LA COUTURE SFILA AL PINCIO. IL PUNTO CON ALESSANDRO ONORATO E ROBERTA ANGELILLI
Le luci sulla terrazza del Pincio si spengono lentamente, restituendo l’immagine di una Capitale che riscopre la sua vocazione più pura: quella di culla dell’Alta Moda.
Si chiude così la seconda serata di Ensamble, l’appuntamento che per il quarto anno consecutivo ha trasformato uno degli scorci più suggestivi della Città in un palcoscenico a cielo aperto per centinaia di ragazzi provenienti da sette prestigiosi istituti e accademia di moda romane; spenti i riflettori sulla prima serata -interamente dedicata alla freschezza dei giovani talenti-, il secondo capitolo della kermesse ha celebrato l’anima più solida e matura della couture capitolina.
Otto grandi interpreti della passerella hanno svelato le proprie collezioni: Franco Ciambella, Giada Curti, Nino Lettieri, Antonio Martino Couture, Michele Miglionico, Sabrina Persechino, Jamal Taslaq e Gian Paolo Zuccarello.
Un viaggio visivo straordinario, inaugurato dalla sfilata Angeli in controluce di Franco Ciambella e proseguito con la leggiadra fluidità della proposta di Giada Curti. Hanno sfilato il rigore grafico in bianco e nero di Nino Lettieri e l’audacia materica di Antonio Martino Couture. Le atmosfere nostalgiche degli anni Ottanta hanno enfatizzato le creazioni di Michele Miglionico, mentre l’architettura si è fatta tessuto nelle geometrie sartoriali di Sabrina Persechino. La scena si è poi aperta all’incontro interculturale e senza confini di Jamal Taslaq e alla struggente poesia siciliana di Gian Paolo Zuccarelli, con un appassionato e intimo omaggio alle proprie radici.
Un trionfo che consacra la città ad hub internazionale dello stile, reso possibile anche dalla profonda sinergia delle istituzioni.
A riflettori spenti abbiamo incontrato le due anime che hanno creduto e blindato questa visione: l’Assessore ai grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato e la Vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli.
A tu per tu con Alessandro Onorato: la forza della visione:
Nel fermento del backstage dove l’attesa dello show emoziona e agita, l’assessore racconta il percorso che ha riportato i colossi della couture in città, mantenendo sempre al centro dell’attenzione i piccoli atelier e le accademie locali.
Assessore, lei ha il merito di aver riportato l’alta moda nella Capitale, fino al traguardo di Chanel per il prossimo Dicembre. Vive questo risultato più come un successo o più come una responsabilità?
“In realtà la responsabilità la sentivo molto di più quattro anni e mezzo fa, quando molti ridevano del fatto che il sindaco mi avesse dato, oltre alle deleghe per i grandi eventi, il turismo e lo sport, anche quella alla moda, ricordo la sufficienza di vari giornalisti che dicevano: “la moda ormai a Roma non c’è più, la moda è a Milano!”.
In quattro anni e mezzo i grandi marchi sono tornati stabilmente; sforniamo centinaia di talenti ogni anno e penso che quattro anni e mezzo fa mi avrebbero preso per pazzo se avessi detto che sarebbe venuto Chanel a sfilare a Roma. Quindi la responsabilità l’avevo allora, ma credo di averla superata. C’è l’orgoglio, l’orgoglio dei risultati e soprattutto, poiché io amo Roma, amo la mia città, c’è la speranza che questo percorso possa continuare anche in futuro”
Il dialogo con Roberta Angelilli:
Vicepresidente, nel 2026 la Regione Lazio ha predisposto un importante progetto di internazionalizzazione per le imprese della moda. Le andrebbe di raccontarci i primi passi concreti di questo percorso?
“Dobbiamo assolutamente dare la possibilità alle nostre imprese di aprirsi ai mercati internazionali, in Europa e nel resto mondo. Per questo abbiamo strutturato un piano d’azione per l’internazionalizzazione, con l’obiettivo di sostenere i giovani talenti. Vogliamo valorizzare il futuro della moda e stiamo preparando per settembre un bando di quindici milioni di euro, proprio per gli imprenditori under quaranta, che rappresenterà un’importante opportunità per le nuove generazioni”.
Ha definito il “made in Italy” la moda per eccellenza: cosa rende la nostra manifattura così unica al mondo?
“La creatività, l’arte, il gusto… il made in Italy ha un insieme di caratteristiche uniche al mondo. Quando si parla di Italia, e soprattutto quando si parla di moda è un biglietto da visita. E’ qualcosa di unico, simbolo di un’identità fortissima”.
Guardando il bilancio di questi anni qual è la scommessa vinta che la rende più orgogliosa, e quale l’obiettivo prossimo futuro?
“Nella moda, averla finalmente riportata a Roma con eventi che coinvolgono le grandi Maison ma anche i giovani, perché i giovani per crescere hanno bisogno di un palcoscenico dove mostrare i loro lavori, la loro creatività, il loro ingegno.
Non c’è futuro senza di loro”.



























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