CHEN.1988: dieci anni di ricerca, tra costruzione e leggerezza, per la nuova P/E 2027
Ci sono sfilate che colpiscono ancora prima dell’ingresso delle modelle in passerella. Così è accaduto per CHEN.1988 nel cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, una cornice capace di dare alla presentazione un carattere decisamente affascinante. Nel susseguirsi degli appuntamenti milanesi di Milano Moda Donna, Chen Long e Fu Zhichen si sono, del resto, distinti con una proposta coerente, dalla scelta della location all’omaggio finale: una bag con quattro paia di calze a tema con la collezione. Un piccolo prolungamento della passerella nel guardaroba di chi ha partecipato all’evento, all’insegna della moda nel quotidiano.
Il marchio cinese festeggia così i suoi dieci anni con la Primavera/Estate 2027, intitolata “walk with love”. Una piccola curiosità: entrambi gli stilisti sono nati nel 1988 e con “Chen” nel nome. Da qui il nome del progetto CHEN.1988, nato nell’ambiente universitario del Jiangxi Institute of Fashion Technology dove entrambi lavorano, affiancando l’attività didattica alla ricerca stilistica.
A colpire della collezione è il modo in cui la precisione delle linee accoglie drappeggi, arricciature e sovrapposizioni. La figura viene disegnata, ma il tessuto conserva libertà di movimento. Talvolta la vita è ben definita, altrove i volumi si allargano; elementi di derivazione sartoriale convivono con dettagli romantici, senza che gli uni annullino gli altri.
Tra i look più esemplari, il completo nei toni chiari del beige interpreta con efficacia questo incontro. La giacca chiara, segnata in vita e caratterizzata da ampi revers, mantiene un’impostazione rigorosa; un drappeggio color rosa antico attraversa invece il busto e si raccoglie sul fianco, modificando il disegno dell’insieme. I pantaloni beige proseguono la linea slanciata della figura. È una soluzione che merita attenzione perché introduce un elemento morbido proprio là dove ci si aspetterebbe la regolarità del completo.
Altrettanto significativo è l’abito verde pallido, sostenuto da sottili spalline, che lasciano scoperte le spalle e che raccoglie il tessuto in un’ampia morbidezza sul busto. le cascate di volant scendono lungo la gonna fluttuanati: il risultato è romantico, con una leggerezza che trova nel passo della modella la sua espressione più convincente.
Questi due esempi restituiscono bene la varietà della collezione: da una parte la costruzione sartoriale, dall’altra una femminilità più fluida e scenografica. In entrambi i casi, però, il progetto resta coerente con la ricerca del brand, fondata sull’incontro tra precisione e movimento, rigore e libertà.
La paletta dei colori rivela sensibilità per le sfumature. Beige, avorio, azzurro polvere e verde pallido costruiscono passaggi delicati, nei quali anche una variazione lieve diventa significativa . Il nero e il burgundy introducono un contrasto più deciso, ma sono soprattutto gli accostamenti chiari a mettere in evidenza pieghe, bordi e le diverse texture dei tessuti.
Suede, velluto a coste e motivi a quadri sorprendono in una proposta per la stagione estiva. Drappeggi e volant alleggeriscono le silhouette, mantenendo vivo il dialogo tra struttura e morbidezza. La stessa inclinazione romantica si ritrova nelle bluse: colletti arricciati e maniche ampie si accompagnano a tagli che sottolineano la vita, creando un equilibrio tra morbidezza e definizione della figura.
I richiami al guardaroba maschile ampliano la proposta femminile: linee rilassate e tagli sartoriali convivono con drappeggi e dettagli romantici, offrendo un equilibrio tra precisione e disinvoltura.
Si comprende, allora, il significato dell’espressione “Daily Attitude” con la quale il brand accompagna la propria ricerca: dare alla moda uno spazio nella vita quotidiana, attraverso capi che conservino personalità anche fuori dalla passerella. Una ricerca sempre in evoluzione, perché sperimentazione e vestibilità devono trovare, ogni volta, una misura comune.
Nel cortile della Rocchetta, Chen Long e Fu Zhichen hanno presentato un’identità maturata in dieci anni di lavoro, capace di entrare nel panorama milanese con un linguaggio davvero riconoscibile. E perfino quelle quattro paia di calze, a sfilata conclusa, sembrano riportare il discorso al suo punto di partenza: il desiderio che la collezione continui a vivere nei gesti più semplici del vestirsi quotidiano.
























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