Una Mostra. “Roberto Capucci. Vestire LE muse”.
Dal 6 novembre 2026 al 28 febbraio 2027 e fino al 28 febbraio 2027, il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino rende omaggio a Roberto Capucci e alle donne che hanno ispirato il suo genio creativo. La mostra “Roberto Capucci. Vestire LE muse”, a cura di Silvia Mira, storica dell’arte e del costume riunisce capi disegnati dal couturier romano per attrici, cantanti liriche, aristocratiche e, come ben ricordiamo per il premio Nobel Rita Levi Montalcini.
Attraverso cinquanta abiti, donne straordinari appartenenti al mondo della cultura, dell’arte, della scienza e dell’aristocrazia sono le interpreti originali di un percorso nella moda inimitabile di Capucci.
Tra le protagoniste dell’arte di Capucci, la duchessa Maria Luisa Gaetani d’Aragona oltre a Marisa, Valentina e Violetta Nasi e Clementina Marini Clarelli hanno messo a disposizione parte del loro guardaroba personale in occasione della mostra. Accanto a loro, saranno visibili gli abiti indossati da attrici leggendarie per fascino e personalità, da Silvana Pampanini, Lucia Bosè, Catherine Spaak a Valentina Cortese; grandi interpreti liriche, come Raina Kabaivanska e Katia Ricciarelli e, tra le menti più luminose del Novecento, Rita Levi Montalcini. I pezzi arrivano da diverse raccolte, tra cui la Fondazione Roberto Capucci, la Collezione Massimo Cantini Parrini e l’Istituto d’Arte Passoni di Torino, oltre che dai guardaroba personali.
Il percorso espositivo si apre con un abito da sposa, secondo Capucci la massima espressione del concetto di regalità. Si prosegue con l’ abito in velluto con cui Rita Levi Montalcini riceve il Premio Nobel per la Medicina il 10 dicembre 1986 alla Concert Hall di Stoccolma.
Si continua con gli abiti delle attrici italiane che negli anni ’50-‘60 del Novecento frequentano gli atelier di moda romani: l’abito da cocktail di Silvana Pampanini; un abito creato per Catherine Spaak, entrambi provenienti dalla Collezione Massimo Cantini Parrini; un rigoroso ensemble da giorno e un robe-manteau di Lucia Bosè, provenienti dalla Collezione dell’Istituto d’Arte Passoni di Torino; l’abito da sera in taffetà e velluto viola della Fondazione Roberto Capucci indossato da Valentina Cortese.
Per le grandi interpreti della lirica, il Maestro crea il costume di scena in taffetà nero e paillettes per La vedova allegra indossato da Raina Kabaivanska (Trieste, 1991) e l’abito da concerto in georgette rosso con doppio volant in taffetà rosso e ciclamino di Katia Ricciarelli (Parigi, 1986).
La mostra si conclude nelle sale del percorso permanente che ospitano, in dialogo con gli arredi del Museo, venti abiti, creazioni uniche, realizzate tra gli anni ’80 e ’90 per le famiglie aristocratiche e dell’alta imprenditoria provenienti da quindi da collezioni private.
Completa il progetto espositivo un’ampia selezione di bozzetti suddivisa per decennio dagli anni Cinquanta al 2000, e di illustrazioni di Capucci, che rivelano la fase progettuale e la costruzione dei volumi.
Di particolare interesse ed esposti a Torino per la prima volta, sono i bozzetti della prima Collezione Capucci dell’autunno/inverno del 1951. I bozzetti degli anni ’60,invece, risalgono al periodo parigino e al momento di massima sperimentazione del Maestro, con l’uso di colori fluorescenti e di materiali inusuali, come la plastica.
I bozzetti degli anni ’70 vedono l’utilizzo di materiali “poveri” (come corda, bambù, sassi) e dell’innovazione; mentre negli anni ’80-90 trionfano la natura, le linee e il plissé, per concludere con gli anni 2000, che portano alla sublimazione della ricerca estetica.
In mostra sono presenti anche i bozzetti per gli abiti di scena del balletto Le creature di Prometeo presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2020, quando l’estro multiforme di Capucci incontra la danza.
Una mostra nella mostra è quella dedicata a Maria Luisa Gaetani d’Aragona. Attraverso una quindicina di abiti scelti dal suo guardaroba personale, l’esposizione offre l’occasione per raccontare alcuni aspetti della vita della duchessa, tra viaggi, arte e attività filantropiche.
Gli abiti esposti – per la prima volta a Torino – diventano così il fil rouge per tessere la storia di una donna, delle sue passioni e delle attività che ha realizzato e sostenuto nel corso degli anni.

Abito da cocktail in chiffon di seta con rouges in taffetas di seta, 1980 1989
Collezione Duchessa Maria Luisa Gaetani d’Aragona

Abito da sera in sauvage di seta, 1985-1989
Collezione privata

Abito da sera in raso di seta, 1985-1990
Collezione privata

Abito da cocktail in taffetas di seta, 1982
Collezione privata

Abito da sera in taffetas di seta e paillettes, 1980 1989
Collezione Duchessa Maria Luisa Gaetani d’Aragona








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