Simonetta Ravizza A/I 2026-27. Riscoprire la pelliccia.
Il ritorno delle pellicce. Stiamo riscoprendo le pellicce vere!!!
E’ il primo pensiero formulato entrando nell’ atelier di Simoneta Ravizza che presentava la collezione A/I 2026-27. Dopo una prima sorpresa, subito commentata alla stilista quasi prima di salutarla, lei stessa ci confermava la nostra prima impressione aggiungendo che stiamo assistendo ad un vero ritorno della pelliccia che da noi ha avuto una flessione significativa, mentre è rimasta sempre in auge su alcuni mercati internazionali quali il coreano, cinese e russo e sta prendendo piede in quello americano. A conferma di quanto ci era stato commentato da Simonetta Ravizza su questo tema, la sorpresa più grande ci è stata data dallo street fashion. Il ritorno della pelliccia capo di lusso, simbolo di eleganza e anche di ricchezza, uno status symbol che collocava socialmente in alto, per strada l’abbiamo visto coniugato con un’attitudine oggi molto in voga, il vestire vintage. Di fatto ci siamo incrociate spesso, anche se le giornate di questo febbraio 2025 non erano particolarmente rigorose, con persone giovani con indossa pelliccia, specialmente giacche, chiaramente “rubate” al guardaroba della mamma, se non addirittura della nonna.
Simonetta Ravizza ha commentato che ha ripristinato per la sua clientela la rimessa a modello del capo, per rispolverare, rinfrescare e rimodernare specialmente capi in visone dalla lavorazione a trasporto: una tecnica artigianale pregiata che consiste nel tagliare le pelli in strisce sottili, allungandole e ricucendole per creare un aspetto uniforme e continuo; in questo modo la pelle viene allungata, se ne riduce la rigidità, il capo risulta più leggero, morbido e vengono valorizzati i riflessi naturali del pelo.
Sima dressing robe è il titolo della collezione del brand per l’autunno inverno prossimo 2026-27. In essa la stilista ha coniugato lavorazioni artigianali “antiche” con la contemporaneità delle linee più morbide, fluide, confortevoli. Capi classici, la pelliccia lunga a vestaglia dai grandi revers o dal collo profilato in pellame lungo in contrasto con il pelo corto del capo e persino la classicissima stola di visone non hanno paura di mostrarsi accanto a capi più moderni, giacche, bomber dal pelo lungo e a macchie di colore o un gilet. La leggerezza dei capi e il gioco dei disegni trasmettono una eleganza sofisticata e un lusso misurato; i volumi sottolineano allo stesso tempo gli effetti di protezione e confort propri di una pelliccia. La modernità di capi meno preziosi come il capospalla in pelo di mongolia può “tranquillizzare” le ecologiste in quanto il pelo ricavato proviene da animali destinati all’uso nutrizionale; e certamente saranno apprezzati da una clientela più giovane, che potrà avvicinarsi con soddisfazione a capi con intarsi e gioco di colori, reversibili, foderati in maglia o in camoscio; e sicuramente meno costosi.
L’ allestimento aiutava a definire con un unico sguardo l’uso del colore -toni neutri, tra il beige e il crema, il bianco puro o macchiato con intarsi di colore e il grigio, il bordeaux, marrone, l’elegantissimo colore rossiccio e il nero, -; ma anche a cogliere i suggerimenti per accostare le pellicce con gli altri pezzi di abbigliamento, pantaloni e gonne in camoscio o tessuto, sottogiacca leggere e camicie preparati nell’atelier di Simonetta Ravizza.






















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