La visione d’estate di Dolce&Gabbana
La delicata fase di riorganizzazione interna e il massiccio assestamento finanziario che la maison Dolce & Gabbana sta affrontando, con un ingente bisogno di liquidità per reggere l’esposizione debitoria, non sembrano avere scalfito minimamente la potenza immaginifica e creativa della coppia di designer, malgrado l’uscita del co-fondatore Stefano Gabbana dalla presidenza.
Lo ha dimostrato l’ultima sfilata P/E 2027 della Milano Fashion Week Uomo, in cui semmai lo stimolo inventivo sembra essersi ulteriormente ravvivato e arricchito di echi mediterranei potenti che attingono alle radici profonde dei due stilisti siciliani.
Dunque ecco che, nella suggestiva cornice dell’ex-cinema Metropol, ora spazio polivalente, con allestimenti classicheggianti evocativi di un tempio ellenico al volgere cangiante dell’alba, hanno sfilato modelli di sembianze semi-divine sfoggiando un’eleganza sofisticata senza tempo.
Le reminiscenze dell’amata Sicilia con la sua polifonia di colori e luce, terra di incontro e fertile ibridazione tra culture, hanno preso forma e spirito in abiti di notevole forza icastica, grande sapienza costruttiva, superba artigianalità sartoriale, in cui tutti i codici del brand sono stati interpretati con un sorprendente senso della misura e dell’armonia.
La passerella si è aperta con una serie di accappatoi bianchi e carta da zucchero, lievi pigiami di seta e set a maglia concepiti per la spiaggia, per poi lasciare la scena a completi metropolitani leggeri con tagli al laser, tuniche sciolte e pantaloni vaporosi. Il testimone passa quindi a bermuda di impeccabile fattura, costumi di seta, camice ampie con stampe vivide di agrumi, abiti gessati, capi in pizzo, coppole d’antan.
Tutti outfit su cui sembra spirare una tenue brezza di scirocco, come nei blazer dai revers diritti e inconsueti riquadri sul retro che si possono sbottonare per offrire una piacevole aerazione. L’abilità manifatturiera delle preziose Petites Mains spicca negli intrecci di pelle delle giacche e nelle calzature abbinate, così come nei ricercati ricami in perline di corallo e brillantini applicati su tessuto jeans usurato. Immancabili i tradizionali rosari indossati come collane e i motivi religiosi popolari cari da sempre a Domenico Dolce e Stefano Gabbana, stampati sulle T-shirt.
Gli stilisti hanno spiegato la loro “visione” di questa sfilata sospesa tra luce e ombra, mare e terra, raccontando di aver voluto esprimere la ricchezza e la complessità della loro Sicilia delle origini, attraversandone luoghi, memorie e tradizioni: dai templi greci all’architettura barocca della Val di Noto, dai mosaici di Monreale all’anfiteatro di Taormina, dai borghi affacciati sul mare ai gesti antichi custoditi nelle botteghe artigiane.
Le cromie che il defilé ha esaltato sono quelle dell’isola più intensa e rigorosa, dal nero profondo al bianco luminoso, dal blu marino al verde pistacchio, dalla gamma dei beige ai gialli dei limoni: un mosaico di contrasti e influenze, che rendono la dovizia di questa terra.
Lo show si è chiuso con una “mareggiata” di look total white, strass e un trionfo scintillante d’estate. E nel gran finale Stefano è sceso in passerella esibendo una maglietta raffigurante la cantante-musa Madonna, con un’immagine tratta dal progetto Confessions II – The Film, di cui il duo Dolce & Gabbana ha curato tutti i costumi di scena.
……Perché, come canta la stessa Veronica Ciccone in “Holiday”, “If we took a holiday / Took some time to celebrate / Just one day out of life / It would be, it would be so nice”.

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