Merletti d’Autore.Una mostra a Burano
A partire dal 21 aprile 2026 e fino all’8 gennaio 2027, Il Museo del Merletto di Burano ospita una mostra dedicata ai Merletti d’Aurore, con un focus sulla produzione artistica di merletti negli anni Venti e Trenta del Novecento. L’esposizione è organizzata nell’ambito della quinta edizione della Biennale del Merletto che ospiterà incontri, appuntamenti e un grande convegno dedicato all’Arte del Merletto, in programma al Museo di Palazzo Mocenigo a giugno 2026.
Il Museo del Merletto di Burano con sede nello storico palazzetto del Podestà di Torcello, in Piazza Galuppi a Burano, ha le sue origini nella antica e storica Scuola dei Merletti, inaugurata nel 1872 per volere della contessa Andriana Marcello per preservare e tramandare tale tradizione secolare e rilanciarla come risorsa economica. In seguito alla chiusura della scuola nel 1970 venne, nel 1978, istituita una Fondazione per riscoprire e valorizzare l’arte del merletto. Dopo il lavoro di catalogazione e riordino dell’archivio storico della scuola e di restauro dell’edificio, Il Museo del Merletto venne ufficialmente aperto nel 1981; nel 1995 viene inserito nel circuito dei Musei Civici di Venezia. Vi sono esposti oltre cento preziosi esemplari della ricca collezione della Scuola, oltre a importanti testimonianze della produzione veneziana dal XVI al XX secolo. Questo spazio offre oggi non solo l’esposizione di pezzi di grande valore, ma anche la possibilità di osservare dal vero le tecniche di lavorazione proposte dalle merlettaie, ancora oggi depositarie di quest’arte e presenti al mattino in museo. Inoltre è a disposizione degli studiosi l’archivio, importante fonte di documentazione storico – artistica, con disegni, foto e varie testimonianze iconografiche.
La mostra Merletti d’Autore, dedicata a Doretta Davanzo Poli tra le più autorevoli studiose del merletto italiano, ha una parte che potremmo dire didattica, dedicata a far conoscere le due principali tecniche di realizzazione del merletto, ad ago e a tombolo. Le opere sono poi suddivise per aree di produzione, mettendo in luce alcune tra le più importanti manifatture italiane, come Venezia, Cantù e Bologna.
Come abbiamo detto il focus della mostra è limitato agli anni Venti e Trenta del Novecento, riconoscendo che è nel periodo compreso tra il 1927 e il 1932 che il merletto si afferma come forma autonoma di arte decorativa, al pari del vetro e della ceramica. Storicamente e simbolicamente, la nascita del merletto d’autore coincide con la presentazione del Corteo in costume di Giulio Rosso per Jesurum alla III Biennale di Monza. In questo frangente storico si consolida una nuova concezione progettuale, fondata sulla collaborazione tra manifatture di eccellenza e artisti e designers. Questo è un fenomeno che non riguarda esclusivamente l’ambito veneziano ma si estende anche ad altri importanti centri produttivi italiani. Nascono così opere considerate veri manifesti di modernità, spesso realizzate come pezzi unici o su commissione per grandi esposizioni: la loro rarità testimonia il valore sperimentale e artistico del merletto d’autore.
La mostra si sviluppa come un viaggio attraverso questa straordinaria stagione creativa.
Si possono ammirare disegni preparatori, cartoni e pubblicazioni d’epoca, opere di artisti e progettisti quali Giulio Rosso, Fausto Melotti, Vittorio Zecchin, Giovanni Gariboldi e Tomaso Buzzi: si ripercorre così l’ascesa del merletto d’autore come autentica espressione artistica.
Una sezione speciale è dedicata alla mostra internazionale di arti decorative italiane tenutasi nel 1931 allo Stedelijk Museum, una delle prime occasioni in cui il merletto italiano si affermò all’estero con grande successo di pubblico e di critica, accanto a ceramiche e vetri di Murano. In questa sezione sono esposti il catalogo originale e uno dei capolavori veneziani presentati allora: La festa del Redentore di Tomaso Buzzi per Melville & Ziffer.
Accanto a queste opere, il visitatore incontra una selezione di merletti antichi, che dialogano con le creazioni moderne mettendo in luce continuità e innovazioni tecniche e stilistiche. Il percorso si conclude con una sezione dedicata al secondo dopoguerra, che documenta il rilancio del merletto d’autore attraverso nuove collaborazioni tra artisti e manifatture. Ad arricchire l’esposizione contribuiscono disegni preparatori, cartoni esecutivi e pubblicazioni d’epoca, con particolare attenzione a riviste di riferimento come Domus, Fili ed Emporium, fondamentali per la diffusione del gusto moderno e del dibattito sulle arti decorative.














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