida la mostra.
La mostra è inserita nel programma finanziato da Regione Lombardia “Giochi della Cultura” all’interno del progetto “Il villaggio sportivo delle biblioteche”, che coinvolge il Comune di Casalmaggiore e quelli di Albino (BG), Belgioioso (PV) e Solaro (MI).


Margherita







Visita il canale You Tube di IMORE

