“Ambra” è il colore di Daniela Gregis P/E 2027
Marta Bortolotti, figlia della fondatrice, firma la collezione di Daniela Gregis P/E 2027 e a differenza di sua madre compare a fine sfilata a salutare e lasciarsi applaudire con calore dal pubblico: perché la collezione è piaciuta, ha emozionato.
Una collezione convincente, gradevole, rilassante persino nel caldo nome Ambra.
Prende l’avvio a partire dal bianco che attraversa tutta la collezione; lievi e rare pennellate di colore si intravedono attraverso sotto le varie stratificazioni di tessuti. Si tratta di diverse sfumature di bianco, che danno vita ad una autentica “tavolozza di bianchi” talvolta in abiti costruiti con strisce di tessuto, autentici ma eleganti patchwork, cucite in senso diverso per creare riflessi di luce e quindi una illusoria differenza di colore; il patchwork di rettangoli si ripete con piccoli inserti di colore pastello o come dei veri color block accostando blocchi di colori luminosi senza sfumature, spesso in netto contrasto tra loro, giallo, rosso verde, luminosi sui tessuti lisci. Di grande eleganza l’abito corto al ginocchio di tessuto liscio, gonna ricca, cintura alta a sottolineare la vita, con inserti di colori pastello, giallo, beige, bianco, rosato.
Nel susseguirsi degli abiti ritroviamo i codici stilistici ed estetici di Daniela Gregis.
Lo stile della collezione di Marta Bortolotti si conferma vagamente bucolico sottolineato dall’uso della graziosa bandana per i capelli; dalle scarpe spaiate nel colore o da zoccoli; da accessori come secchielli lavorati a maglia o borse a spalla morbide dalla forma a mezzaluna, rustiche hobo bag destrutturate e molto capienti; e ancora da corpini dall’aspetto grezzo lavorati a maglia, fitta e a rete nello stesso corpino, di colore fango. I tessuti goffrati, diversamente goffrati, creano una sensazione di imperfezione, accentuata dalle asimmetrie degli orli, dallo spuntare disordinato di vari orli in una stessa gonna, dagli inserti di maglia che compaiono su bluse e vestiti. Le sovrapposizioni, insieme ai tessuti stropicciati cifre stilistiche di Daniela Gregis, creano volume, ma grazie ai tessuti, il lino e le sete il cotone, la, canapa, anche leggerezza; strati di tessuti diversi, dalle trame diverse, sovrapposti non irrigidiscono l’abito e non costringono il corpo.
Le silhouette rilassate disegnano una femminilità serena, naturale, che non cerca il consenso o l’ammirazione, ma il silenzio e l’interiorità.
Le imperfezioni che abbiamo citato non devono ingannare, gli abiti sono fatti a mano e con un forte approccio artigianale, lavorati con metodi artigianali, dal telaio, all’uncinetto, ai ferri da maglia, e tinti con colorazioni naturali. La collezione non è improvvisata, ma lungamente studiata nei giochi di volumi, nelle stesse imperfezioni, negli accostamenti di colori, nella scelta di quale delle stropicciature è più adatta all’abito pensato.
Se la prima impressione è che sia adatta ad un pubblico giovanile, il passaggio di Benedetta Barzini, abituale modella nelle sfilate di Daniela Gregis, ci dimostra che può essere indossata con successo e disinvoltura anche da una elegante signora “âgée”. Le scarse uscite di completi maschili dimostrano che anche la figura maschile può portare con disinvoltura le creazioni di Daniela Gregis




















































Visita il canale You Tube di IMORE

