Un esordio da Daniela Gregis per la collezione A/I 2026-27
La collezione è disegnata da Marta Bortolotti, figlia della fondatrice Daniela Gregis. C’era un leggero vento di novità nel susseguirsi delle uscite della sfilata di Daniela Gregis A/I 2025-26 presso l’Oratorio della Passione, accanto alla basilica di Sant’Ambrogio. L’ essenza del brand era comunque ben riconoscibile; lo stile un po’ bucolico della fondatrice sarà il ponte che manterrà viva l’identità del brand nel caso questa collezione rappresenti il passaggio di consegne di madre in figlia. Se si tratta di un nuovo inizio, nelle prossime stagioni potremo leggere meglio l’apporto personale di Marta allo sviluppo del brand.
Abbiamo definito bucolico lo stile del brand Gregis, ma attenzione non significa che sia semplice, o semplicistico e neppure disordinato o tanto meno trascurato. Daniela Gregis gioca con le sovrapposizioni di pezzi, di tessuti, di colori e ogni uscita è molto studiata perché l’insieme trasmetta il mood del brand. Inoltre ogni pezzo che compone l’uscita potrebbe essere accostato ad altro, è un pezzo compiuto in sé che potrebbe essere utilizzato diversamente per creare o reinventare i capi. La modalità in cui Daniela Gregis presenta la sua collezione fa pensare inizialmente a una creatività nel combinare i pezzi adatto a gente giovane, quasi un suggerimento di come abbigliarsi senza badare al risultato, ma è giusto il contrario, per mescolare le creazioni della stilista bergamasca bisogna possedere l’arte di abbigliarsi.
Dicevamo che il brand gioca con le sovrapposizioni. Un pantalone morbido, largo e lungo alla caviglia, si accosta a uno short con risvolto o in seta stropicciata color oro; una gonna alla caviglia riceve una gonna più corta; pantalone grigio a grandi quadri si indossa con uno short largo a pied-de-poule minuto, camicia rosa fucsia, mantella corta a quadri. Potremmo continuare nella descrizione degli outfit. In sintesi i capi sono destrutturati, i tessuti sono sovrapposti lana, velluto, seta; il tulle replicata per un abito da una accentuata line A realizzato con tessuti diversi e intarsi, un riquadro colorato ne smorza le tonalità scure.
Il colore -giallo, rosso, brunito, rosa, grigio piombo, fuxia- esplode nelle camicie cotone su una stessa uscita, e negli short, oppure come grafiti all’interno del soprabito nero. Il bianco compare sull’abito goffrato semplicissimo, il dietro color avorio, chiude la sfilata e fa pensare alla possibilità che possa trasformarsi in un abito da sposa,
Gli accessori: scarpe basse in velluto, zoccoli neri o marroni in pelle sono portate con calze corte in lana sopra i collant; i guanti sono spesso spaiati, di colore diverso; i cappelli sembrano turbanti; borse rustiche, borselli da portare a tracolla.
Come sempre la collezione donna era completata con poche uscite uomo. E come sempre Benedetta Barzini era una delle modelle.


ph U. Fratini /Lanchmetrics/spotlight

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