Accordi di collaborazione a favore della formazione dei giovani
In un momento in cui il comparto Moda Italia è in crisi, per molteplici fattori, è importante che tutti i protagonisti istituzionali della filiera cooperino con le loro competenze per individuare i possibili fattori e favorire la ripresa. In modo particolare è necessario, per sostenere la competitività futura delle imprese del Made in Italy, accompagnare il ricambio generazionale, preservare il know-how manifatturiero che rende unica la nostra filiera, sviluppare nuove professionalità che tengono conto delle trasformazioni tecniche e culturali del sistema, formare i giovani su competenze atte ad affrontare le problematiche più moderne, qualificarli su temi economici, ma anche su ecologia e sfida digitale.
Questo il senso dell’accordo quadro siglato il 21 maggio 2026 a Roma tra Unioncamere, l’ente pubblico che rappresenta, coordina e promuove l’intero sistema delle Camere di Commercio italiane e Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda, per consolidare e sviluppare la collaborazione tra sistema camerale e sistema industriale nella formazione delle competenze e nella transizione scuola-lavoro nel settore moda. Più in concreto l’accordo intende rafforzare il collegamento tra sistema educativo e sistema produttivo della moda italiana, contribuendo a ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro attraverso azioni condivise di ricerca, analisi dei fabbisogni professionali, formazione, comunicazione e certificazione delle competenze. L’analisi della situazione a livello di domanda e offerta evidenzia la mancanza di corrispondenza tra le competenze possedute dai lavoratori e quelle richieste dalle aziende, ciò comporta che le imprese non riescono a trovare personale qualificato (fenomeno molto diffuso soprattutto in ambito tecnico-digitale), dall’altro molti candidati restano disoccupati o sono costretti ad accettare lavori inadeguati al proprio titolo di studio.
La firma di questo Protocollo segue il rinnovo di quello tra Unioncamere e Rete Tam, che vede la rete delle scuole impegnata nella progettazione e diffusione di percorsi formativi sempre più coerenti con le trasformazioni del comparto. Nello specifico la filiera della moda e degli accessori rappresenta uno dei comparti di maggiore rilievo del made in Italy, per capacità produttiva, radicamento territoriale, occupazione e proiezione internazionale, ma è anche quella che necessita di competenze molto specifiche, tecniche, creative, innovative, e di un lavoro di promozione tra i giovani e di trasmissione generazionale del know-how.
Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, ha evidenziato che “il rinnovo del protocollo con Unioncamere è un passo concreto verso il futuro del Sistema Moda italiano e si inserisce pienamente nella visione del Piano Strategico Nazionale presentato da Confindustria Moda e da Confindustria Accessori Moda in Parlamento da pochi giorni…..Serve un sistema coeso, capace di creare reali opportunità per i giovani e nuove professionalità che uniscano creatività, innovazione, cultura tecnica e competenze digitali, ed è tempo di farlo in modo coeso come sistema Paese”.
Infine, Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Accessori Moda, ha ricordato che “rafforzare il dialogo scuola-impresa è essenziale per costruire le professionalità che il settore richiede, soprattutto dal punto di vista tecnico. La competitività del made in Italy nasce dalla nostra capacità di attrarre nuovi talenti e formarli con competenze adeguate alle sfide di oggi. Le filiere della moda e dell’accessorio stanno vivendo una trasformazione profonda: servono giovani preparati, curiosi e pronti a unire sapere manifatturiero e innovazione tecnologica. Con questo accordo lavoriamo per rafforzare i mestieri del futuro, valorizzando le professionalità che rendono unica la nostra manifattura e garantendo continuità a un patrimonio che è, prima di tutto, umano”.







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