Un ventaglio e un filo rosso nella collezione P/E 2027di Huizhou Zhao per HUI Milano
Una delle collezioni P/E 2027 più significativa e densa di contenuti nel panorama della Milano Fashion Week di settembre 2026, è stata certamente quella presentata dalla designer cinese Huizhou Zhao, per il suo brand Hui Milano.
Originaria di Shenzhen la fashion designer promuove e tutela nel suo Paese le antiche tradizioni artigianali a rischio, il patrimonio culturale delle minoranze etniche, l’artigianato e le tecniche ataviche della cultura cinese nei settori della moda e del tessile. La tradizione nel suo pensiero è qualcosa che, per rimanere vivo deve continuamente aggiornarsi per questo destruttura i codici estetici della tradizione dell’antico Oriente per tradurli in abiti da giorno accessibili alla donna contemporanea. Nelle sue collezioni presta particolare attenzione all’innovazione senza tralasciare il ricco patrimonio del passato.
La laurea magistrale conseguita al Politecnico di Milano le ha insegnato a mescolare il rigore della sartoria italiana con la ricchezza della tradizione artigianale orientale. Ha portato la sua moda alla Fashion week di Parigi già nel 2009 e nel 2014 ha vestito le first lady dei Capi di Stato riuniti per il vertice APEC a Pechino (Asia Pacific Economic Cooperation). Nella città di Milano Huizhou Zhao, ha portato, a partire dal 2018, in diverse occasioni i suoi abiti, ultimamente è stata presente alla MFW con la collezione Autunno/Inverno 2025-2026 in marzo 2025, Autunno/Inverno 2026-2027 a marzo 2026; infine con il brand HUI Milano Primavera/Estate 2027 a settembre 2027. Nel capoluogo lombardo ha stabilito una sede fissa per gestire e curare le collezioni prêt-à-porter di lusso destinate al mercato globale.
Oltre a fashion designer di talento, è considerata in Cina tra le più quotate imprenditrici con il suo gruppo moda Eachway Fashion group; è inoltre portavoce dell’associazione China Textile Entrepreneur Association e l’Asian Fashion Association. Il suo brand non si focalizza solo sull’estetica, ma riflette sull’identità e la libertà della donna moderna, sostenendo attivamente l’emancipazione delle donne artigiane nei villaggi cinesi attraverso una sua Fondazione.
Ma andiamo al suo brand HUI Milano presente in Italia .
L’identità del brand nasce indubbiamente dalla passione di Zhao per l’arte e per la moda, ma ha le sue radici nelle tradizioni vestimentarie del suo paese; il suo marchio fonde la raffinatezza e il patrimonio culturale orientale e più specificatamente l’artigianato tessile di minoranza etniche cinesi con l’eleganza della moda italiana. Unisce la raffinatezza dell’artigianato e dei simboli storici orientali con il rigore del taglio sartoriale europeo e italiano in particolare. Stilisticamente traduce ciò in tagli moderni e un design pulito e minimale, bilanciato con dettagli opulenti legati al patrimonio culturale cinese. Il suo è un abbigliamento quotidiano contemporaneo e sofisticato che gioca sui contrasti, trasparenze e copertura, linee morbide e copertura, sete e tessuti più strutturati.
La stilista ha presentato la sua collezione P/E 2027 a Palazzo Turati il 27 settembre 2026 durante la Milano Fashion Week. Intitolata “THE FAN CODE” (Il codice del ventaglio), la collezione, esplorando il dialogo tra l’eredità culturale cinese e i linguaggi della moda contemporanea, ruota attorno all’idea della Cina in continua trasformazione.
La visione creativa di Huizhou Zhao si sviluppa attraverso alcuni elementi fondamentali della sua visione della moda come ponte tra cultura e arte, tra tradizione arte e quotidianità.
Il ventaglio circolare, tradizionale cinese è il filo conduttore della collazione, un codice antico che assume nuove forme, diventa ponte tra Oriente e Occidente. Il brand si ispira, ed è il secondo spunto creativo della stilista, alle generazioni di donne Miao di Guizhou che, attraverso le antiche tecniche di tessitura, ricamo e tintura a mano, hanno preservato una tradizione adattandola al presente.
Altro elemento conduttore della collezione è la tradizione che diventa abbigliamento contemporaneo. La stilista destruttura i codici dell’antico Oriente per tradurli in abiti da giorno accessibili alla donna contemporanea.
Stampe antiche, ricami tradizionali, appaiono su silhouette moderne per trasformarsi in abbigliamento moderno e quotidiano. Accanto al ventaglio un intreccio di fili rossi attraversa il cortile del palazzo simbolo del tempo e degli intrecci culturali.
Nello scorrere degli outfit dominano le sovrapposizioni di tessuti leggeri e traslucidi che creano movimento e sono responsabili delle trasparenze; i tagli asimmetrici si ripetono su minigonne e su abiti lunghi. Gli orli irregolari, i drappeggi, i tessuti rigidi creano volumi architettonici, i pannelli di tessuto sovrapposti rompono la linearità dei capi. La sfilata propone l’alternanza tra capi over come le voluminose gonne a palloncino, e le silhouette fluide delle sopravvesti cinesi più importanti e quelle leggere più moderne. Le spalle sono strutturate o scivolate a Kimono; i colli alla coreana e le chiusure tradizionali cinesi trovano spazio sulle giacche dal taglio sartoriale strutturato occidentale; pantaloni, gonne e giacche in denim danno il tono più moderno alla collezione: sono spesso accostati a giacche dal taglio orientale. Oltre ai tessuti traslucidi, al denim e altri tessuti strutturati, domina la seta, in particolare quella stampata. Si tratta di una stampa di motivo tradizionali molto leggera quasi una traccia sbiadita; motivi floreali simbolo della femminilità orientale danno vita ad abiti dalla linea minimalista come l’abito lungo con colletto alla coreana, e abbottonatura tipica cinese sul lato sinistro percorsa da piccoli bottoni colorati.
Huizhou Zhao in questa collezione si rivela stilista matura, esperta, sensibile a fondere gli spunti culturali della Cina, con i codici stilistici occidentali, senza mai sovrapporli; ottima ambasciatrice della moda italiana in Cina, ma soprattutto custode delle tradizioni del suo popolo e mentore di una moderna visione della Cina aperta all’innovazione nel campo della tessitura e della moda, e alla emancipazione delle donne delle zone rurali.







































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