Una candidatura a patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. L’arte della Calzatura Italiana.
In dicembre 2025 la Cucina Italiana è stata iscritta alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. In questo modo è stata riconosciuta la rappresentatività della cucina italiana come veicolo di cultura: si tratta di un insieme di saperi non solo culinari, ma anche conviviali e sociali trasmessi di generazione in generazione su tutto il territorio nazionale. Attraverso la condivisione del cibo, la creatività gastronomica e lo stare insieme, la cucina italiana si fa portatrice di valori di inclusività e di sostenibilità ambientale.
Oggi portiamo a conoscenza di un nuovo percorso per promuovere un’altra eccellenza del Made in Italy più vicina ai contenuti della nostra rivista.
Assocalzaturifici, Museimpresa, Cercal e il Politecnico Calzaturiero assieme al Comitato Promotore presieduto da Giovanna Ceolini intendono adoperarsi perché l ’Arte della Calzatura Italiana sia inserita nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Si tratta di uno dei patrimoni più rappresentativi del made in Italy. La candidatura nasce dalla consapevolezza che la calzatura italiana non rappresenta soltanto una filiera d’eccellenza riconosciuta nel mondo, ma un patrimonio culturale vivo, costruito nel tempo attraverso il lavoro, le competenze e la passione di generazioni di imprenditori, tecnici, designer e formatori. Il progetto viene promosso con il sostegno del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e rappresenta un’iniziativa di sistema che coinvolge il mondo dell’impresa, della formazione, della cultura e della ricerca.
Fare scarpe in Italia significa custodire e salvaguardare un sapere distintivo che affonda le proprie radici nei territori e nelle comunità produttive del Paese. Significa preservare una cultura del fare che ha contribuito a costruire l’identità manifatturiera italiana e a rendere il Made in Italy sinonimo di eccellenza nel mondo. È questo patrimonio immateriale, fatto di tecniche, processi, conoscenze, linguaggi professionali e valori condivisi, che il progetto intende tutelare e valorizzare attraverso il percorso Unesco, allo stesso modo di come la cucina italiana non esprime solo un insieme di saperi culinari, ma rappresenta un patrimonio culturale, sociale e di convivialità.
Oggi 11 giugno 2026, presso il Salone degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del made in Italy a Roma, sarà ufficializzato il comitato promotore per la salvaguardia e la valorizzazione dell’Arte della Calzatura Italiana, organismo che guiderà il percorso di candidatura con il coinvolgimento delle Comunità dei Praticanti, ovvero di tutte le donne e di tutti gli uomini che attraverso il loro lavoro quotidiano trasmettono le conoscenze e i valori identitari legati a questo saper fare tradizionale. Se tutto dovesse andare bene, l’arte della calzatura italiana sarebbe la prima al mondo ad ottenere il riconoscimento Unesco visto che, al momento, tali riconoscimenti sono connessi solo a produzioni tessili ma non al mondo della calzatura.
“La candidatura Unesco nasce dalla volontà di riconoscere e valorizzare un patrimonio che appartiene all’intero Paese. La calzatura italiana è espressione di una cultura del fare che unisce competenze tecniche, creatività, identità territoriale e capacità di innovazione. Attraverso questo percorso vogliamo affermare il valore culturale del nostro saper fare e rafforzare l’impegno verso la sua trasmissione alle nuove generazioni”, dichiara in una nota Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici e del Comitato Promotore.







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